Bevute

Assaggi di vino distillati con punteggio, spesso con video degustazione

Charles Heidsieck Brut Rosè Reserve

Un rosato particolarmente delicato e suadente, dal colore pallido ma sereno e appagante. Ottenuto con quasi il 20% di vin de Reserve (di cui 6% vino rosso) ha naso che stuzzica tra ribes rosso melograno cipria e floreale delicato, note balsamiche e anche tanta pasticceria tra crema, vaniglia e pan briosciato. (altro…)

Il frutto ineffabile del Ruchè, 4 declinazioni di vitigno aromatico

Che il Piemonte non sia solo Nebbiolo, Moscato e Barbera è cosa nota ma non ancora così accettata dal grande pubblico.  Così come forse pochi si rendono conto che è forse la regione con il maggior numero di ettari piantati con vitigni aromatici primari (brachetto, moscato): a questi va aggiunto anche il ruchè del quale grazie soprattutto a Montalbera non ne conosciamo solo una versione (quella dolce) ma tante declinazioni particolari che rappresentano un assaggio interessante per capire cosa si possa ottenere oggi da un vitigno aromatico. (altro…)

50 & 50 Avignonesi e Capannelle IGT Toscana 2008

Nel ventennale della prima edizione di questo vino nato a tavola per scherzo da Ettore Falvo e Raffaele Rossetti che si trovano a fine di una cena e mescolano per gioco del sangiovese proveniente dal Chianti Classico (Gaiole in Chianti) e un bicchiere di Toro Desiderio, il Merlot in purezza di casa Avignonesi, già allora uno dei migliori esempi di Merlot italiani. Il risultato dell’assemblaggio ex post è un vino che stupisce da subito e che viene deciso subito di replicarne l’esito su scale più importante. (altro…)

Brunello Montalcino Riserva 2006 Canalicchio di Sopra

L’annata è dei quelle grandissime, forse la migliore del nuovo millennio e cominciano ad uscire fuori dei grandi vini come questo che conserva rabbia e potenza ancora da distendersi come muscoli ben allenati che aspettano lo sprint. Ma c’è tutto il fascino e la potenza di Montalcino in questo bicchiere carico di frutta rossa, tostature nobili, cuoio tabacco e liquirizia con anice, pepe bianco e cardamomo a rinfrescare un quadro sempre vivace. (altro…)

Barolo Riserva 2006 Vigna San Giuseppe Cavallotto Bricco Boschis

La potenza del cru, anzi della vigna e della piccola parcella all’interno di un monopole come Bricco Boschis si esprime qui in tutta la sua sontuosità con rimandi dolci e suadenti alle rose, ai frutti di bosco e a balsami e spezie. (altro…)

Bolgheri Rosso Superiore Doc “Levia Gravia” 2008 – Caccia al Piano

Una prova di forza e di concentrazioni che lascia quasi senza fiato tanta è l’intesità di frutto e spezia che emerge dal bicchiere. Grande fragola in confettura, ribes rosso, eucalipto e mentolo su sottofondo di alloro mirto e note mediterranee tipiche del Bolgherese. (altro…)

Rocce Rosse 2001 Valtellina Superiore Sassella Ar.Pe.Pe.

Dalla parte migliore del vigneto di Isabella solo in alcuni anni è pensabile portare la maturazione delle uve quasi a fine ottobre di queste vigne cinquantenni. Frutti portati in cantina e lasciati a macerare in cemento per un mese per estrarre fino all’ultimo l’essenza del Nebbiolo di montagna che si fa esile ma fortissimo, rarefatto come l’aria da queste parti ma sempre appuntito. (altro…)

Rosso di Montalcino Canalicchio di Sopra 2010

Schietto diretto e davvero sangiovese purosangue con la sua intensità floreale croccante e sapida sin dalla prima volta che ci metti il naso. Poi è sempre lì, diretto immediato e succulento, non lunghissimo ma ha la capacità di farti sorridere e pensare alle cose belle dalla vita, come il Sangiovese quello serio. (altro…)

Tartufo, Alsazia e Mosella, variazioni di terroir con Marcel Deiss e Heymann-Lowënstein

Quando si parla di terroir in tempi di biodinamica e ritorno alla natura lo si deve fare per tutti gli element che compongono le nostre serate anche le più estreme. Ecco che su un piatto d’argento (anzi d’oro bianco visto l’abbacinante allestimento) arrivano i bianchi tartufi di San Miniato, i vini alsaziani dell’eretico Marcel Deiss (che antepone da sempre i vigneti ai vitigni) e il paradigma moselliano della mineralità vinosa attraverso il Riesling: una successione di profumi stordente e ammaliante ma ribadisce ad ogni morso e sorso lo stesso concetto. (altro…)