Su Business People di Febbraio in edicola trovate un’analisi e una cronistoria delle tappe che hanno portato il Sassicaia da vino da tavola del Marchesi Incisa a protagonista di culto delle DOC italiane ed emblema del nostro Belpaese nel mondo. Del resto la storia del Sassicaia è emblematica e fondamentale per capire la storia moderna del vino Italiano e la sua rivalutazione agli occhi del mondo della critica internazionale e l’ultimo eclatante successo, ovvero la conquista del primo posto della prestigiosa Top 100 di Wine Spectator ha forse sancito l’ingresso nei grandi vini della terra in maniera definitiva. Un trionfo da poco bissato dai 100/100 tributati da Monica Larner per Robert Parker alla 2016 che sta per uscire.
bolgheri
Venerdi 22 febbraio da Bolgheri Tenuta Meraviglia si presenta in trattoria
Oggi sul QN Quotidiano Nazionale si parla di Vermentino, il bianco che ha impazzato questa Estate e non solo
Oggi sul Quotidiano Nazionale (il quotidiano da 300mila copie che accomuna La Nazione, Il Resto del Carlino e il Giorno) si parla grazie a Paolo Pellegrini di Vermentino toscano ma non solo. E lo facciamo con una intervista al sottoscritto in cui emergono molti aspetti di questa uva arrivata alla ribalta con un grandissimo successo in Toscana e in Italia grazie agli investimenti in Maremma e sulla costa toscana ma non solo. Con la Sardegna, i colli di Luni e altre zone storiche che hanno continuato ad elevarne la qualità media.
Tenuta Le Difese Igt Toscana 2015 Tenuta San Guido
Il vino cadetto di Sassicaia ha sempre il suo perché e in annate come la 2015 prefigura un’altissima qualità di tutti i vini della tenuta. Il naso de Le Difese come sempre è un capolavoro di aromi e spaziature che dalla macchia mediterranea arrivano fino a spezie orientali, rose e viole del sangiovese passando dalla bella frutta di bosco scura del cabernet. Al palato è sempre sorprendente perché sa interpretare il lato di Bolgheri improntato alla freschezza e alla bevibilità con mai un tannino fuori posto e tanta piacevolezza anche servito appena fresco.
Tenuta di Salviano Metodo Classico 100% pinot nero
Cinquecento metri di altitudine, il lago di Corbara sotto a garantire un microclima speciale ed ecco che anche qui in Umbria non lontano da Orvieto è possibile realizzare un bollicina convincente da uve pinot nero. Il metodo classico di Tenuta di Salviano si preannuncia fine e aggraziato già dal bel colore rosato e scintillante con lampi porpora che preannunciano un naso ricco e sfaccettato tra rimandi alla frutta di bosco e poi melograno, arancia e speziature fini e balsamiche.
Guidalberto 2015 Igt Toscana Tenuta San Guido
Il vino dedicato a Guidalberto della Gherardesca, quadrisnonno di Nicolò Incisa della Rocchetta che nel 2000 fa nascere questo second vin di Sassicaia che mostra sin da subito una personalità molto differente. Alla maniera di Alter-Ego di Palmer e altri modelli bordolesi il vino non è un Sassicaia in piccola ma un vino completamente diverso e fin da subito il merlot entra in gioco in maniera preponderante a differenziarlo dal fratello maggiore.
Sassicaia Bolgheri Doc Sassicaia 2015 Tenuta San Guido
La magia delle annate con il “5” si ripete per questa stupenda interpretazione del gentilhomme di Bolgheri che si veste di colori e intensità al naso davvero mirabile. Sassicaia 2015 si rivela quasi sin da subito nel bicchiere marcando subito a fuoco chi si avvicina al bevante con note profonde di frutta di bosco , refoli balsamici tra eucalipto, timo e profonda macchia tra alloro, lentisco mirto ed elicriso. Impronta forte e decisa e lussureggiante che si diffonde a vari livelli e tocca davvero l’anima per quanto è completo e sfaccettato senza mollezze o eccessi in qualche direzione.
Venerdi 23 marzo Sassicaia 2015 & Cinghiale in trattoria da Burde!
Sondraia Bolgheri DOC 2013 Poggio al Tesoro
Tra i “superiore” a Bolgheri più accattivanti e offerto ad un prezzo ancora pienamente abbordabile, è un vino che incarna la piacevolezza assoluta che può raggiungere questa denominazione a questi livelli. Un gioco divertente e curioso tra frutta di bosco, note balsamiche molto spinte e suadenti e un tappeto di macchia mediterranea fanno presagire un sorso di piena soddisfazione e l’assaggio mantiene tutte le premesse.
Scosciamonaca Occhio di Pernice VinSanto Montecucco Collemassari 2011
Un nome licenzioso e particolare per questo vino dapprima usato solo nelle famiglie Tipa e Bertarelli in eventi privati ma da oggi disponibile per il pubblico. Un nome che richiama una varietà di prugna che si coltiva in maremma e che ricorda solo uno dei tantissimi profumi incantevoli che il vino è in grado di sprigionare grazie alla concentrazione di aromaticità dell’aleatico che in versione vinsanto getta un ponte con la tradizione toscana dolce.