Dopo l’incontro con le centinaia di persone che si sono affacciate sabato scorso, un’ottantina di assaggi e una densa e ispirata Tavola rotonda di 3 ore sul tema, possiamo dire che BioBacco di Studio Umami ha lanciato diversi sassolini nel mare del vino biologico, biodinamico o naturale che dir si voglia. Anzi si possa, perchè la disputa sulle regole è stato il focus di gran parte delle discussioni sia dal vivo che su Twitter dove potete recuperare tutto con l’hashtag #BioBacco. Discussione che ha visto affermare che serve un minimo comune accordo su cosa possa essere definito “vino biologico” ma che debba soltanto il punto di partenza per una grande e più diffusa comunicazione del vino che porti il consumatore a sapere che prodotto scegliere.
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enologo
Vin Santo 2003 Bianco dell’Empolese Fattoria di Piazzano
Uno nessuno e centomila | Brunello di Montalcino San Lorenzo 2006 Riserva
Forse su questo vino ha già detto tutto Antonio Tomacelli in questo bellissimo pezzo su Intravino però l’emozione che in 80 persone abbiamo provato contemporaneamente e tutti allo stesso modo ha qualcosa quasi di soprannaturale. E pensare che uno stesso vino possa dare una gioia così collettiva e allo stesso tempo così intima significa che è un vino che racchiude tanto. E non solo una grande annata. (altro…)
Damo Vino Nobile di Montepulciano Montemercurio 2007
San Lorenzo Ciliegiolo IGT Maremma Toscana Sassotondo 2007
Ad Armando Trebbiano Spoletino IGT Umbria Giampaolo Tabarrini 2008
Poggio ai Chiari Sangiovese IGT Toscana Colle Santa Mustiola 2004
Viti dell Erta Piaggia Rosato di Carmignano 2010
Da un grande produttore di vini rossi di gran classe, la sfida era produrre un rosato che mantenesse croccantezza e vinosità senza acquistare troppo corpo. Rispetto al Carmignano Sasso e Riserva qui non ci sono merlot e cabernet e la beve ne risente, decisamente in positivo vista la tipologia. (altro…)
Manaresi Pignoletto Frizzante Colli Bolognesi DOC 2010
La maieutica socratica applicata al terroir | l’enologo, oggi
Aiutare i terroir a far nascere i vini: questo è il ruolo dell’enologo oggi. La maieutica socratica impone domande, instilla dubbi e rafforza nelle convinzioni delle persone e nel fatto che ogni anno la natura è sovrana ma ancora di più lo è il terroir in tutte le sue manifestazioni. Guai a parlarne a caso soprattutto in Italia dove lo si nomina a vanvera ad ogni minimo accenno di mineralità in un vino. Ma laddove i vitigni autoctoni sono padroni e sono avviluppati ai territori di nascita in maniera profonda, è impossibile non sentire la forza delle nostre produzioni più caratteristiche. (altro…)