Biodinamica e vini naturali

Terre alte di Pietramala Pinot Nero Malapietra 2023

Simone Menichetti trova con questa annata la quadratura del cerchio del suo pinot nero appennico (siamo quasi a 1000 metri…) ngrazie a una doppia vendemmia: una anticipata per preservare l’acidità e una più tardiva per avere un pochino più di corpo e struttura, e un preciso affinamento in legno che lo esalta alla maniera borgognona senza appesantirlo alla maniera, diciamo, toscana finora utilizzata.

Naso di frutta di bosco, mirtillo, ribes rosso, more di rovo, gelso nero, lampone di montagna, muschio e anche tanta speziatura un po’ orientaleggiante: bergamotto, china, pepe rosa, liquirizia. Tutto giocato in chiave fresca, aromatica e briosa. Ciò che veramente lo rende indimenticabile è il sorso, dove si alternano una bellissima freschezza di montagna appenninica e un corpo, una struttura dove il dente affonda volentieri, ma l’eleganza è sempre l’aspetto principale. Ottimo sulla faraona di Paolo Gori con le patate di Firenzuola. Grande anche sui pizzoccheri del Mugello fatti da Paolo utilizzando i formaggi di Bacciotti.

Brunello di Montalcino Podere Le Ripi Amore e Magia 2019

Un Brunello di Montalcino da Castelnuovo dell’Abate che rende conto della grande potenza e intensità dell’annata, un 2019 che vuol dire potenza, intensità, ricchezza ma anche tanto tempo per essere veramente pronto. Imbottigliato, questo 2019 ha un naso stratificato molto scuro con note dark, con note di sottobosco, more di rovo e sottobosco fungino, humus, liquirizia, tabacco scuro e miele di corbezzolo. Ha un lato selvatico e ombroso che in bocca si traduce in piccantezza, altezza e profondità insieme a una bellissima nota di bergamotto e arancia sanguinella. Grande profondità e soprattutto già si deve intuire: ha ancora tantissimi anni di evoluzione in bottiglia

Terre alte di Pietramala Rosa Via Le Pangarine 2023

Pinot Grigio ramato delle terre alte di Pietramala 2023. Un bellissimo colore ambrato-grigio-ramato – chiamatelo come volete – ma effettivamente è il classico del Pinot Grigio ramato. Naso sfaccettato e variegato con note di melograno, tabacco, frutta di bosco, foglie secche, erbe aromatiche di montagna, ginepro e una speziatura particolare che è tipica del Pinot Grigio, qui elevata a un’intensità notevole grazie alla grande freschezza. Sorso di intensità, spessore e anche un discreto corpo ne fanno un vino davvero da tutto pasto. Da noi ottimo anche sui pizzoccheri alle castagne del Mugello con il formaggio del caseificio Bacciotti e i marroni di Simone Menichetti.

Pietramala Bianco Via Le Pangarine 2023

Il grande bianco italiano probabilmente nascerà da Trebbiano e Pinot Bianco, così come sta accadendo ad altissimi livelli in Alto Adige, e come dimostra anche questa bellissima prova di Simone Menichetti nelle terre alte di Pietramala. Qui siamo a Firenzuola, quasi a 1000 metri, e il Pinot Bianco si esprime con grazia ed eleganza, ma soprattutto con una forza impressionante. Vinificato in damigiana

Naso di lime, agrumi sfaccettati e yuzu, erba di montagna, fiori di sambuco, camomilla selvatica, mela verde, una bellissima nota floreale di glicine, prunus, biancospino e resina di abete. Fresco, acido, ma anche minerale. Un sorso davvero shockante che ti colpisce e ti asfalta quasi il palato, tanto è acido e travolgente. Ottimo sul pane di cinghiale dell’Artusi che Paolo Gori realizza in base al ricettario storico, ma in generale un vino capace di attraversare tanti momenti e tanti piatti grazie alla sua freschezza e sapidità travolgente ma mai aggressiva.

Bakkanali Rosa 2023 IGT Toscana Amiata

Colore fresco e vivace, color e profumo di succo di lamponi e una freschezza invitante che lo dipingono subito come il vino che tutti oggi vorrebbero fare. Un vino davvero di montagna, vulcanico addirittura: siamo sull’Amiata e Bakkanali Rosso 2023 è veramente un vino irresistibile, fresco, fragrante, con un sorso per niente banale che si abbina benissimo alla cicoria alla griglia e ai fichi, abbinamento goloso per un vino straordinariamente piacevole e dotato di spessore non banale.

Pinot Nero 2019 Grazioli

La 2019 per adesso rappresenta per Mattia Grazioli il concetto più completo per il suo vitigno preferito e nei bicchieri rappresenta un bell’omaggio alla regione dove questo vitigno è diventato re indiscusso dei rossi mondiali. Naso con bellissima florealtà di rosa e anche gelsomino, un bellissimo agrumato, tabacco, tocchi di oliva e tapenade, ciliegia e mirtillo.

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Pinot Nero 2018 Grazioli Oltrepo’ Pavese vino da tavola

La 2018 si rivela nel bicchiere un’annata molto particolare nel percorso di Mattia Grazioli nel suo Oltrepo’ Pavese che appassionerà chi ama i vini scaleni, viscerali e non solo gli amanti del pinot nero. Note di sottobosco, radici, liquirizia alloro timo, verbena, tanto balsamico ne corredano il naso. Il frutto è sempre ben presente, non levigato ma cangiante dal bizzoso appena nel bicchiere per poi evolversi tanto in direzioni spesso inaspettate.

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Champagne Michel Genet Brut Nature Blanc de Blancs

Dal grand cru di Choully , famoso per la finezza e la texture, la sua grazia e la sua femminilità, risuona perfettamente in questo mirabile Blanc de Blancs dove lo chardonnay di tre anni da cinque parcelle grand cru si armonizzano alla grande. Note di mandarino, arancio giallo, zagara e susina mirabelle ne aprono il naso presto corredato da floreale bianco di gelsomino e frangipane. Ingresso in bocca leggiadro e piccante con una delicatezza da vero Chouilly e un finale che si fa sentire. Grande champagne da aperitivo e da fritture di mare o di verdure, nel nostro caso ottimo su cecina (farinata di ceci) e pesto di cavolo nero di Paolo Gori.

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Oraterra 2019 Grazioli

Un blend di uve dell’oltrepo’ dove prevale a livello aromatico il moscato ma dove anche ortrugo, malvasia e altri vitigni si fanno trovare pronti per l’estro di Mattia Grazioli che non si limita a scimmiottare il concetto degli orange del Carso, anzi. “In azienda abbiamo una forte storicità e vocazionalità per quanto riguarda i vini rossi. Oraterra è questo; un vino rosso fatto con uve bianche. Da uve tipiche del nostro territorio abbiamo ottenuto questo vino, ispirato ai vini di una volta. Uva matura, una buona parte di uve a grappolo intero e la pazienza di aspettare“.

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Champagne Brateau-Moreaux Tradition Meunier 100%

Un esempio fenomenale di cosa possa fare il meunier al suo meglio, ecco cosa è Brateau Moreaux con il suo vino di ingresso, fortemente indicativo delle capacità della piccola azienda RM. Note di mela croccante e appena cotta miste a frutta di bosco, floreale di campo e zenzero ne animano al naso dove non mancano tostature leggere di caffè e cacao e note di lievito intriganti tra brioche e crosta di pane. Bocca divertentissima e intrigante con finale non banale e una grande affinità con la tavola. Abbinato su zuppa di trippa , ceci e zafferano di Paolo Gori si è rivelato meraviglioso con un lato balsamico poco intuibile fuori dall’abbinamento.

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