Il biglietto da visita della maison è sempre una cuvèe affidabile e freschissima che sottolinea il grande legame della maison con lo chardonnay nonostante il blend sia costituito soprattuto da uve rosse. Ma il tocco dello chef de cave si sente e grazie anche ad un dosaggio equilibrato abbiamo una cuvèe che piacerà a tutti con le sue note floreali dolci di robinia, gelsomino, limone, pompelmo e zenzero.
pairing
Joseph Perrier Cuvèe Royale Champagne
Una solida maison di ispirazione familiare che non ha mai perso di vista l’artigianalità e l’eleganza delle sue cuvèe. Questa Cuvèe Royale ha tutto per piacere con una bella nota rossa e nera dovuta al bel pinot nero tra Hautvillers e Damery che si traduce in bocca polposa e succulenta in cui una dose di chardonnay dona freschezza e sensazioni agrumate e floreali piacevolissime.
Nicolas Feuillatte Brut Reserve Champagne
Etichetta affidabile e dal grande rapporto qualità prezzo con un solido blend 40% Pinot Nero, 35% Pinot Meunier, 25% Chardonnay e ben 3 anni di affinamento (un anno di più rispetto al “base” che si trova in GDO). Questa bottiglia ci arriva molto fresca di sboccatura e ha una spiccato nota agrumata a sottolinearne la grande freschezza.
Il cacciucco alla livornese di Paolo Gori
Paolo Gori ci spiega in quali condizioni e come si può abbinare la robusta corposità e aromaticità del Cacciucco alla livornese alla delicata mineralità dello champagne più qualche nota storica su questa antica ricetta della costa toscana. Ricetta che cambia ogni km sulla costa andando da Viareggio a Piombino ma che riserva sempre sorprese e gusto da scoprire… Ecco il video
Sale mare e vino, il territorio di Castiglion della Pescaia dice la sua per questa Estate
Da sempre interprete principale e in gran parte scopritore delle potenzialità enoiche di questo lembo di Toscana, Tenuta la Badiola nel tempo è riuscita a far parlare di sè per tante iniziative capaci di potenziare la vocazione turistica della cittadina Toscana. Ma soprattutto far ricredere sulle potenzialità enoiche di questa zona grazie alla qualità e alla franchezza dei suoi vini.
Da Greve in Chianti, un sangiovese “classico” rosato che va oltre il salasso
Si può affermare che la tradizione chiantigiana del rosè, che comincia ad essere corposa, preveda in gran parte l’uso del salasso con la conseguenza di avere vini molto incisivi e al limite dell’aggressività che li rende amati da una gran parte del pubblico. Ma la duttilità del Sangiovese in zone meno vocate per la potenza e per il grande rosso può dare soddisfazioni se vinificato in rosato lieve e delicato. (altro…)
Sangiovese e biologico, un amore che a Panzano diventa tre tipologie di vino
Nell’enclave biologico (e spesso biodinamico) di Panzano c’è spazio anche per uve autoctone ma alcune aziende come Il Molino di Grace, fin dall’inizio hanno puntato tutto sull’espressione del Sangiovese che in poche altre occasioni oltre a Panzano riesce ad esprimersi in maniera così costante, fruttata e ricca di sapidità. Sangiovese d’annata per un Chianti Classico saporito e fruttato, per una Riserva elegante e per un ricco Gratius che ne rivela il lato speziato e complesso. (altro…)
Esistono almeno due Sicilie nel bicchiere? Gusto giovane e classico nel bicchiere, cosa ci offre l’isola
Poche terre come la Sicilia hanno saputo attraversare un periodo di boom quasi irrazionale come negli anni 90 per poi sapersi focalizzare sulle proprie reali potenzialità. Il momento attuale vede da una parte proposte sempre giovani e attuali (ben incarnate da Baglio di Pianetto con la sua linea “Y” che sta appunto per Young, giovane) e altre più classiche e imponenti anche se realizzate con maggior rigore che in passato. (altro…)
Il Vino della Pace diventa “grande”, scopriamo l’annata 2011
Nato quasi per una scommessa enologica e per la voglia di dimostrare che si può realizzare un simbolo della diversità del mondo dell’uomo in un bicchiere, il Vino della Pace giunge con l’annata 2011 ad una forma meno mosaico e più vino grazie all’impegno in cantina che ne ha saputo tirar fuori caratteristiche armoniche e meno contrastanti che in passato. C’è ancora la bella intensità dei vitigni aromatici che spingono e animano il naso ma la bocca adesso è più centrata sul frutto giallo e sulla speziatura nobile e raffinata con un finale che fa intravedere una evoluzione interessante in bottiglia (e infatti finalmente sono arrivate anche le magnum). Un vero mix di uomo e natura che si uniscono a dare un vino friulano ma anche universale.
Momenti da vino bianco, tre proposte di gusto e intensità diverse da San Gimignano
Anche la Vernaccia di San Gimignano ha smesso da tempo di essere un vino normale e solo “piacevole” per abbracciare una riscoperta del territorio e la sua vocazione. Non sarà mai un vino di moda o presente su tutte le tavole (anche perchè la produzione è limitata) ma sa procurare una proposta adatta a tante situazioni che si possono presentare nella vostra Estate. Una Vernaccia “annata” 2012 per un aperitivo al bar, una selezione 2011 per un pranzo leggero con abbinamenti di mare e crostacei e una Riserva con qualche anno alle spalle (2009 o 2010) per una cena più importane ed elaborata o una serata a chiacchera…