Continuiamo a presentarvi le aziende che il prossimo 23 giugno animeranno la serata (e nottata) a Villa Bardini . Per ciascuna, pubblicate anche su FirenzeSpettacolo cinque domande su il vino e il momento che stiamo vivendo e ovviamente qualche dritta per i prossimi mesi! Oggi ecco Paolo Cantele , titolare della omonima azienda Cantele, nel Salento.
Ciao Paolo, vista la tua iperattività sul web con il tuo blog, l’account su Twitter con cui ci descrivi i tuoi viaggi “missione” per il mondo come ambasciatore del Negroamaro e dei vini Pugliesi, non potevi che iniziare con noi queste date del festival “God save the wine…” (altro…)
La lingua italiana è come una pantera che lascia un scia ovunque, i prodromi della lingua comune che ancora non era italiano, diceva Dante. E perchè per il vino dovrebbe essere tanto diverso? Cosa è che lega i grandi
Annata superlativa per il Sangiovese, tanto che si decide in questa riserva di fare a meno di merlot, canaiolo, montepulciano e altri vitigni spesso usati.
Da uno “scherzo” del Feoga (fondo europeo per l’agricoltura) e dall’alluvione del 1966 ecco un Merlot di Toscana nel punto dove più il terroir lo stravolge. Bel colore acceso e pieno, naso cangiante di mora e mirtillo, pepe e spezie, sanguigno carnoso e minerale come tutti i vini di Calcinaia ancora prima di essere merlot.
Uno dei migliori anni “70” del Chianti e subito lo si vede già dal colore ancora vivace e vitale. Naso con frutta sotto spirito e leggero floreale ancora accesi e corredo terziario completo dallo smalto al tabacco, humus e sottobosco, scatola di sigari.
Cardine della serata, a 10 anni dalla vendemmia mostra tutto il suo grande potenziale dispiegato.
Annata buona con non enorme acidità ma bella eleganza d’insieme. Il naso anche di montepulciano e merlot è più dolce del solito e il sangiovese viene ben spalleggiato con la sua nota agrumata e la ciliegia sotto spirito dal caramello e dalla frutta di bosco degli altri due.