pinot nero

Paul Bara 2005 Champagne Gran Cru

Tra gli RM precursori e che in Italia ha avuto un discreto successo c’è certamente Paul Bara che presenta un 2005 di livello davvero elevato, specie considerando la modestia del millesimo. In pratica uno “special club” in pectore, ha un naso complesso e sfaccettato fitto di rimandi canditi di frutta gialla e rossa e una spezia in bocca che accompagna in maniera solare un sorso di un certo corpo e spessore, ideali per la rosticciana marinata piccante con cui è stato servito.

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Coldaia 2011 Pinot Nero Podere Fortuna

Il lato più delicato e floreale del pinot nero della tenuta è da sempre incarnato in questo vino che in annate calde ma equilibrate riesce davvero a dare il meglio di se. Qui le danze sono menate dalle note floreali, viola, mughetto, lavanda e tocchi di fragole e lamponi che in bocca si risolvono in una piacevole sapidità fruttata dalla discreta persistenza. Vino immediato e godibile, per primi saporiti, carni bianche e anche ottimo su pesce di struttura.

MCDLXV 2010 Pinot Nero Podere Fortuna

Ed eccolo il tanto festeggiato e sospirato vino della consacrazione da parte della critica nazionale. In commercio soltanto da primavera 2015 è in effetti ancora in vino in gran parte da sviluppare e da assestarsi ma già impressiona. Il vino è un piccolo grande miracolo fatto di frutti rossi e neri appuntiti, bocca rabbiosa che ha fretta di gridare al mondo quanto è speciale , finale lunghissimo e ammaliante , luminoso e croccante. Di certo meno toscano di altre annate perché più affilato meno corposo e intensamente fruttato. Ma che compensa benissimo con la trama del tannino e una freschezza che sposta l’equilibrio davvero più a nord. Vino da aspettare con gioia, sarà davvero una chicca imprendibile per gli amanti del vitigno.