Con un pò di nostalgia, visto che quest’anno non sarò della partita, eccovi la lista dei semifinalisti del 2 Ottobre del trofeo Berlucchi 2009 Miglior Sommelier D’Italia, il premio più ambito da tutti i nostri sommelier, quello che ti cambia la vita professionale e che ripaga di anni e anni di duro impegno e sacrificio. Ovviamente il tutto si svolgerà come di consueto all’interno del Congresso Nazionale AIS, quest’anno a Rionero del Vulture (PZ), terra dell’Aglianico.
Ci sono alcuni “soliti noti” già campioni affermati come Cristiano Cini, Luca Martini e Andrea Balleri (tutti toscani…senza contare anche Gabriele del Carlo, in forza a Pinchiorri;-)), Angelo di Costanzo, Davide Staffa, Roberto Anesi ma quello che più colpisce è che ci sono moltissime new entry, segno che il premio funziona, ovvero stimola e invita a migliorarsi nella professione, anche e soprattutto per chi si affaccia adesso a questo mondo del vino.
Ecco la lista: (altro…)
Un anno difficile per tutti, ma pure 12 mesi incredibilmente complessi e affascinanti, non facile pensare ad un periodo professionalmente più stimolante del mio trentacinquesimo. Quindi oggi
Cabernet Mediterraneo e la latitudine si sente con un naso dolce e ricco con note di frutta di bosco fresca e matura, mai troppo marmellatoso. Note di macchia mediterranea, mirto, spezie. In bocca è vivo e vivace, sorprendentemente leggero e molto più simile ad un siciiliano dell’etna che ad uno dei tanti nero d’avola morbidi a giro per l’isola. Davvero una bella sorpresa.
Grande cesto di frutta di bosco, ribes, cassis, nota cruda di ciccia, di marmellata di uvaspina, mineralità propromenpente, note di resina di pino. . Bocca pienissima, acidità e tannino molto fitti e ben equilbrati da u alcol imponente . Ma nell’insieme il vino risulta godibile pur nella sua impressionante verve. Carico e impetuoso, lascia la bocca però asciutta e vogliosa di altro bicchiere. 
Emblematico del Sangiovese
Pevach è “birra” in etrusco, nobile civiltà stanziatasi sul Monte Falterona millenni fa e già civiltà brassicola come dimostrano molti ritrovamenti. Su quello spirito la Conte di Campiglia (che sabato 1 1 e domenica 12 luglio
Mai facile avvicinare un vino di Anselme Selosse, vuoi per il personaggio, vuoi per il mito, vuoi per tutto quanto se ne dice in giro. Però è indubbio che ogni volta che se ne apre una bottiglia è un piccolo evento capace di radunare esperti e conoscitori (del resto non si dice sempre che ogni bottiglia è diversa dall’altra?) e neofiti incuriositi dall’averne letto il nome nei posti più disparati.