Abbinare un vino ad un piatto (e viceversa ) è una delle chimere più inseguite da ogni sommelier ed esperto di vino, nonchè la domanda più stressante che ci viene sempre riproposta ad ogni ora del giorno e della notte. Non ci sottrarremo mai ad un simile piacere, ma intanto se volete avere una idea dei principi fondamentali e qualche regolina, senza scadere nel pedante come al solito, ecco qui la prima parte della nostra mini guida all’abbinamento cibo vino.
E partiamo ovviamente dai bianchi visto che eravamo a San Gimignano neanche 2 settimane fa…
Siamo quasi troppo stanchi per dormire ma talmente commossi, felici ed entusiasti di come è andata Vini Giusti 2010 (
Da oggi, su queste pagine e su un nuovo
Dubito che molti di voi conoscano almeno 3 delle più comuni ricette con le viole (tagliolini alla violetta, zuppa, pastiglie…) oppure delle sue virttù soporifere e calmanti. Figuriamoci dissertare dei terpeni che ne caratterizzano l’aroma, che pure sono molto simili a certi Sangiovese chiantigiani. Per ovviare a queste gravi lacune, sull’ultimo numero di
Come già segnalato dagli amici di 
Solito grande entusiasmo e pubblico molto partecipe per Barolo vs Brunello , stavolta sfida resa più accesa dai grandi piatti presentati (di cui vi presenteremo le ricette prossimamente, 
Non solo il Picchi ne ha l’esclusiva a Firenze! Da Burde capita raramente di trovarlo è vero, ma su richiesta o in serate particolari…chiedetelo!
8 anni di caratello con malvasia e trebbiano, dopo quasi 5 mesi di appassimento (fino a febbraio!). Il risultato è uno dei Vin SAnto più tipici e personali del Chianti con un naso incantevole di albicocche disidratate e marmellata di pesche rifinite con fico secco e mandorle e una bocca quasi secca, nitida e un finale ammandorlato.