La Barbera è un vitigno che negli ultimi anni ha avuto chiaramente meno hype e meno concentrazione mediatica: tutti a parlare di Barolo, Barbaresco, tutti a parlare di Boca, nel nord Piemonte, nebbiolo ovunque, e la Barbera è rimasta un po’ indietro. Eppure la Barbera era un vitigno che fino a vent’anni fa portava a casa Tre Bicchieri, Cinque Grappoli: andava di moda. E chiaramente si capisce perché: si mette il naso qui dentro e si capisce subito. Questo volume di profumo, questo mirtillo, cassis, queste note proprio di prugna, di confettura, queste note anche forse di arancia sanguinello — questo grande intensità di frutto è pazzesco.
Poi la Barbera spesso ha un tannino leggero, levigato, ha un’alta acidità, quindi ha questo equilibrio molto particolare. Ora, questa è una vecchia vigna e siamo nella zona della Barbera d’Asti Superiore, quindi è comunque la zona del Nizza, la zona dove la Barbera assume finezza ed equilibrio particolari. Assaggiatela e sentite appunto in bocca: rispetto a tante Barbere che sono acide, quasi quasi un po’ fastidiose per il nostro palato abituato, questa invece ha un suo bellissimo equilibrio, dovuto anche alla vendemmia 2022, che è un’annata storica, siccitosa, calda, un po’ soffocante. E invece questa è una vecchia vigna che ha settant’anni.
Ora, il titolare è Paolo Stella: questa vigna è piantata dal nonno. Quindi insomma, un’azienda già attiva nel 1920, è una più o meno quasi coeva come Burde, e che fanno vino da una vita. Ora lui fa sì anche Metodo Classico dal Nebbiolo e altre cose, ma di famiglia loro hanno questa bellissima azienda e fanno Freisa e Barbera. Sono due vitigni — sapete, la Freisa è l’antenata del Nebbiolo, un vitigno antichissimo — e la Barbera, che comunque rappresenta una fetta molto importante della produzione in Piemonte. Sono cento milioni di bottiglie che oggi sul mercato fanno un po’ fatica, però di fronte a vini così, con un abbinamento ricco e intenso, un vino che effettivamente ha pochi uguali al mondo. Poi si può parlare di finezza, di eleganza, però come mix — no, no — questa nota dolce, questa freschezza… ecco, come la Barbera ci sono veramente pochissimi grandi vini al mondo.
monferrato
Venerdi 12 e sabato 13 gennaio Bollito Piemontese e Montalbera in trattoria!
Ecco un’altra sfavillante doppia edizione della nostra serata dedicata al Gran Bollito Misto Piemontese preparato da Paolo Gori! Andiamo in tavola con la nostra serata venerdì 12 e in replica sabato 13 gennaio a pranzo con il bollito composto dai 7 tagli di polpa (reale, costoline, muscolo di coscia, stinco, campanello, cappello del prete) i 7 ammenicoli (lingua, testina con musetto, coda, zampa, gallina lampredotto, cotechino) e i 7 bagnetti (salsa verde, salsa rossa, salsa d’avie, mostarda, cren, savore d’agresto, maionese)…
In abbinamento quest’anno avremo i grandi vini del Piemonte di Montalbera, un’azienda che mette al centro di tutto il vino frutto, esaltando le grandi peculiarità dei vigneti, interpretandone le caratteristiche e declinandole in modi diversi, dall’acciaio al legno, dalla sovra-maturazione all’appassimento, così da valorizzare al meglio la sfaccettata personalità di ciascun vitigno.
Disponibile la mia dispensa enoica mensile per capire il vino! Sommelier Wine Box di Marzo è online e parliamo di acidità del vino
Con molto piacere vi presento la mia collaborazione con il bel progetto Sommelier Wine Box che ha raccolto un notevole supporto con un crowdfunding qualche mese fa… L’idea è davvero bella perchè i ragazzi si sono proposti di diffondere il piacere e la conoscenza della degustazione del vino mediante un invio mensile di 3 bottiglie accuratamente scelte per spiegare un concetto specifico del vino. E così dopo il tema 0 di apertura affidato a Fiorini, Boninsegna, Scandogliero – detti I Tre Moschettieri Sommelier dal Veneto con le loro storie legate al Lago di Garda andiamo in giro per l’Italia a parlare di Acidità e Freschezza.
La Fiammenga e il suo Grignolino venerdi 5 giugno a Genova per God Save The Wine!
Il Monferrato è terra di sogni che ispira e guida le persone alla riscoperta di tanti suoi tesori. Comincia così anche la storia recente di questa tenuta in passato appartenuta ad un fiammingo (da cui il nome) con l’imprenditore torinese Vittorio Radicioni che lungo la strada che da Asti sale verso il Casalese, tra vigne boschi e frutteti, vede a Cioccaro di Penango rimane folgorato da questa grande cascina su una collina con un anfiteatro disposto tutto attorno. Vigneti che vengono razionalizzati e sistemati secondo tecniche moderna ma rispettando il territorio così come in cantina come vi renderete conto venerdi 5 giugno al Bristol Palace hotel con la serata God Save The Wine! (altro…)
Alemat e la passione di famiglia per il Grignolino il 5 Giugno a Genova per God Save The Wine al Bristol Palace Hotel
L’azienda agricola ALEMAT nasce dalla passione della famiglia Dominici per il mondo del vino, un’azienda giovane nel senso che è appena stata creata e nonostante noi titolari non siano propriamente giovani, lo spirito che ha animato la sua fondazione ha questa caratteristica. Il proprietario è Savio insieme ad Elisabetta con i figli Alessandro e Matteo, che oltre ad aver ispirato il nome dell’azienda, hanno influenzato positivamente questo slancio giovanile che ci ha fatto accettare la sfida: un sogno può diventare realtà che incontrerete al God Save The Wine il 5 giugno! (altro…)
Il frutto ineffabile del Ruchè, 4 declinazioni di vitigno aromatico
Che il Piemonte non sia solo Nebbiolo, Moscato e Barbera è cosa nota ma non ancora così accettata dal grande pubblico. Così come forse pochi si rendono conto che è forse la regione con il maggior numero di ettari piantati con vitigni aromatici primari (brachetto, moscato): a questi va aggiunto anche il ruchè del quale grazie soprattutto a Montalbera non ne conosciamo solo una versione (quella dolce) ma tante declinazioni particolari che rappresentano un assaggio interessante per capire cosa si possa ottenere oggi da un vitigno aromatico. (altro…)