Prometto che poi mi passa, ma ancora almeno un altro post sulla Valpolicella me lo dovete concedere. Per iniziare a capirla servono sì i banchi di assaggio ufficiali, le grandi aziende e le verticali, serve l’occhio del mercato e i video di Wine Spectator, la modernità e l’imprenditoria di aziende come Sterza, e poi servono i Ragni.
E Zeno, ovviamente. (altro…)
La lingua italiana è come una pantera che lascia un scia ovunque, i prodromi della lingua comune che ancora non era italiano, diceva Dante. E perchè per il vino dovrebbe essere tanto diverso? Cosa è che lega i grandi
Non che questo “ragazzo” qui abbia bisogno di presentazioni ma se volete davvero capire cosa sia il fenomeno Sagrantino e come mai è destinato a durare dovete conoscerlo di persona e assaggiare quello che è stato capace di fare negli ultimi 20 anni in Umbria. E siccome si dice che i Sagrantino non si possono bere giovani, lo abbiamo convinto a portare con sè delle bottiglie speciali come speciale sarà il menu della serata con il Capriolo alla mirra, le crespelle baccalà e porri, la spuma di lardo al miele…
Prendete un vino come il Pagoda, ammesso che lo abbiate mai assaggiato ed è difficile (manco 3 barrique all’anno). Syrah Merlot e Cabernet della Valpolicella (orrore !) passiti, 2 anni di rovere nuovo americano. La ricetta per una bomba da 17 gradi, una sfida e quasi uno scherzo enologico direte, ma nel suo voler essere quasi una caricatura mette in evidenza una prima cosa banale ovvero di quanto merlot e syrah ci sia in moltissimi Amarone non confessi e secondo che l’appassimento è un’arma a doppio taglio. Oppure a doppio godimento. 