Non solo Vissani (ovvero il miglior cuoco d’Italia per il Gambero) ma anche Gualtieri Marchesi con lo staff dell’Albereta e Filippo LaMantia a Merano nella Gourmet Arena in piazza davanti alla Terme, vi ricordate lo scorso anno, vero?
Stesse girandole di cuochi e vino, stessa verve di Luigi e stesse sorprese, ovviamente anche per il fine settimana successivo quando a fianco del Meran Wein Festival ci saranno chef da tutta Italia a rotazione… (altro…)
Ieri sera non solo grandi vini ma soprattutto grande apprezzamento da tutti i numerosi partecipanti alla serata “teatrale” (ci scusiamo se qualcuno è rimasto fuori!) Qui sopra vedete una inedita ma storica Ginestrata (brodo, burro, vin santo, una vellutata con uovo con spolverata di zucchero a velo e non solo, qui una
Uno stracchino come non siamo abituati a mangiare e il primo sale dellazienda i due Falcetti, degustazione nel video. Sapete riconoscere uno stracchino e la sua freschezza? E quanto conta l’occhiatura nel primo sale? Andiamo un pò nel tecnico…
24 ristoranti rappresentati per un totale di 47 stelle Michelin, nonostante io abbassassi la media il parterre ieri da Pinchiorri era di quelli davvero memorabili, ma ancora più bella era l’atmosfera di famiglia che regnava con Giorgio, sua figlia, Annie, i cuochi i maitre e i sommelier giunti da ogni parte d’Italia per l’evento, ovvero la “prova su strada”, e che strada!, del gioiello di famiglia Cecchi, ovvero il Coevo, un ambizioso tentativo di riassumere la storia della Toscana del vino e di lanciare una sfida al futuro. Ieri per lo meno, vinta in pieno.
In esame i formaggi semistagionati vaccini e pecorini e ne approfittiamo per discutere sul fatto se si mangia o non si mangia la buccia del formaggio… In parallelo la tecnica particolare del pecorino tradizionale di Corzano & Paterno e il Buccia di Rospo con il suo penicillum alba. Infine analisi del caprino e cagliata di Santa Margherita: forme diverse della cagliata per formaggi diversi. Confronto tra occhiature e degustazione della caciotta fresca.
Davvero una serata partecipata, oltrechè “mangiata” da parte di tutti venerdì scorso. Trovate
“Entri prego la stavamo aspettando“, detto così pare una frase da film horror Universal anni ’50, specie sulla porta di una ex-limonaia che illuminata ad arte pare proprio un castello con tanto di giardino bellissimo apparecchiato. Dentro sei subito davanti al forno e soprattutto, nonostante le
Da sempre i vulcani hanno un posto nel mio cuore ma Stromboli per me vale quasi più del Mauna Kea. Anche perchè sullo Stromboli ci sono salito due volte e sempre a piedi. E ogni volta che
So già di attirarmi molte antipatie con questo post e di sollevare qualche polemica ma premetto che non stiamo parlando di una pizza classica napoletana lievitata tre giorni e di fiordilatte nè di pomodori campani, stiamo parlando di una pizza goduriosa e completissima in pieno centro a Tropea, uno dei posti più turistici del mondo dove insomma non ti aspetteresti una margherita a 3 euro favolosa come questa. Dalla foto intanto si capisce la particolarità della pizza, cotta nel forno più antico della città.
Se non sono riuscito a perdere neanche un etto in calabria gran parte della colpa è della Pasticceria Comi, dal 1969 a Vibo Marina. Quasi l’unica rimasta a sfornare ogni ora cornetti e paste dolci ma soprattutto torte gelato meravigliose, da mangiarsi per Ferragosto e non solo. Per esempio vi dicevo della guerra del tartufo che qui hanno risolto a modo loro.