abbinamenti

Valpolicella Superiore Ripasso Serego Alighieri 2006

Dalla famiglia Serego Alighieri, un vino ottenuto dai filari della tenuta comprata dal figlio di Dante Alighieri agli inizi del 1300. Ed è anche molto nota per custodire un ceppo di Molinara antichissimo che dona ai vini sfumature inedite in altri Valpolicella dove la molinara è quasi del tutto abbandonata. (altro…)

Vermentino SoloSole 2010 Poggio al Tesoro Bolgheri DOC

Da Bolgheri, zona ormai famosa per i suoi Vermentino molto strutturati tropicali e fruttati, un vino in controtendenza più vicino alla realtà vera del Vermentino mediterraneo. Già dal colore vince la semplicità e la mineralità su note più piacione e ruffiane con una sapidità marina che esce bene dal bicchiere. (altro…)

Pinocchio, storia di un burattino gourmet: le ricette della favola in tavola da Burde

Nel libro capolavoro di Carlo Lorenzini, il cibo viene rammentato, sognato, discusso e trattato per ben 36 volte. Vi si può leggere adesione piena alle ricette di Pellegrino Artusi, amore per la tradizione e sincera passione per il gusto, il tutto reso più luminoso dagli occhi di un bambino burattino per cui il cibo ha un valore tutto speciale. (altro…)

Louis Roederer Vintage Brut Rosé (Millésimé) 2005

Un riferimento tra i rosè millesimati per Louis Roederer, la grande maison con il più alto rapporto (2/3) tra vigneti di proprietà (ben 214) e quelli in affitto. Si staglia subito  con il suo colore scarichissimo al limite dell’ossidato, salmone chiaro. Rivela note di melograno, lampone e ribes ma soprattutto pepe rosa, gesso e pan briosciato, note quasi balsamiche di alloro e menta. (altro…)

Jean Paul DeVille Carte Noire Champagne

Il pinot nero sale in cattedra già dal colore e del resto qui siamo in piena montagne de Reims. NAso affilato e appuntito di roccia con note agrumate e fruttata molto variegate. Fragola, rosa,, mela cotogna e pan briosciato si alternano al naso mentre in bocca il frutto è deciso e lascia molto soddisfatti. (altro…)

Elyane de Biron Comtes de Dampierre Champagne Brut

Da Comtes de Dampierre, una cuvèe esemplare per la Champagne con il suo 40% Pinot Meunier, 30% Pinot Nero e 30 Chardonnay. Colore vivido e chiaro, naso essenziale ma completo con rimandi nel floreale classico del meunier addolcito dal bel tropicale dello chardonnay e chiuso dal fruttato pieno e rotondo di un pinot nero non finissimo. (altro…)

Perrier Jouet Grand Brut Champagne

Da 59 diversi vini base, una cuvèe assemblata d’istinto ogni anno da Hervè Deschamps, soltato il settimo chev de cave della maison Perrier Jouet dal 1811, l’anno della cometa in cui venne fondata una delle maison più celebri. Del resto tenere sotto controllo tutte le variabili dei 60 ettari grand cru di proprietà e gli innumerevoli conferitori non sarebbe scientificamente molto percorribile… (altro…)

Gosset Brabant Champagne Reserve GC (in magnum)

Coltivatori da centinaia di anni ma RM solo dal 1930, ecco un esempio mirabile di come la biodinamica e l’amore per la terra sappia rendere piena giustizia ai grand cru. 80% di pinot nero da Ay e un 20% di chardonnay da Choully disegnano un campo di fiori nettissimi di acacia, tiglio e biancospino su un tappeto minerale terroso e sanguigno classico di Ay. (altro…)

Cuvèe Petraea Francis Boulard XCVII-MMVI: manuale pratico per la Solera nello Champagne

La cuvèe perpetua, il mito del metodo Soleras applicato allo Champagne. Istituita dal 1997  (come riporta in numero romano il XCVII in etichetta), un compendio di 9 annate nei vigneti  di Francis Boulard ma più che un riassunto di varie annate è un compendio di terroir e di sublimazione di uno stile. (altro…)

Il gran bollito di Burde in onore dei vini piemontesi, le ricette delle salse

Ecco una veloce  illustrazione del gran bollito delle grandi occasioni di Burde come quello servito lo scorso venerdì per l’attesa e gradita cena Barbaresco-Moscato con Albino Rocca e Ca d’Gal.  14 tipi diversi di carni tra polpa e ammnennicoli e soprattutto le salse in accompagnamento che hanno fatto il loro dovere nel rendere la serata piacevole. E che hanno fatto capire a tutti quanto possa essere fantastico il nebbiolo “vero” nel suo ambiente naturale, ovvero la tavola!