Annata contrastata e piovosa ma a Sant’Angelo in Colle la piovosità cala bruscamente quasi sempre. Colore perfetto e impeccabile, incantevole e raffinato il naso con tutto ciò che un Brunello deve avere, floreale di viola passita e lavanda, ciliegia sotto spirito, note balsamiche e speziate e terziario appena accennato. (altro…)
Monthly Archives: Febbraio 2010
Il Poggione Brunello di Montalcino DOCG 1985
Apoteosi fin dal colore, granato superbo e fine. Naso tra i più completi, tipicamente sangiovese dall’erika al poutpourri, dalla marasca al tabacco dolce, dal pepe alla liquirizia. Poi humus, glutammato, funghi secchi, anice e cardamomo, leggero alloro: un caleidoscopio in evoluzione con un sottofondo di goudron da grandissimo. (altro…)
Il mio Sangiovese, o almeno ci provo: Zeta Project for Emergency
Non solo MyFeudo (il kit è ancora di là che mi aspetta) ma anche Zeta Project (ovvero Mattia Barzaghi) con una idea ancora diversa e affascinante. Scegliere due sommelier (l’altro dovrete scoprirlo da soli…) e dargli in pasto alcuni campioni di sangiovese di varia provenienza e affinamento (barrique, tonneau, biologico…) e chiedergli di creare una cuvèe edizione limitata da vendere per beneficienza per Emergency. Si ho scritto cuvèe non a caso. (altro…)
Il Poggione Brunello di Montalcino DOCG 1988
Un piccolo prodigio già dal colore ricchissimo e dai minimi accenni granata, dimostrando come minimo 10 anni di meno. Anche al naso la viola e il floreale è sì maturo ma tradisce affatto un appassimento. (altro…)
L’idea di Montalcino, parla Fabrizio Bindocci
Dal 1976 Fabrizio Bindocci è a Il Poggione e ne ha viste passare e succedere diverse. Averlo in sala durante una serata sul “suo” Brunello è una esperienza che auguriamo a moltissimi e non sono pochi quelli che lo hanno incontrato nelle tante serate che conduce a giro per il mondo, aiutato dal figlio Alessandro. Sentirlo parlare di Montalcino e della sua azienda vale più di mille pagine per capire che la serietà e il realismo pagano, nel vino come in ogni cosa di questo mondo, e per fortuna osiamo dire… (altro…)
Il Poggione Brunello di Montalcino DOCG 1995
Colore leggermente granato, gira nel bicchiere soave e nel frattempo emana profumi perfetti di grande sangiovese. Fiori, frutta, spezia, mallo di noce, liquirizia e caffè, e una vitalità che si intravede chiara e appetitosa. In pratica uno degli aromi più completi che ti possa capitare. (altro…)
Vini Giusti (finalmente) da Burde, sabato 20 febbraio dalle 17:00 fino a notte
Al termine della settimana delle Anteprime Toscane, quando per 7 giorni non avrete sentito altro che parlare di vino e discussioni sulla bontà delle annate, crediamo che sarà arrivato il momento di assaggiarle, no? Ecco che Sabato 20 Febbario, in una trattoria aperta straordinariamente al sabato, avrete la possibilità di fare con noi il punto della situazione sulle annate appena presentate con Guido Ricciarelli e oltre 110 vini in degustazione da 32 cantine toscane e italiane. Il tema, quantomai di attualità, sarà proprio il giusto prezzo del vino e che qualità sia possibile ottenere oggi in Italia rimanendo accessibili a tutti come prezzo. (altro…)
Il Poggione Rosso di Montalcino DOC 2008 (non ancora in commercio)
Al Poggione producono quasi lo stesso numero di bottiglie di Brunello che di Rosso e viene decisamente preso sul serio in ogni senso. Diverse vigne, posizioni variegate e capacità di bilanciare le annate, ogni anno il Rosso da queste parti è un vino grandissimo e con potenzialità spesso poco sfruttate. (altro…)
Il Rosso e il Nero #4: viaggio all’interno della bocca, umami e finale di assaggio
Concludiamo il nostro “viaggio all’interno della bocca”, novelli Asimov a cercare di far capire ai nostri 25 spettatori come si assaggia un vino e come lo si gusta, ovvero che cosa dobbiamo cercare di sentire quando lo beviamo. E quindi ecco un percorso avventuroso tra papille gustative, il nuovo senso dell’ umami , le nuove teorie sulla nostra lingua e il misterioso e sempre vagheggiato equilibrio di un vino! (altro…)
Lo strano caso della Viola Odorata L.
Dubito che molti di voi conoscano almeno 3 delle più comuni ricette con le viole (tagliolini alla violetta, zuppa, pastiglie…) oppure delle sue virttù soporifere e calmanti. Figuriamoci dissertare dei terpeni che ne caratterizzano l’aroma, che pure sono molto simili a certi Sangiovese chiantigiani. Per ovviare a queste gravi lacune, sull’ultimo numero di Natural1 (rivista scientifica di fitoterapia e nutriceutica) c’è un bellissimo pezzo sulla Viola, che non avrei mai sognato di leggere se non per il fatto che una mia umilissima foto del giardino di casa ne adorna una pagina. (altro…)