Andrea Gori

Sommelier, giornalista pubblicista, scrittore e ristoratore da 4 generazioni a Firenze con la Trattoria da Burde di famiglia, fondatore del Dissapore Network e Intravino, i siti web più frequentati dell'enogastronomia italiana. Scrivetegli pure a burdedj[@]gmail.com

Thienot e Arnould gli Champagne dell’Estate il 16 Luglio al Forte Belvedere

Quest’anno saranno ben due gli Champagne che insieme a noi festeggeranno l’Estate nella sontuosa serata al Forte Belvedere, la grande festa di God Save The Wine. Andiamo a scoprire questi due produttori molto diversi ma entrambi esaltanti per qualità e per emozioni che potremo vivere insieme nella prossima stagione.

 

Champagne Arnould Michel et Fils

Dodici ettari a grand cru e 90.000 bottiglie prodotte fanno di questa azienda un simbolo di rarità e prestigio. Gli champagne provengono per la gran parte da Pinot Nero (il brut e il rosè sono pinot nero al 100%), il che li rende  adatti ad un pubblico che sia in cerca di prodotti unici e particolari. Generalmente sono vini molto ampi, dalla vasta gamma aromatica, di struttura e adatti all’invecchiamento. 

Ad esempio il suo Grand Cru Brut è un Blanc de Noir: nasce quindi dalla combinazione del Pinot Nero e il suo terreno d’elezione ovvero il village di Verzenay, da sempre il cuore di tante celebratissime cuvèe champenoise.  Qui il Pinot nero raggiunge un equilibrio incredibile incredibile tra freschezza, delicatezza, piacevolezza e forza del sorso. A tratti appare intenso rotondo e fruttato e a volte più ficcante fin quasi alla sensazione tannica, davvero prodigioso.

Altra grande cuvèe aziendale La Grand Cuvèe  con uvaggio: 70% Pinot Nero da uve selezionate, 30% Chardonnay della Côtes des Blancs, Grand Cru. Un perfetto connubbio tra vini derivanti essenzialmente dai vigneti di Grand Cru situati vicino al Moulin di Verzenay e il Grand Cru della Côte des Blancs. Il risultato è uno champagne dove è riconoscibile il terreno di Verzenay ma  unito perfettamente con la leggerezza del Grands Blancs. Ha  sensazioni di agrumi e accenni minerali che presto vengono sopraffatti da  gustosi sapori floreali. Come anteprima, insieme degusteremo la 2006 appena arrivata sul mercato: un annata potente dove siamo sicuri che Arnould avrà saputo tenere a freno il Pinot Nero e ancora una volta estrarne la magica eleganza in bollicine…

 

Arnould Michel & fils

28 Rue de Mailly, 51360 Verzenay, Francia

http://www.champagne-michel-arnould.com/

Champagne Thienot

Thiénot è una sfida, una sfida vinta trionfalmente. In una regione come la Champagne, in cui alcuni produttori hanno nomi secolari, Alain Thiénot ha saputo, nell’arco di 25 anni, creare una maison e portarla all’affermazione e al prestigio in tutto il mondo. Un simile successo è stato possibile grazie alla combinazione di due elementi: primo, il forte legame della famiglia con la tradizione dello Champagne – basti pensare che Alain è stato il più importante broker della regione negli anni Settanta e che oggi possiede numerosi ettari classificati grand cru; secondo, lo slancio verso la modernità, la ricerca, la sperimentazione – rappresentate perfettamente dalla nota unica che contraddistingue ogni champagne Thiénot e dal bellissimo habillage, elegante, essenziale, quasi minimalista.

La sede molto moderna e all’avanguardia con apparacchiature tecnologiche adatte alle sfide di oggi, si trova a Taissy, subito fuori  Reims ma non mancano le cantine sotterranee in città con 2 km di gallerie sotto la città che consentono l’affinamento lento dei vini. L’acquisto dei vigneti parte per tempo con i primi nel 1976 ad Aÿ (soprattutto Pinot Noir) e alcuni a Le-Mesnil-sur-Oger (forse il più completo Chardonnay della Champagne) con un totale a oggi di 27 ettari più ovviamente le uve di tanti conferitori conosciuti durante gli anni.

 

Vini in degustazione:

Thienot Brut

Thienot Rose

Thienot Vintage 2006

 

Importati in esclusiva per l’Italia da

Vinicola Balan sas

Via S.Ambrogio, 107

35010 S. Ambrogio (PD)

Tel. 049 9378058

Fax. 049 9378460

E-mail balan@balan.it

Il Vino è Forte! giovedi 16 Luglio tutti al Forte Belvedere a Firenze con God Save The Wine

Il Vino è Forte!  A Firenze, la Città della Bellezza, una location esclusiva che intriga e stupisce per la prima grande uscita estiva del vini italiani, un occasione per assaggiare insieme i vini che animeranno la nostra estate e sognare insieme in una notte di folletti, incanti e magie sopra la città più bella e romantica del mondo! Una serata indimenticabile a cura di Firenze Spettacolo, Promowine e OnceEvents. (altro…)

La Vigna dell’Impero, dall’Abissinia a Pinchiorri passando per la Gioconda

Oppure potremmo parlare di “Faccetta nera” che diventa più chiara fino a farsi quasi trasparente visto che dopo tanti anni di gloria con l’Oreno, pluripremiato blend bordolese, in casa SettePonti si approda ad un 100% sangiovese e per di più da una vigna storica, piantata nel 1935 nell’ambito dei festeggiamenti per la vittoria della guerra in Abissinia. L’ordine arrivò infatti direttamente da Sua Altezza Reale il Duca Amedeo d’Aosta e fu lo stesso Emanuele Filiberto Conte di Torino a portare avanti i lavori nel mezzo dei possedimenti nell’aretino della famiglia torinese. Ovviamente era una vigna di sangiovese, sorta su un terreno ghiaioso ricco di massi calcarei di galestro con una pendenza tale da rendere necessario un notevole lavoro di terrazzamento.

vigne impero setteponti terrazze

Quando negli anni’50 Alberto Moretti Cuseri, padre dell’attuale proprietario Antonio Moretti, acquista la vigna dalle Principesse Margherita e Maria Cristina di Savoia, ci si accorge della qualità particolare delle uve che però in gran parte vengono vendute a varie storiche famiglie toscane del vino per molti anni per poi essere utilizzate per Oreno e Crognolo negli ultimi anni. Il cambio in cantina da Carlo Ferrini a Beppe Caviola porta nuove idee e alcuni ripensamenti fino a puntare sul sangiovese in maniera più convinta e soprattutto su un sangiovese “scarico”, fresco e appuntito, un modello dimenticato che oggi è tornato prepotentemente di moda anche in zona come l’aretino da sempre conosciute per la potenza e la ricchezza delle sue produzioni.

L’assaggio dei vini è stato introdotto da un bel racconto di Antonio Moretti che ha illustrato le origini della tenuta (il primo dei sette ponti è quello di Buriano raffigurato nella Gioconda di Leonardo da Vinci) e dell’interesse della sua famiglia nel mondo del vino e da una degustazione show di Luca Gardini che qui vi riportiamo.


Family & Friends 2014 un Grillo nato per festeggiare in barca con gli amici, da uve raccolte a Noto quasi sul mare e vinificate ad Arezzo che nonostante il terroir su gomma riesce molto bene nell’intrattenere e divertire il palato con note marine ed aromatiche. Ovvio che se poi ci accostate le Noci di Capesante, crema di ceci , lardoni e salvia fritta di Pinchiorri la situazione cambia. eccome 83

Vigna dell’Impero 2012 Sangiovese vinificazione in cemento e legno grande, colore evanescente e raffinato, lampone, ferroso balsamico pepe e tabacco, arancio e balsamico, tannino lieve ma presente, dissetante,  pulito, bocca con eucalipto e pesca gialla , squillante elegante e signorile, bello davvero rustico e nobile, servito su Agnolotti di polenta con ragù di coniglio e olive nere di Italo Bassi 92

Oreno 2012 Igt Toscana il vino di punta della Tenuta, che già ha raccolto premi e allori, si mostra setoso e piacevolissimo, un vino perfettamente equilibrato tra carezze e struttura, avvolgente polposo e con un balsamico da paura fatto da menta e mirtilli maturi che fa da complemento eccellente ai Mezzi Paccheri di Gragnano con stracotto di spalla d’agnello e funghi. 90

oreno 2003 2012

Oreno 2003 Igt Toscana il vino che fece gridare al miracolo quando si piazzò quinto nella classifica Top100 di Wine Spectator (nonchè primo degli italiani) è oggi praticamente indistinguibile da un bordeaux di classe, un piccolo grande Pauillac, con balsamico ferro, sottobosco, umami goudron e tartufo appena accennato. Ma soprattutto tutte le sfumature che servono per esaltarsi sul Panino di Piccione con Fagioli Freschi e marmellata di prugne 93

 

Grisoglia 2013 Passito Setteponti albicocca frutta intensa e cassetto , dattero del Marocco e senape, bocca saporita dolce ma non esagerata, sapida e fresca, ideale in effetti sul dolce di Luca Lacalamita Albicocca, Amaretto e latte di mandorla che pare proprio nascere dalle stesse suggestioni.

Di certo presentare un vino da Pinchiorri da’ sempre le sue soddisfazioni e permette di capire alcune sfumature che nella vita di tutti i giorni possiamo non facilmente ricreare ma è innegabile che i vini di Antonio Moretti sono difficilmente criticabili almeno dal punto di vista della piacevolezza e dello stile. In tutti questi anni però di certo il terroir aretino ha fatto fatica ad uscire nascosto come è stato dall’espressività delle uve bordolesi, ecco perchè La Vigna dell’Impero mostra una strada interessante e soprattutto mostra come il vento sia cambiato nelle richieste dei consumatori in favore di una maggior bevibilità e semplicità delle proposte.

 

Villa Bucci Verdicchio dei Castelli di Jesi 2012 paradigma di mineralità

Ecco davvero un vino perfetto per capire cosa sia la tanto decantata mineralità enoica! In questo Verdicchio la mineralità è emozione e capacità di portarti in un luogo specifico ed emozionale e di farti sognare un fritto di mare sulla spiaggia. Un vino in sottrazione all’inizio ma che piano piano rivela sfumature di meraviglia che allargano il cuore e riappacificano con il mondo. (altro…)

Taittinger Prestige Rosè Champagne

Un rosato perfettamente in linea con le aspettative dell’appassionato Taittinger ovvero delicatezza di gusto ed eleganza prima di tutto. Note dolci di frutto rosso maturo, lampone appena raccolto e fragola, melograno e leggere tostature, note di pane grigliata e balsamico lieve il tutto evidenziato dalla bollicina lievissima e cremosa che invade il palato. (altro…)

Roots – radici toscane vi porta nel bosco in cerca di ricette: sapete come cucinare i tuberi?

E’ il 1944, i giorni sono quelli del famigerato Eccidio di Civitella in Val di Chiana (AR) quando dodici bambini e una madre si nascondono nel bosco per sfuggire alla guerra e per 15 giorni si nutrono dei frutti della terra. Oggi, 2015, sei chef reinterpretano i frutti del bosco in piatti gourmet. Un’esperienza nuova vissuta alla ricerca di nuovi sapori ed emozioni che ci ho portato realmente nel bosco armati di torce (vere) in cerca delle radici del sottosuolo toscano reinterpretati dalle preparazioni di Tosco Bosco ed esaltati dal talento di un gruppo eterogeneo di chef. (altro…)

Taittinger Comtes de Champagne BdB 2005

L’iconico vino prodotto dal 1956 in sole trenta edizioni è il non plus ultra dell’amore di Taittinger per lo Chardonnay, uva che proprio uno dei “Comtes” pare abbia portato in Francia dal lontano oriente a metà del XIII secolo. Sia come sia, di certo questo è uno dei più grandi Champagne bdb di ogni tempo e lo dimostra già dal naso sfaccettato e poliedrico che esplora ogni piega e sfumatura di questa uva dalle note più citrine e pompelmose fino a quelle, per adesso appena accennate, di miele e zafferano nonchè di pasticceria passando per il popone, la mirabella, l’albicocca, l’alchechengi, il rabarbaro, il ribes bianco, il tutto condito con pepe bianco, timo e salvia. (altro…)

Agrumi e nocciole, lieviti e pasticceria: l’alchimia del metodo classico

L’esperienza sensoriale delle bollicine ci racconta tanto di un vino a partire dalla sua storia, dalle uve che lo compongono  ma soprattuto alla mano dell’uomo che lo accompagna nella sua nascita e nella sua crescita. Ma ci racconta anche di come questi piccoli prodigi di piacevolezza non nascano per caso ma per la precisa volontà umana di raggiungere un’eccellenza nel piacere e nella soavità delle sensazioni. I metodo classico e i metodo martinotti che abbiamo nel nostro paese raccontano meraviglie e passioni ma soprattutto sono un terreno ideale per coltivare le nostre esperienze e capire come mai la combinazione di agrumi, sapidità nocciole e note di panificazione sono così irresistibile per noi. (altro…)

White Label I Balzini 2009 Igt Toscana

Annata calda e siccitosa ma non in Val d’Elsa dove la maturità dei frutti è arrivata senza troppi patemi. Naso avvolgente e bellissimo dove cabernet e sangiovese duettano alla grande a dare un vino suadente e ricercato ma dotato di una forza notevole sia per tannino che per intensità olfattiva che attinge dal fascino del sangiovese e del cabernet in ugual misura. (altro…)