Giovanni Folonari, Nino per tutti anche quando diventò ingegnere, era uno dei ragazzi del ’99, quelli che respinsero gli Austriaci e riscattarono l’Italia dopo Caporetto. Nel momento di mettere in cantina un nuovo vino in casa Folonari era naturale che si pensasse appunto a Nino, al suo legame con l’Italia e soprattutto il Chianti Classico tra Panzano e Greve per dargli un nome. (altro…)
sangiovese
San Valentino: il vino dell’amore è il Chianti! Tutti #chiantilovers alla ExManifattura Tabacchi sabato 14 febbraio
Il countdown sta per concludersi e sabato 14 dalle 16:30 “tutta la cittadinanza” ma non solo è invitata alla grande festa del vino italiano più famoso e diffuso nel mondo ovvero il Chianti! Quest’anno l’Anteprima Chianti si apre al pubblico e lo fa in grande stile inaugurando una location che già per Pitti Immagine si è mostrata al pubblico in tutto il suo splendore ovvero l’Ex Manifattura Tabacchi di Piazza Puccini. E con un ingresso a 10€, buffet, 100 produttori presenti e deejay per ballare si propone come una serata davvero imperdibile… (altro…)
Casadei e le sue Anfore rock il 29 Gennaio all’Hard Rock Cafe Firenze per God Save The Wine!
La linea “Anfore” dedicata a vini prodotti con uso di anfore dell’Impruneta da 8hl e 5hl e georgiane interrate è solo l’ultima delle tante idee in campo e in cantina portate avanti da Stefano Casadei, un personaggio decisamente rock all’interno del panorama enoico italiano per come ha affrontato le sfide professionali e per come non si accontenta mai dello status quo, cercando sempre di rilanciare e trovare nuove strade per esprimere i territori e i vitigni al loro meglio. (altro…)
Chianti Classico rock con il Barone Ricasoli il 29 gennaio all’Hard Rock Cafe Firenze
Alla fine del 1800 i personaggi rock popolavano l’Italia ed erano tutti impeganti a “fare l’Italia”…Tra questi uno dei più illustri era il “Barone di Ferro”, ovvero Bettino Ricasoli che oltre a dare la sua impronta al nascente Regno d’Italia unito diede anche sistemazione al Chianti Classico dell’epoca con la celeberrima “formula ricasoliana” che vedeva sangiovese, canaiolo colorino e trebbiano e malvasia come uve predilette per la denominazione. Oggi i tempi sono diversi e non c’è più bisogno delle uve bianche, il sangiovese si è riscoperto grande e si sono scoperte le sue qualità in blen con altre uve a dare vini magnifici e capaci di produrre nuovi classici contemporanei. Il Castello di Brolio è sempre là ed è ancora oggi uno dei portabandiera più efficaci ed eleganti del vino toscano ovunque nel mondo. (altro…)