Mi perdoneranno i produttori di nuove zone toscane ma spesso moda e mode hanno fatto di alcuni terroir toscani delle zone di caccia d’elezione per grandissimi vini che spesso hanno aumentato in pochissimo tempo il loro prezzo fino ad arrivare a superare zone tradizionalmente più blasonate. E il consumatore oggi è quasi spaventato da alcuni vini principalmente non conoscendo a fondo alcune di queste zone.
E invece sia a Bolgheri che nel Monteucco , in Val di Cornia che in altre zone della Maremma e addirittura nel pisano (San Miniato) si nascondono autentiche perle dal rapporto qualità prezzo notevolissimo. Quali? (altro…)
Stavolta 
Dubito che molti di voi conoscano almeno 3 delle più comuni ricette con le viole (tagliolini alla violetta, zuppa, pastiglie…) oppure delle sue virttù soporifere e calmanti. Figuriamoci dissertare dei terpeni che ne caratterizzano l’aroma, che pure sono molto simili a certi Sangiovese chiantigiani. Per ovviare a queste gravi lacune, sull’ultimo numero di 
Non saprei come altro definire la mia piccola partecipazione al
Tra tutti gli aspetti della degustazione del vino certamente il più magico e che crea più panico ai chi inizia è l’analisi del famigerato bouquet, ovvero di quei profumi che paiono esistere solo nella mente del degustatore. E spesso ci chiediamo se è colpa nostra e se saremo mai in grado di avvertirli.
Annata superlativa per il Sangiovese, tanto che si decide in questa riserva di fare a meno di merlot, canaiolo, montepulciano e altri vitigni spesso usati.
Da uno “scherzo” del Feoga (fondo europeo per l’agricoltura) e dall’alluvione del 1966 ecco un Merlot di Toscana nel punto dove più il terroir lo stravolge. Bel colore acceso e pieno, naso cangiante di mora e mirtillo, pepe e spezie, sanguigno carnoso e minerale come tutti i vini di Calcinaia ancora prima di essere merlot.