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Il formidabile Durello: come sapere tutto sul prossimo fenomeno delle bollicine made in Italy

I suoli vulcanici rappresentano soltanto l’1% della superficie mondiale ma bastano a fornire il 10% di quanto serve al mondo per il suo sostentamento: non deve meravigliare che da suoli vulcanici nascano alcuni dei vini più sorprendenti della nostra penisola ma nessuno è come il Durello, lo spumante da uve durella che sta sempre più facendo parlare di sè con un successo a tratti travolgente che cerchiamo di analizzare su Business People di Gennaio/Febbraio in edicola con un numero doppio speciale di inizio anno.

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Coldaia 2011 Pinot Nero Podere Fortuna

Il lato più delicato e floreale del pinot nero della tenuta è da sempre incarnato in questo vino che in annate calde ma equilibrate riesce davvero a dare il meglio di se. Qui le danze sono menate dalle note floreali, viola, mughetto, lavanda e tocchi di fragole e lamponi che in bocca si risolvono in una piacevole sapidità fruttata dalla discreta persistenza. Vino immediato e godibile, per primi saporiti, carni bianche e anche ottimo su pesce di struttura.

MCDLXV 2010 Pinot Nero Podere Fortuna

Ed eccolo il tanto festeggiato e sospirato vino della consacrazione da parte della critica nazionale. In commercio soltanto da primavera 2015 è in effetti ancora in vino in gran parte da sviluppare e da assestarsi ma già impressiona. Il vino è un piccolo grande miracolo fatto di frutti rossi e neri appuntiti, bocca rabbiosa che ha fretta di gridare al mondo quanto è speciale , finale lunghissimo e ammaliante , luminoso e croccante. Di certo meno toscano di altre annate perché più affilato meno corposo e intensamente fruttato. Ma che compensa benissimo con la trama del tannino e una freschezza che sposta l’equilibrio davvero più a nord. Vino da aspettare con gioia, sarà davvero una chicca imprendibile per gli amanti del vitigno.

DOC Maremma, meno assurdo di quanto si pensi?

Lanciato qualche mese fa, il tema dell’eccellenza e della territorialità della Maremma toscana è passato sotto diversi riflettori inclusi gli eventi Maremma Wine Shire, le gare d’appalto per la comunicazione e vaghe proposte legislative che addirittura arrivano a proporre una DOC Maremma sotto cui imbottigliare vini da Capalbio fino alle porte di Bolgheri, una sorta di Toscana II del vino che dall’Amiata si allunga fino al mare e isole comprese. (altro…)

Forever young

Scomodiamo gli Alphaville stavolta, o almeno andrebbero scomodati per questa magnum c (Il Sodaccio 1985 di Montevertine) capace di riassumere in sè tutta la grandezza possibile remota e forse non più replicabile di un terroir tra i più grandi al mondo, facendone semplicemente uno dei miei assaggi migliori di sempre.  Ma assaggiare degustare ed esaminare alcuni tra i più rappresentativi Chianti Classico 1985  con l’Enoclub di Siena di Davide “Brozzi” Bonucci ha portato molto in luce e aperto molte questioni che forse ancora aspettano di essere risolte. (altro…)

Degustazione vini biodinamici Convegno Cerreto Guidi: scoperte e conferme dal bicchiere

Sala incredibile stracolma (qui tutte le foto del Convegno e dei vini) , interessata e decisamente curiosa di provare i vini presentati, grande soprattutto al voglia di confrontarsi con il vino e con il fatto se davvero i vini biodinamici possono giocarsela alla pari con gli altri.  In mezzo alla mattinata dopo i bellissimi interventi di apertura, ci voleva un momento pratico di bevute su cui poter innestare gli argomenti tecnici di chiusura giornata con gli interventi tecnici  di Anello su Dolcetto e Sangiovese, argomento sentitissimo da queste parti…

Ecco le schede dei vini degustati (qui tutti i video)  con le note scoperte nei bicchieri, nei prossimi giorni pubblicheremo singolarmente i varii video e le schede complete, ma intanto a caldo… (altro…)