Trovate qui tutta la carrellata di foto necessarie per capire quanto sia colpevolemente inesplorata questa zona di Toscana. E magari (come me fino a pochi giorni fa) non sospettate neanche che qui, da Leonardo Salustri, ietro il Monte Amiata, a pochi km da Montalcino e in piena Maremma si possano produrre grandi vni 100% Sangiovese con una personalità e una eleganza così potenti da lasciare davvero sorpresi.
Tra i primi ad accorgersene Ernesto Gentili dell’Espresso, un pò il padre putativo di questo Grotte Rosse di cui ci siamo ritrovati a celebrare il decennale, che coincide con la vita anche della DOC Montecucco, alla ribalta per nuovi e importanti investimenti (vedi Colle Massari di Ernesto “Alinghi” Bertarelli).
Non ce l’ho fatta a inserire tutto nel post sulla verticale delle 10 annate di Grotte Rosse (in uscita oggi domenica 30 verso le 11) perchè i piatti di
Torteli di cinta senese in brodetto di gallina e castagne (qui a sinistra nella foto, un connubbio dolce salato in cui si sentiva ogni sfumatura della farina di castagna, della cinta senese e di ogni dadino di verdura che vedete nella foto….
100% Chardonnay fermentato ed affinato in barrrique con note burroso e vanigliate in apertura che lasciano presto il campo a mandorle, nocciole e sensazioni floreali nella ginestra e nella camomilla. Con qualche grado di temperatura in più ottima definizione per la pesca gialla, la mela, un accenno tropicale. Ottima la beva, leggermente appesantita dall’alcol ma vena sapida e acida ancora presenti. 
Un Barolo sorprendentemente dolce e accattivante al naso con note di rosa, di mela, di menta, liquirizia, cannella e balsamico spiccatissimo. Corpo e struttura in bocca ma mai troppo aggressivo, tannino presente ma già bevibilissimo, dinamico e fresco con un alcol interessante che bilancia la durezza grazie anche ad un estratto considerevole. (
Grande annata 2006 e Rosso molto fresco e vivace con poche concessioni al naso che si presenta semplice di ciliegia, cuoio e tabacco e pochissimo altro. In bocca viene fuori un discreto corpo e una beva straordinaria che lo rendono perfetto per carni bianche o pasta al sugo di carne.
Due vitigni, due mondi, due scuole di pensiero e ieri (
Da bravo sommelierinformatico riesco non solo a collezionare vicecampioniqualchecosa ma anche ad arrivare qualche volta terzo. O meglio, come dico io, a vincere il terzo premio al Concorso
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Tra le tante soddisfazioni che questo lavoro mi sta dando (anche troppe) ce ne è una che ha un sapore particolare, ovvero l’esser stato chiamato dall’