Come ama dire appunto Regis Camus, chef du cave di Piper Heidsieck, la sfida più stimolante per una Maison è proprio creare ogni anno il proprio Brut Maison di cui non esiste formula o ricetta ma che appunto si basa sulla capacità di leggere il terroir e capire i vini base a primavera per poi aspettare con calma la sboccatura 24 mesi o anche di più dopo. Poi ovviamente la Maison deve anche capire i trend e i bisogni dei consumatori e saper giocare con le proposte e le mode del momento: ma senza la costanza del prodotto si va poco lontano con inventiva e trovate pubblicitarie. (altro…)
Andrea Gori
Casillero del Diablo Cabernet Sauvignon 2011 Concha Y Toro
Dalla serie dei varietali di Casillero del Diablo ecco questo best seller internazionale che traduce in pratica tutto quanto ci aspettiamo da un classico Cabernet sauvignon dalla frutta di bosco al pepe passando per una speziatura gentile qui arricchita da note di legno dolci e coccolose. (altro…)
Ottantacinque anni di amore Italia-Francia con un compleanno da Renoir a Torino
Francia e Italia, e ancora di più la sua vecchia capitale Torino, sono sempre state vicine e quasi contigue per assonanze ma soprattutto sensibilità. Non è forse un caso che alcuni dei sodalizi commerciali e di distribuzione più importanti d’Italia per quanto riguarda lo Champagne sia quello tra Sagna e la Maison Louis Roederer. Non lo di certo che attorno a questo siano negli anni maturati altri importanti accordi come quello con Baron de Ladoucette, con Chateau Trotanoy, il Cognac Delamain e l’Alsazia di Schlumberger. Invece delle candeline, tanti grandi vini e un’ambientazione da favola ovvero la mostra di Renoir al Gam aperte per l’occasione. (altro…)
Champagne Joseph Perrier Brut Royale
Una maison storica ma mantenutasi piccola e familiare che regala millesimi straordinari ma anche un brut-maison sorprendente. (altro…)
I Supertuscans e la rinascita della tradizione nel Chianti Classico
Argomento spinoso e oltremodo foriero di polemiche quello dei Supertuscans che nascono proprio con San Felice nel 1968 e il prototipo del loro Vigorello che oggi è diventato un emblema della sperimentazione e della creatività applicata al grande terroir della Berardenga che ha dimostrato di saper produrre grandi sangiovese ma non solo. Ri-assaggiamo il Vigorello oggi e ripercorriamo la sua storia, istruttiva e illuminante per molti aspetti. (altro…)
Motori, colori e tradizione verdiana: cosa serve oggi per vendere il Lambrusco
Di certo non si può imputare a Cantine Ceci di essere a corto di idee e voglia di metterle in pratica. Dalle bottiglie multicolori per il Dry fino alle varie versione della geniale intuizione di Otello, la cantina ha introdotto elementi sempre nuovi e attuali per far parlare di sè ma soprattutto di una tipologia di vino che andava presentata in maniera diversa agli appassionati che lo davano ormai per scontato. (altro…)
Melograno Igt Toscana 2010 Podere Concori (Demeter)
Un’altra annata calda ma che si traduce in una benedizione per la Garfagnana in genere fredda e umida: ecco quindi un Melograno al pieno del suo lato fruttato calmo ed energico. Note su prugna, oliva, meno balsamico di 2009 e 2011 ma grande integrità e succosità. Soprattutto in bocca tannino sapido e lato speziato che viene fuori con la frutta meno intensa di altre annate. (altro…)
Abate Nero Trentodoc Domini 2007
Una delle più antiche aziende del Trentino con più di 40 anni di esperienza. Non più di 40mila bottiglie e tutte spumanti. Il DOmini è 100% Chardonnay con oltre 50 mesi sui lieviti e più di un anno di affinamento dopo il degorgement. (altro…)
Sassicaia in verticale, degustazione annate 1999-2010
Il gentleman dei vini Toscani, il mitico Sassicaia, non ha tradito le attese e a Taormina ha non solo riempito la sala ma fatto tanto parlare di sè perchè la crescita del vino siciliano e del panorama isolano in genere del vino, inteso come appassionati e manifestazioni, ha bisogno di confronti e capire il livello dove si trova. Che è decisamente alto specie se confrontato anche solo a pochi anni fa. Dicevamo grandissimo l’interesse per la verticale che non ha certo tradito le attese. Di seguito trovate i video della degustazione mentre su Cronache di Gusto trovare il mio pezzo sulla verticale e le descrizioni delle annate. (altro…)
Abbazia di Rosazzo è sognare un vino di territorio, un atto creativo che rompe e crea la tradizione
Tradizione non vuol dire che non esiste creatività, anzi ogni tradizione nasce proprio con un atto creativo e che rompe gli schemi del passato. Un vino va sognato e immaginato (così come un tempo erano un sogno i grandi vini del Friuli come quelli di Livio Felluga) ed è per questo che bevendolo non solo si apprezza il territorio ma anche la creatività e l’idea che è nella testa del produttore. Ogni passo e non solo l’assemblaggio delle uve o la scelta delle tesse richiede creatività. (altro…)