Secondo Simone Menichetti, enologo della tenuta, questo vitigno è un po’ la Barbera della Toscana: quindi una bella acidità, un corpo mai eccessivo, tannino non aggressivo, ma la capacità di avere una nota agile e fruttata allo stesso tempo. E in effetti i rimandi alle ciliegie, alla mora matura, alla viola, alla rosa, al ribes – e un bel comparto anche floreale di lavanda e ginestra – rendono il naso di questo vino molto originale e intrigante.
Ma soprattutto la bocca stupisce, dove effettivamente si sente una grandissima gioventù: un vino preciso, affilato, che incalza senza atterrire il palato, e una profondità e uno spessore davvero impressionanti, sempre nel solco dell’eleganza.
Ben il 60% dei vini
L’importanza e le opportunità di portare nel mondo il nome di Firenze per Marina Malenchini significa anche gestire controlli e qualità in tutta la filiera. Grande nome ma anche grande impegno per un consorzio che ha risorse e mezzi limitati ma si industria con iniziative particolari e di impatto notevole.