Una etichetta non in commercio che racchiude l’unico sangiovese in purezza per Querciabell, tutto da uve biodinamiche. Dolce e fresco naso di viola e lampone, ciliegia matura e leggera liquirizia . Bocca sapidissima e serrata, tannino vivace ma domato, freschezza impressionante, un vivace destriero che restituisce il gusto di bere toscano.
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Inizio piuttosto spumeggiate per un vino che fa molto parlare di sè e che mantiene ciò che mostra in etichetta ovvero cielo, mare, terra. Naso ricco e intenso, raro per un pigato con succo di pesca, fiori gialli carichi, ginestra calda, erika,sambuco. in bocca sa di mare, di roccia, di mela, di ananas e papaya, caleidoscopico davvero, persistenze e divertente come un riesling, profondo e dinamico come la liguria del vino bianco. Di seguito il video.
Sala incredibile stracolma (
Il rosato italiano più spiazzante che ci sia…da Cortona. Baracchi è sempre un pioniere , specie nel trovare prodotti intriganti e che suscitono curiosità (nella foto la bottiglia da 15 litri aperta allo scorso Meran Wein Festival). E cosa rara, è anche bravo nel trasformare questi prodotti in splendide realtà produttive capaci di piacere a palati anche esigenti. La crescita del Rosè brut in soli 3 anni è già molto evidente con un vino che sta diventando grande.
Non capita tutti i giorni e nemmeno tutti i decenni che una grandissima Maison (che produce ogni anno da sola più di tutti i produttori di Barolo per dire) debba reinventarsi un futuro e una reputazione in un mercato ahimè o per fortuna diventato strategico come l’Italia. E fu così che
Mi piace scrivere di tutto però non ho grandi competenze in fatto di moda… Potrei però riportarvi i commenti delle mie autorevoli vicine di scalone (eravamo nel bellissimo anfiteatro romano di
Uno dei vini archetipo di Radda, latitudine
Molto difficile da valutare, uve quasi tutte dal vigneto