Degustacene da Burde

Serate da Burde in compagnia di buoni vini e buon cibo…o così speriamo!

Torre a Cona Molino degli Innocenti 2019 Chianti Colli Fiorentini Riserva


Di cosa è fatto un grande vino, e ancor più un grande vino capace di vincere il premio per il miglior vino italiano del Gambero Rosso? Soprattutto di umami, salinità, profondità e una grande personalità, quella che le cantine di Torre a Cona riescono a conferire in maniera particolare e univoca ai vini che affinano a lungo, così come questo Molino. Il vigneto è di quelli prodigiosi, con tanto scheletro e una produzione regolata: un bel mix di vecchie vigne dove il Sangiovese si esprime con note ferrose, ematiche, sfumate di bergamotto, arancia rossa e sanguinella. Le sensazioni spaziano dai lamponi in confettura alle more, una bellissima amarena, ciliegia, pepe nero, tabacco, lavanda e sandalo: un ventaglio di percezioni, appunto, che potremmo definire sanguigne, veramente bellissime. In bocca ha spessore e una dolcezza intrinseca. Si posa sul palato, si deposita al centro della lingua, ma soprattutto regala una lunghezza pepata e acida, fresca, con un tannino perfettamente svolto che lo fa sembrare al contempo un vino saggissimo e un giovincello leggiadro.

Niccolò Rossi racconta Torre a Cona, come si è arrivati al Molino…

Abbiamo una storia abbastanza lunga nel vino. Mio trisnonno fondò le Cantine Rossi e mio nonno comprò negli anni ’30 Torre a Cona. Torre a Cona è – per chi di voi è di queste zone – sopra Bagno a Ripoli, quindi siamo vicini a Firenze, nel Chianti Colli Fiorentini.
È un progetto enologico in fondo abbastanza giovane, perché sebbene sia un luogo ricco di storia dove si fa vino da sempre, è soltanto negli ultimi vent’anni che abbiamo veramente deciso di prendere questa sfida, un po’ anche contro quella che non era necessariamente una delle zone più conosciute e più vocate per il vino, o meglio non lo era. Poi il cambiamento climatico ci ha dato sicuramente una grossa mano.
E nessuno, sicuramente, quando abbiamo cominciato vent’anni fa con Beppe Caviola a disegnare una nuova visione, pensava che saremmo arrivati ad avere riconoscimenti che ci hanno francamente abbastanza sorpreso, anche se dato grandi, grandi soddisfazioni.Qualche anno fa ho incontrato Michele, da lì è nata una bella amicizia e quindi ci siamo poi affidati al loro progetto Davantage. E insomma, grazie a Michele, grazie ad Andrea che ci fa un po’ di promozione, speriamo di farci conoscere.

Jean-François Malsert Les Sabot De Coppi 2022 Cave de l’Iserand Saint Joseph

Les Sabots de Coppi 2022 è una syrah delicata ma decisa, che si muove con grazia sulle punte, come una ballerina che non ha bisogno di esibire muscoli per farsi notare. Siamo nella denominazione di Saint-Joseph, ma in una delle sue interpretazioni più sottili e floreali, lontana dai cliché carnosi e pepati che spesso associamo al vitigno. L’annata 2022, meno opulenta e più contenuta rispetto alla 2021, ha offerto l’occasione perfetta per lavorare sull’eleganza e sulla finezza, ed è esattamente quello che Jean-François Malsert ha fatto. Il vino nasce da grappolo intero, ma senza esagerare con l’estrazione: si presenta quindi fresco, vivace, trasparente nell’intenzione, ma non povero di sostanza. Il bouquet si muove su note nordiche, fredde, raffinate, Violetta in primo piano, floreale classico del Syrah in versione “alpina” – qui è pura, netta, quasi trasparente, Frutta rossa fine: lampone, ribes, ciliegia croccante, Oliva nera, tapenade e un’eco di inchiostro, che restituiscono una certa profondità, erbe aromatiche: rosmarino, salvia e una sfumatura di macchia mediterranea molto sottile. Un tocco agrumato e balsamico nel finale, quasi un bergamotto, che rinfresca il profilo.
Questo vino è una sinfonia in minore, dove ogni nota suonata è lì per creare delicatezza, non potenza. E in questo, il suo essere “femminile” – senza etichette di genere forzate – lo rende un esempio perfetto della Syrah più sottile e sussurrata. La vera magia avviene al sorso. Qui, Les Sabots de Coppi danza.
Non colpisce: accarezza. Non spinge: invita. Ha una leggerezza fragrante, quasi aerea, con una freschezza che lo avrebbe reso perfetto anche per aprire una degustazione — se non fosse stato per la quantità limitata di bottiglie, sarebbe stato il vino ideale da servire già sulla ribollita. La trama è fine, il tannino appena accennato, ma preciso. Il finale è aromatico e floreale, con ricordi di rosa, bergamotto, scorza d’arancia, e quella sensazione profumata e gentile che lo rende un Syrah davvero inusuale, quasi educato, ma tutt’altro che banale. Questo vino racconta bene la versatilità del Syrah. Mostra come, in base al terroir e alla mano del vignaiolo, si possano ottenere espressioni diversissime, senza tradire l’identità del vitigno. Qui non c’è concentrazione, non c’è legno a coprire: c’è trasparenza, equilibrio e un’armonia floreale che sorprende. Può piacere oppure no, certo — ma indifferenti non lascia nessuno

Sequerciani Pugnitello 2022 Maremma Toscana DOC

Al naso spiccano le note di prugna e ciliegia matura che si intreccia con sentori più terrosi di tabacco e sottobosco. Leggera nota di viola che accompagna un ritorno balsamico di sandalo dolce cremoso e caldo allo stesso momento. Un sorso di buona compattezza con un tannino imponente che ha bisogno di tempo per esprimere tutte le sue potenzialità. Il finale, persistente e raffinato ci regala una nota di cioccolato fondente e ritorni fumè.
Sequerciani è un’azienda giovane, nata nel 2009. Simona Viganò la racconta in prima persona:

“Siamo localizzati in Maremma, vicino al borgo di Tatti, un mini borgo medievale che conta 200 anime. Si trova in un crocevia tra Massa Marittima, Gavorrano e Roccastrada – tutti attaccati, in zona con linee metallifere.
L’azienda è il progetto di un artista e regista svizzero che si chiama Rudi Gerber. Negli anni ’90 si è innamorato delle nostre colline e ha deciso di acquistare un podere. Lui all’inizio diceva: “Ho acquistato una casa con un po’ di terra”. Poi nel 2009 ha ufficialmente iniziato un investimento importante.
Oggi contiamo 14 ettari vitati su un totale di 170 ettari, dove più della metà è bosco. E questo è molto importante perché l’azienda si basa sulla sostenibilità.
I vitigni: valorizzare gli autoctoni
Dal principio abbiamo sempre seguito delle linee guida di Rudi molto specifiche: la valorizzazione dei vitigni autoctoni. Nel 2009 – quando lì non c’era alcun tipo di vitigno, c’erano solo olivi – abbiamo piantato il Vermentino, abbiamo piantato la Foglia Tonda e abbiamo piantato, per l’appunto, il Pugnitello che andremo ad assaggiare questa sera.
Negli anni, ettaro per ettaro, siamo cresciuti. Abbiamo aggiunto Ciliegiolo, Sangiovese, Alicante (Aleatico), e ultimamente Ansonica. In più abbiamo meno di un ettaro dedicato a un esperimento di recupero di vitigni antichi, in collaborazione con la Regione Toscana.
L’approccio sostenibile non è solo in cantina, ma è anche – ed è principalmente – in vigna. Noi siamo biodinamici dall’inizio. La biodinamica e l’agricoltura rigenerativa sono il nostro pilastro, proprio perché il nutrimento del suolo è quello che fa sì che la pianta, il frutto stiano bene e che il vino poi sia un vino di qualità.
In cantina da sempre seguiamo una disciplina naturale: fermentazioni spontanee, non pratichiamo alcun tipo di manipolazione durante il processo di fermentazione e affinamento, non filtriamo e, quando possibile, non aggiungiamo neanche solfiti.
Perché? Perché per noi è importante poter raccontare il vitigno, ma anche il nostro territorio.”

Vin Santo del Chianti Classico 2018 Pieve di Campoli

Un Vin Santo è il vero vanto della produzione di Pieve Di Campoli. Malvasia, Trebbiano, San Colombano affinati in caratello e ovviamente fermentati nel caratello stesso dove subiscono anche una componente di evoluzione ossidativa danno a questo vino dal colore mogano molto affascinante e complesso profumi e richiami smaltati ma anche tanto frutto, albicocche, marroni, farina di castagne, mandorle e albicocche e un sottofondo fungino davvero intrigante . Ma soprattutto è al palato che si rivela nella piacevolezza incredibile tanto che si vede benissimo da solo si beve alla grande sui necci panna, miele e noci, ma si è rivelato straordinario sul risotto al piccione in arrosto morto di Paolo Gori a ricreare un abbinamento forse storico forse barocco, ma sicuramente straordinario!

Amarone Della Valpolicella Villa Della Torre Marilisa Allegrini 2020

Il nuovo corso di Marilisa Allegrini si vede benissimo in questo nuovo Amarone, che nasce dai 12 ettari di Corvina, Corvinone e Rondinella intorno a Villa della Torre. Un vino che ammette subito la sua grandezza, ma che già dal naso speziato, intrigante e sfaccettato fa sentire come si tratti di un Amarone di una nuova scuola. Al naso: bellissimo frutto di amarena, prugna e susina in confettura, condito con note torrefatte, un tocco di cacao e tabacco dolce. Ma soprattutto tanto balsamico: eucalipto, menta, timo, alloro e ginepro che lo snelliscono, lo rendono veramente soffice e di una vaporosità che non ci saremmo aspettati. In bocca il cambio di passo, di ritmo, si sente tantissimo. È un Amarone che sa regalare emozioni di ebanisteria nobile, tocco di smalto e liquirizia, ma soprattutto una sensazione di dolcezza mai veramente approfondita, solo suggerita e sussurrata. Resta un centro bocca molto intenso e godereccio di frutta, ma una sapidità e una freschezza lo pervadono. Sembra quasi di risentire il venticello che spira tra i mascheroni della Villa, e questo turbinio di sensazioni solleva davvero l’intensità rocciosa e fruttata dell’Amarone, portandolo verso traguardi fino a poco fa inesplorati.

Chianti Classico 2022 Pieve di Campoli San Casciano

Andrea Paoletti introduce il lavoro in vigna alla Pieve di Campoli e Andrea Gori racconta il principale prodotto ovvero il Chianti Classico annata prodotto dai terreni di San Casciano. Si tratta di un classico prodotto , scusate la ripetizione, del terroir di San Casciano, ovvero grandiosamente solare energico fruttato con richiami di lampone e melograno fragola , veramente energico e dotato di grande calore a livello di sensazioni profumate ma mai sovramature. Ma la caratteristica di San Casciano è anche quella di far corrispondere a un naso così acceso una bocca di una freschezza e di una pimpantezza impressionanti e in effetti in cocca anche questo 2022 di Pieve di Campoli è un vino croccante sapido di una bellissima armonia, ma soprattutto una grande bevibilità .
Da noi è stato provato Inizialmente fusilli di Siloe con peperoncino, olio aglio per assaporare il gusto dei fusilli prodotti dal monastero e se l’è cavata alla grande, ma è veramente un vino tuttofare come dimostra l’abbinamento con l’insalata di ceci neri di Siloe e Baccalà.

Venerdì 5 dicembre Champagne di Natale!

Non poteva mancare la serata tradizionale natalizia in cui vi presentiamo alcune chicche destinate a rischiarare le vostre feste e capodanno, stavolta “tocca” a quattro bravissimi recoltànt…Ernest Remy, Rousseaux-Batteux, Callot e Pierson Cuvelier. In apertura spazio alla Kombucha fiorentina BAF , l’alternativa fermentata senza alcol più credibile al vino!


Menu
Trippa allo zafferano Blue Caravan
Polpette di pane in Brodo di Cappone
Pasta Ceci e Seppie
Cappone ripieno e patate mascé allo zafferano
Panettone e Crema Inglese


Vini in abbinamento:
BAF Kombucha Zenzero e miele
Champagne GC Oxymore EB Ernest Remy 2011
Rousseaux-Batteux Montagne de Reims Grand Cru “Blanc de
Noirs” EB
Callot Champagne Grand Cru Blanc de Blancs Brut
Pierson Cuvelier Grand Cru “Coeur de Cuvée” Blanc de Noirs Brut


Menu completo e tutti i vini 95€ info e prenotazioni 055317206 oppure via mail info@daburde.it

Chianti Classico Podere Capaccia DOCG 2021


Alyson Morgan dalla California continua a portare entusiasmo e voglia di fare a Radda nel Chianti Classico e dell’associazione dei Vignaioli di Radda è uno dei volti più conosciuti e raggianti. Ma l’impegno più grande ovviamente sta nel rendere Podere Capaccia anno dopo anno uno dei vini imprescindibili del territorio con la sua nitidezza di frutto scuro e rosso (more di gelso, duroni, viole, arancio rosso) e un lato speziato piccante splendido che sempre attraversa il sorso delle sue bottiglie. Questo Chianti Classico 2021, ultima annata in commercio quindi uscita con giusto tempo di bottiglia, è un vino dall’equilibrio magistrale tra intensità e soavità ed è bottiglia capace di regalare sorrisi e momenti bellissimi sia a tavola che fuor

Venerdì 28 novembre Slow Wine con Pugnitello e Slow Food Firenze!

La serata di presentazione della guida dei vini più attenta al mondo e alla sostenibilità della produzione torna in trattoria a presentarsi in una serata in collaborazione con Slow Food Firenze.
Menu con presidi del territorio e ospite d’onore nei bicchiere la Comunità Slow Food del Pugnitello di Maremma con Sequerciani, Enoforia, Le Stadere e Poggiolella.

Menu
Crostino di cinghiale
Acqua cotta
Cianfagnoni alla bottarga di Orbetello (*)
Spezzatino di razza maremmana (*) e polenta biancoperla (*)
Necci alla farina dei Tecci di Calizzano e Muriandolo (*)

(*) presidio Slow Food

Enoforia
-Pugnitello 2020 Maremma Toscana DOC Pugnitello
-Pugnitello rosé 2023 IGT Toscana Rosato
Le Stadere
-Anaini 2021 Maremma Toscana DOC Pugnitello
-HEVA 2024 Toscana IGT Bianco BIOLOGICO, vinificato in bianco da uve rosse 100% Grenache noir
Poggio Lella
-Pugnitello Collezione 2021 Maremma Toscana DOC
-Vermentino 2022 IGT Toscana
Sequerciani
-Pugnitello 2022 Maremma Toscana DOC
-Vermentino 2024 Maremma Toscana DOC

55€ tutti i vini e menu completo, info e prenotazioni 055317206 o via mail info@daburde.it

Bourgogne Blanc “Molesme” 2023 – Jean-Baptiste Ponsot

Rully è una delle zone della Borgogna nascenti per la sua capacità di rivelarsi, soprattutto nei bianchi, di una sapidità e allo stesso tempo di una ricchezza fruttata impressionanti.
Questa grande prova di Jean-Baptiste Ponsot parte da note burrose di nocciola tostata e con un grandissimo ventaglio di tiglio, gelsomino, acacia, zagara, e un lato che arriva quasi all’arancio candito e al miele, con tocchi di zafferano e pepe bianco.
Ma è soprattutto in bocca a coinvolgere e ad “asfaltare” qualsiasi cosa abbiate nel palato, perché tanta è la ricchezza, il corpo e la concentrazione di questo bellissimo vino affinato sapientemente in legno, sulle fecce fini, da farlo diventare subito protagonista.
Abbinamento: grandioso sulle tagliatelle al colombaccio, ma davvero un vino bianco di questa potenza si spiega benissimo su tutto campo , anche le polpettine di mortadella di Prato di Paolo Gori.
Grazie a questo territorio di Rully – da sempre famoso per i bianchi – che oggi gode di una straordinaria attualità grazie anche al riscaldamento climatico, abbiamo vini di struttura e personalità uniche.


https://youtu.be/j6JpXcs8XYk