God Save The Wine torna a Verona per Vinitaly dopo l’apparizione spumeggiante dello scorso anno ma stavolta a modo nostro ovvero la formula che ha conquistato la Toscana: un grande e bellissimo albergo ovvero il Due Torri Hotel, una selezione di aziende intriganti, vogliose di mettessi in gioco e capaci di sedurre chiunque e soprattutto la capacità e la voglia di far degustare e bere vino in modo diverso dal solito. (altro…)
andrea gori
Da Montepulciano alla tavola giapponese, bianchi curiosi e rossi di struttura non spaventano più in abbinamento
Sulla carta difficile coniugare un territorio da grandi rossi da invecchiamento come Montepulciano e il suo Nobile e la delicata struttura di sapori della cucina giapponese ma con Bindella è stato possibile giocare con crostacei e pesce crudo grazia al brillante 2012 del Sauvignon Gemella e il freschissimo rosso Fossolupaio e chiudere anche con il Nobile grazie alle carni impegnative della tradizione della griglia del Sol Levante. (altro…)
Glera e raboso per la cucina dell’Estremo Oriente, un abbinamento facile ma perfetto
Non tutti gli abbinamenti devono essere ostici e astrusi, a volte possiamo semplicemente usare un vino tra i più versatili al mondo ovvero le bollicine a base glera e raboso (Prosecco e simili) e utilizzarle su piatti intensi ma delicati di struttura come il grosso dei piatti della cucina giapponese. Con i vini spumanti di Stefano Bottega è stato un discreto spasso andare ad assaggiare le specialità giapponesi…vediamo come è andata! (altro…)
Acquavite d’uva e distillati per la cucina giapponese, esperimenti riusciti
Grazie alla disponibilità di Andrea Maschio abbiamo avuto a disposizione l’intera gamma di Prime Uve per sbizzarrirsi ad inventare abbinamenti gustosi con tartare di carne e pesce della cucina giapponese arrivando a costruire una scaletta di gusti e sapori molto particolare e rinfrescante. E girando per il locale, nessuno ha rifiutato un sorso di PRime Uve tra un boccone e l’altro… (altro…)
Chianti biodinamico fiesolano e insoliti bianchi toscani per la cucina giapponese, un abbinamento riuscito
Può semprare un accozzaglia di idee e intuizioni ma in realtà l’abbinamento provato con la cucina giapponese e i vini della Fattoria Poggipiano di Fiesole si sono rivelati azzeccati per la naturalezza e piacevolezza del gusto dei vini della cantina e per alcuni esiti particolari come il Verdicchio che richiama le note del rafano di alcuni condimenti e le note di sottobosco e speziati del Chianti andar dietro allo shabu shabu. (altro…)
Vini pugliesi alla conquista del Sol Levante a tavola, ecco come il Negroamaro se la può cavare
Grazie a Paolo Cantele abbiamo avuto la possibilità di sperimentare abbinamenti audaci ma gradevolissimi con i vini del Salento e la cucina giapponese del Kome a Firenze. Non solo i rosati che per definizione sono vini versatili in abbinamenti difficili ma anche il Salice Salentino, vino emblematico della produzione di Cantele, si è rivelato ottimo su carni e crudi con spezie dal gusto intenso. (altro…)
Falanghina, Fiano e Greco per la cucina giapponese, un grande abbinamento di gusto
Nelle nostre sperimentazioni non potevamo tralasciare il grande bacino bianco d’Italia ovvero l’Irpinia ed ecco che con Federico Graziani grande sommelier e ambasciatore di Feudi San Gregorio (stasera di scena al St. Regis sempre a Firenze) abbiamo preso di petto la questione dell’abbinamento con i profumi bianchi del nostro sud con le spezie e le curiosità gustative della cucina del Sol Levante, sushi ma non solo. (altro…)
Solare Toscana IGT 2001 Capannelle
L’originale vino chiantigiano frutto dell’unione di sangiovese e malvasia nera sfodera con quest’annata una prestazione indimenticabile e sontuoso che misurata oggi a 12 anni dalla vendemmia impressiona per struttura, freschezza, bevibilità e capacità di stupire a tavola. (altro…)
Chardonnay Toscana IGT 2010 Capannelle
Difficile parlare di uno Chardonnay toscano importante e costoso come questo senza farsi influenzare dalla retorica del momento che vede varietà come questa, perdipiù affinate in legno, come il male assoluto. Se invece si riesce a bere senza paraocchi è un vero godimento fatto di note tropicali agrumate e di frutta gialla piene decise ma mai surmature il tutto bilanciato sia al naso che al palato da note sapide, minerali e ferrose classiche del territorio chiantigiano. (altro…)