cru

Dolce e pungente Nebbiolo: la nuova giovinezza del nostro vitigno più nobile

Non solo le bollicine, forse il lato più spiazzante e davvero nuovo per questo vitigno, ma anche altre interpretazioni originali o iperclassiciste (vedi il ritorno alle lunghissime macerazioni) hanno reso gli ultimi anni molto interessanti e stimolanti per questo vitigno da sempre associato a vini importati e strutturati. Su Business People di Gennaio cerchiamo di fare una orizzontale di proposte che ne colgano la capacità di leggere il territorio a livello di cru ma anche quello di prestarsi a nuovi utilizzi tutti da scoprire e da godere. (altro…)

Vin Santo Occhio di Pernice 1997 Melini

Una piccola chicca piuttosto inconsueta nel panorama chiantigiano e toscano in genere, un vin santo con una maggioranza di uve sangiovese sempre difficile da ottenere. Questo nasce da uve del Chianti Classico e non solo e si presenta con il colore classico appunto di “occhio di pernice” fascinoso e accattivante. (altro…)

La Selvanella Chianti Classico Riserva 2008

Per ora l’ultima annata in commercio, è davvero perfetta da bere oggi con un grande corredo di classico sangiovese con lavanda, rose e floreale rosso da manuale sorretti da un bel frutto di mora, fragola e mirtillo. Al sorso il vino è scattante ma senza eccessi, con una eleganza innata rara e preziosa che lo fa insinuare nel palato con tanta soddisfazione. (altro…)

Masi Amarone della Valpolicella “Mazzano” 2006

Il cru più imponente e austero della Valpolicella è un vino che spiazza i fan dell’Amarone da cartolina e da esportazione ovvero dolce e facile. Qui invece la mineralità, la roccia e note eteree e balsamiche precedano e poi completano un frutto complesso e ricco, denso e materico. Aromi di visciola, eucalipto, bacca di vaniglia, copri a, rose appassite. Sorso che rivela una trama tannica impressionante ancora non del tutto percettibile nonostante i 16% alcolici. (altro…)

Champagne Mailly Grand Cru sui Lungarni a Firenze per God Save The Wine Tre Parole per dirlo, 18 Ottobre Palazzo Capponi

Un incredibile mosaico da 480 diverse parcelle di vigneto tutte all’interno della Montagna di Reims, 70 ettari coltivati da tanti coltivatori votati alla qualità, un esempio quasi unico di cooperazione con numeri così piccoli ma con così tante persone dietro. La maggior parte del vigneto è ovviamente a Pinot Nero (85% del totale) e un 15% di Chardonnay che qui assume sfumature particolari e una speziatura diversa dal resto della Champagne come verificherete nei bicchieri a Palazzo Capponi durante il prossimo God Save the Wine… (altro…)