Il Drago in questione è Carlo Gardini, papà di Violante Gardini e marito di Donatella Cinelli Colombini circondato dalle 8 donne della tenuta Trequanda nell’Orcia Doc. Ma è anche il sagrantino , vitigno ospite che qui si trova anche per merito di Marco Caprai, che quota per un 15% nell’uvaggio insieme ad un 15% di merlot a dare un connubbio particolare con il sangiovese, un vino di nerbo e carattere che ha nel naso intenso di fichi scuri, datteri, more, caramello, visciole e viole i suoi fattori principali.
Burde Web TV!
Langhe Nebbiolo 2016 L’Astemia Pentita
Un’annata straordinaria la 2016 che anche nei vini di ingresso più semplici risuona squillante e finissima. Questo nebbiolo preconizza i capolavori di Barolo che arriveranno con note di rosa e ribes nero, liquirizia bergamotto e incenso ma soprattutto un tellurico sorso di tannino dalla bella grana che si sposa alla perfezione con tanti piatti della nostra cucina come da tradizione nebbiolesca.
I Lambrusco del Consorzio Storico dei Lambruschi Modenesi in trattoria
Per la nostra serata con Levoni Salumi dedicata alle tante sfumature del maiale insaccato e non solo grazie a Vini Buoni d’Italiae al Consorzio Storico dei Lambruschi Modenesi abbiamo potuto assaggiare le tante declinazioni del Lambrusco di Modena, Sorbara, Grasparossa, Salamino e Colli di Scandiano e Canossa abbinandoli alla nostra cena. Ecco qui un video in cui assaggiamo il Lambrusco Grasparossa 7Bio di Cantina Settecani e introduciamo il mondo dei vini spumanti rossi più famosi nel mondo.
Nicolèo Chardonnay Grechetto Vdt 2017 Podernuovo Palazzone
Con la consulenza di Giacomo Baraldo arriva il primo bianco in casa Bulgari a Podernuovo Palazzone prodotto con vigne nell’orvietano con una azzeccata sinergia tra la località indigena del Grechetto e il tocco internazionale dello chardonnay che supporta benissimo il tutto. Note agrumate e floreali piccanti e pepate dello chardonnay fanno emergere benissimo i tocchi di camomilla e the al gelsomino del grechetto che al palato si prende la rivincita con la sua consueta nota appena tannica ben presente.
Malvasia delle Lipari doc 2014 Barone di Villagrande
Il vino struggente del Mediterraneo con il suo sottile piacere dolce e sapido non può che essere la Malvasia delle Lipari, un unicuum mondiale fatto di trasparenze e suggestioni e non solo di dolcezza esagerata e persistenza. Questo di Barone di Villagrande nasce a Salina ed è intenso ammaliante, forte ricco e mentolato tra anice zucchero e menta a ravvivare una nota fruttata e candita cangiante tra mandarino, albicocca, pesca gialla e tocchi tropicali.
Vermouth Etrusco Rosso Tenuta Fertuna
In casa Fertuna ecco anche la versione rossa del vermouth che stavolta usa anche del vino rosso (sangiovese) alla base e lo completa e irrobustisce dal punto di vista aromatico con la nota obbligatoria di assenzio romano poi le note dolci di rabarbaro, bacche di lauro, macis, vaniglia e la speziatura di anice, cumino, coriandolo, zenzero, bergamotto e infine il corredo mediterraneo completo di elicriso, ginepro, rosa boccioli.
Rosato di Bolgheri 2017 Tenuta Meraviglia
I rosati sono la moda del momento ma a Bolgheri sono anche storia…Se qualche decennio fa era il sangiovese l’uva utilizzata oggi lo sono i vitigni del Rodano e bordolesi con una guadagno in termini di tenuta e succulenza. Tenuta Meraviglia ne fa una versione intrigante dal rosa intenso e deciso che ricorda i rosati di Lirac e Tavel a partire da syrah con saldo di merlot.
Podernuovo Palazzone Sotirio Sangiovese IGT Toscana 2011 in jeroboam
Il vino dedicato al bisnonno di Giovanni di origine greche, personaggio cui dobbiamo gli inizi del successo della famiglia Bulgari è certamente il vino più particolare e sfidante della gamma di Podernuovo Palazzone perchè fare un sangiovese in purezza, siapur in tiratura molto limitata, in queste zone non è così scontato. Soprattutto se sei alla quarta vendemmia da viti piantate nel 2007. Il risultato dalla bellissima jeroboam è impressionante e finissimo. Il legno fa la sua parte per arricchire la struttura laddove non può essere presente per motivi “anagrafici”.
Moser Trentodoc 51,151
Agrumi, pepe, sale, stuzzicante preciso e di una piacevolezza disarmante. Un vino salino preciso che mostra la piacevolezza di montagna che può raggiungere lo chardonnay in Trentino. Moser 51,151 è il primo spumante metodo classico Trentodoc che l’azienda ha fortemente voluto e portato avanti con il richiamo allo storico record dell’ora di Francesco Moser a Città del Messico.
Etna Bianco Doc Superiore 2017 Barone di Villagrande
Da carricante e tocco di catarratto, un vino esemplare del versante di Milo dell’Etna, il migliore per i bianchi. Le note sono moderne, fresche, gessose e vulcaniche con il frutto sempre un passo dietro alle note floreali, iodate e speziate. Tocco sapido affumicato leggero gesso e petricore al naso , lama d’acciaio e opulenza insieme figlio di annata ricchissima che al palato esplode in albicocca e fragole più vaniglia e cipria .