Nel libro Manuale di Conversazione sui vini Dolci c’è un capitolo intero dedicato ai passiti rossi, che sono più numerosi di quanto si pensi: il Moscato di Scanzo, l’Amarone e il Recioto della Valpolicella, il Sagrantino di Montefalco passito, e ovviamente l’Aleatico.
Pensate che nell’annuario del 1930 l’Elba occupava dieci pagine e Montalcino appena due — tale era il numero di aziende e la centralità di quest’uva. Quasi tutte producevano Aleatico, non solo dolce, perché si faceva anche in versione secca. Oggi l’Aleatico è usato anche per i rosati — il rosato più costoso di Antinori è a base Aleatico — perché è un’uva su cui si sono fatte diverse scommesse nel corso degli anni, tutte regolarmente perse. Nasce per essere una chicca da isola, da mare, da Elba; nel consumo quotidiano entra con fatica. Nel libro proviamo a fargli fare un passo avanti, proponendolo anche con la cacciagione — sia da pelo che da piuma — su preparazioni ricche e strutturate.
Rispetto ai passiti bianchi, i passiti rossi conservano il tannino, che equilibra la componente zuccherina in modo molto efficace. Chi ha assaggiato un Sagrantino di Montefalco passito sa di cosa parlo: è un vino alcolico, ricco, tannico, eppure in versione dolce trova un equilibrio tutto suo. Vale lo stesso per il Recioto della Valpolicella — lo zucchero è sempre stato lì per un motivo — e in qualche misura anche per il Porto, che non risulta stucchevole proprio grazie alla struttura tannica dell’uva rossa.
L’Aleatico è un vitigno aromatico primario, come il Moscato e il Brachetto: dà note intense di frutta rossa, viola, mammola, prugna, amarena, ribes, con sfumature di rosa, cuoio, liquirizia e — quello che mi piace di più — mandorla. Ed è proprio questa nota di mandorla che ci ha fatto pensare al cantucci: un morso di biscotto di Prato con questo vino è davvero bello. Immaginate lo stesso vino con delle mandorle tostate accanto. Non è dietetico, ma è inverno, e in fondo un po’ ci vuole.
In bocca lo zucchero c’è, ma il tannino lo tiene a bada; l’aromaticità esplode e si espande con una lunghezza notevole. È un vino incantevole e divertente da abbinare. Il gelato al Vin Santo di Simone porta un’ulteriore eco toscana, con quella nota ossidativa e di frutta secca che dialoga benissimo con l’Aleatico.
Siamo a Suvereto, in Maremma, con l’enologa Barbara Tamburini. Guado al Re è nella stessa zona dove sono nati tanti grandi vini — Tua Rita, Petra, e i grandi tagli bordolesi che hanno reso famosa questa parte della costa toscana appena fuori Bolgheri. Oltre all’Aleatico dell’Elba e della Maremma, c’è anche l’Aleatico di Gradoli nel Lazio e qualche piccola sacca in Puglia. Dove spunta, ha sempre una sua grande piacevolezza e un suo perché.
aleatico
L’isola d’Elba a Firenze venerdi 28 marzo da Burde, palamita, totani, muscoli, sburrita e Aleatico!
Buon capodanno fiorentino a tutti! Ci fa piacere oggi nonostante il ritorno dell’Inverno raccontarvi del mare che ospitermo in città con l’Elba a Firenze venerdi 28 marzo prossimo con la Palamita, i muscoli, la sburrita, i totatni e le specialità più classiche e i vini di un isola meno conosciuta di quanto dovrebbe con l’Aleatico rosè e passito, il sangiovese, l’alicante: un mondo da scoprire con ospiti molte realtà dell’isola. (altro…)
Rosso Saverio 2007 Altura Francesco Carfagna Isola del Giglio
Un rosso che ridefinisce la vostra idea di sapidità…dall’Isola del Giglio questa edizione del Rosso Saverio di Carfagna che arriva in un momento di maturità straordinaria. Colore scarico e quasi completamente granato ma che sfodera già al naso una potenza di bote balsamiche e speziate impressionanti e suadenti. (altro…)
Ansonaco del Giglio 2009 Altura Francesco Carfagna
Ecco un vino che pone la sua sfida sia al degustatore che al sommelier che lo propone. Aperto 6 ore prima, arriva all’ora di cena appena apertosi con un sussurro di frutto e fiori molto ben coperto da note affumicate, balsamiche e di miele con agrumi canditi e zafferano a rallegrare il quadro. (altro…)
Ansonaco del Giglio 2011 Altura Francesco Carfagna
Una delle migliori annate in uno stato di forma impressionante per piacevolezza di beva e ricchezza di sapore. FRancesco ci racconta di quanto è stato lungo il processo di fermentazione che lo ha portato a nascere. Di come era rabbioso e incavolato al momento di finire in bottiglia e di come fino a poche settimane fa era serrato e contratto. (altro…)
Rosso Saverio 2010 Altura Francesco Carfagna
Il Rosso da uve miste di Francesco Carfagna stupisce da giovane per le note aromatiche quasi da bianco con un florele nitido e insistente cui si aggiunge una meravigliosa frutta rossa. Merito dell’aleatico in uvaggio ma anche di un leggero appassimento di alcune uve di sangiovese e canaiolo. (altro…)
Nobile di Montepulciano DEI Riserva Bossona 2004 & Modigliani
Sangiovese di razza, colore deciso e suadente, naso ricco dal pout pourry di fiori e spezie fini fino alla ciliegia sotto spirito e alla classica nota di tabacco, cioccolato e liquirizia, spesso presenti nei sangiovese con qualche anno sulle spalle. Qui è grandissimo anche e soprattutto in bocca con struttura ampia, fresca e ampia in ogni direzione. (altro…)
Aleatico Re della Valle Brancatelli IGT 2008 & Antico Toscano
Vino rosso dolce ma con naso quasi da bianco tanto sono evidenti le note di albicocca matura e confettura di pesca. Poi note di cacao, tostature e richiami più “duri”. In bocca l’ignoranza del Toscano viene mitigata e accolta in un abbraccio aromatico che esalta entrambi senza snaturarli. (altro…)
Ocra Guicciardini Strozzi Bolgheri DOC 2007 & Modigliani Sigaro d’Artista
Colore non cupissimo ma interessante, naso di frutta di bosco non esageratamente matura, tabacco biondo e anice, accenno di selvatico. Bocca di notevole freschezza e levità, perfetta per rianimare la bocca dopo il Modilgiani, sigaro d’artista con tendenza dolce e speziata. (altro…)