Altarocca è uno dei più grandi e bei resort della zona nasconde al suo interno una cantina che si sta ritaglianodo un bello spazio nell’Orvieto DOC. Siamo a Rocca Ripesena, di fronte a Orvieto città, fondata nei primi anni 2000 dalla famiglia Ceprini, 11 ettari a viticoltura biologica certificata. Albaco nasce da Grechetto, Chardonnay e Procanico (Trebbiano Toscano) su terreni vulcanici, sedimentari e argillosi a 300 metri. Pigiatura soffice con contatto sulle bucce per 12-18 ore, fermentazione in acciaio a max 16°C; affinamento di 2 mesi in barrique di rovere francese nuove per il solo Chardonnay prima dell’assemblaggio, poi 6-8 mesi in bottiglia. Note piccanti e sulfuree un poco da riduzione e un poco da terroir al naso insieme a bella frutta fresca a polpa bianca e gialla, fiori d’acacia e un tocco di legno dolce che affiora per poi sfociare in un sorso apparentemente semplice ma dotato di energia e brio perfetti anche su una palomba alla leccarda di Paolo Gori.
pippo lazzerini
Argillae – Panata 2022, Orvieto Classico Superiore DOC
Giulia di Cosimo è la nipote del dott Bonollo che ebbe l’intuizione di acquistare questi terreni confinanti con il celebre Castello della Sala nell’Orvieto DOC e portare alla massima espressione il potenziale del vino su questi terreni argillosi ma non solo vista la presenza di conchiglie fossili enormi che lei ama portare sempre dietro come talismano. Il suo vino, raccontato da Filippo Lazzerini proviene dell’alto Orvietano e nasce appunto su suoli calcareo-argillosi e calanchi. Panata è la selezione di vertice di Argillae, da Grechetto 50%, Procanico 20% e Chardonnay 30%, vendemmia manuale e rese ridotte. Vinificazione separata delle tre uve con breve macerazione a freddo in pressa chiusa, fermentazione in acciaio a temperatura controllata, eccetto una piccola parte di mosto di Grechetto che fermenta e affina in barrique di rovere francese; segue un anno in bottiglia, con uscita due anni dopo la vendemmia. Pompelmo, frutti esotici, pasta di mandorla, sapido e persistente ma soprattutto una dimostrazione che ci vogliano tempo e tanto lavoro sulle fecce per avere un vino intensamente gastronomico come questo capace di stare alla grande su una amatriciana con il rancetto umbro ma anche con cacciagione di piuma e penna.
Decugnano dei Barbi – Mare Antico 2023, Orvieto Classico Superiore
Forse il vino più completamente espressivo tra i bianchi di Orvieto, il Mare Antico tiene fede al suo nome di mare con rimandi continui di ostrica, sale maldon e perticone sempre accompagnati da un frutto carnoso e tropicaleggiante, dalla maracuja alla papaya passando per agrumi canditi e pompelmo fresco. Sorso salino ovviamente in cui le note salmastre e iodate si alternano a frutta matura e accenni di miele e zafferano. Ce lo raccontano Enzo Barbi e Filippo Lazzerini.
Decugnano dei Barbi è una cantina fondata nel 1973 da Claudio Barbi tra Orvieto e Todi, oggi guidata dal figlio Enzo, su terreni di origine pliocenica ricchi di sabbie, argille e fossili marini. È il vino simbolo dell’azienda (fino al 2019 si chiamava “Il Bianco”), da Grechetto 55%, Vermentino 20%, Chardonnay 20% e Procanico 5% Superiore dei vigneti più vecchi. Fermentazione separata per varietà in acciaio per circa 15 giorni, con il solo 5% fermentato in barrique.