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Champagne Roger Coulon Heri Hodie 1er cru

Lo champagne di ingresso della maison Roger Coulon, intitolata dal nipote Eric al padre prematuramente scomparso e portata avanti insieme al nonno, è emblematico per la maison stessa e la sua volontà di portare avanti il lato territoriale e artigianale e vinoso della regione. In prima pagina e in etichetta il territorio di Vrigny, Pargny e Coulomne di provenienza delle uve con i vigneti evidenziati in oro. Siamo ai piedi della montagne de Reims ma la predominanza è un munire sublime da una solare ventennale, una base per la cuvèe che assomma stile eleganza e vinzosità e un frutto bellissimo e terso che da una impronta decisa al naso e al sorso e anche al colore quasi rosato e oro rosso.

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La glera, Valdobbiadene e il Bellenda Prosecco Metodo Classico Brut Rive di Carpesica 2016

Ecco un luminoso esempio delle possibilità della glera questo Prosecco superiore metodo classico che nasce dalle Rive di Carpesica, uno dei cru in cui è suddiviso il piccolo grande mondo del Conegliano Valdobbiadene. La famiglia Bellenda con questo prodotto rende omaggio ai primi 100 anni di storia del prosecco ovvero prima dell’autoclave e lo fa presentando un vino suggestivo fine ma non scontato che cresce con la temperatura con note di frangipane, albicocca, pera williams, canditi, agrumi, nocciole tostate e pasticceria .

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Champagne Roger Coulon Reserve de l’Hommée

Con uve dalle particelle più vecchie delle vigne di Vrigny, Coulomnes de la Monagne e Pargny le Reims ecco il prodotto che ha convinto Umberto Bellenda a importare questa peculiare maison. Vino speciale a partire dal nome che richiama l’antica unità di misura di superficie “l’uomata” ovvero la porzione di vigneto che un uomo può lavorare in una giornata di lavoro.

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Edda Salento IGT Cantine San Marzano e cucina ebraica del mondo

Un vino più unico che raro, un moscato chardonnay espressione di un vigneto particolare nel ventoso e assolato Salento capace di restituire freschezza e fragranza, impegnato su piatti della tradizione ebraica nel mondo preparati da Jean Michel Carasso. Lo abbiamo provato sulle huevos haminados di Salonicco (uova sode cotte per 8 ore con caffè), il Gehackteleiber, pâté di fegatini e cipolle degli ebrei polacchi e russi, il Babà ganush, mousse di melanzane affumicate mediorientale, l’hummus, purè di ceci e tahina mediorientale, i Borekitas, mezzelune turche farcite con patate e feta e infine il Muhammara, crema di peperoni siriana con noci e melassa di melagrana.  (altro…)

Sale mare e vino, il territorio di Castiglion della Pescaia dice la sua per questa Estate

Da sempre interprete principale e in gran parte scopritore delle potenzialità enoiche di questo lembo di Toscana, Tenuta la Badiola nel tempo è riuscita a far parlare di sè per tante iniziative capaci di potenziare la vocazione turistica della cittadina Toscana. Ma soprattutto far ricredere sulle potenzialità enoiche di questa zona grazie alla qualità e alla franchezza dei suoi vini.

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Da Greve in Chianti, un sangiovese “classico” rosato che va oltre il salasso

Si può affermare che la tradizione chiantigiana del rosè, che comincia ad essere corposa, preveda in gran parte l’uso del salasso con la conseguenza di avere vini molto incisivi e al limite dell’aggressività che li rende amati da una gran parte del pubblico. Ma la duttilità del Sangiovese in zone meno vocate per la potenza e per il grande rosso può dare soddisfazioni se vinificato in rosato lieve e delicato. (altro…)

Sangiovese e biologico, un amore che a Panzano diventa tre tipologie di vino

Nell’enclave biologico (e spesso biodinamico) di Panzano c’è spazio anche per uve autoctone ma alcune aziende come Il Molino di Grace, fin dall’inizio hanno puntato tutto sull’espressione del Sangiovese che in poche altre occasioni oltre a Panzano riesce ad esprimersi in maniera così costante, fruttata e ricca di sapidità. Sangiovese d’annata per un Chianti Classico saporito e fruttato, per una Riserva elegante  e per un ricco Gratius che ne rivela il lato speziato e complesso. (altro…)

Esistono almeno due Sicilie nel bicchiere? Gusto giovane e classico nel bicchiere, cosa ci offre l’isola

Poche terre come la Sicilia hanno saputo attraversare un periodo di boom quasi irrazionale come negli anni 90 per poi sapersi focalizzare sulle proprie reali potenzialità. Il momento attuale vede da una parte proposte sempre giovani e attuali (ben incarnate da Baglio di Pianetto con la sua linea “Y” che sta appunto per Young, giovane) e altre più classiche e imponenti anche se realizzate con maggior rigore che in passato. (altro…)

Il Vino della Pace diventa “grande”, scopriamo l’annata 2011

Nato quasi per una scommessa enologica e per la voglia di dimostrare che si può realizzare un simbolo della diversità del mondo dell’uomo in un bicchiere, il Vino della Pace giunge con l’annata 2011 ad una forma meno mosaico e più vino grazie all’impegno in cantina che ne ha saputo tirar fuori caratteristiche armoniche e meno contrastanti che in passato. C’è ancora la bella intensità dei vitigni aromatici che spingono e animano il naso ma la bocca adesso è più centrata sul frutto giallo e sulla speziatura nobile e raffinata con un finale che fa intravedere una evoluzione interessante in bottiglia (e infatti finalmente sono arrivate anche le magnum). Un vero mix di uomo e natura che si uniscono a dare un vino friulano ma anche universale.

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Momenti da vino bianco, tre proposte di gusto e intensità diverse da San Gimignano

Anche la Vernaccia di San Gimignano ha smesso da tempo di essere un vino normale e solo “piacevole” per abbracciare una riscoperta del territorio e la sua vocazione. Non sarà mai un vino di moda o presente su tutte le tavole (anche perchè la produzione è limitata) ma sa procurare una proposta adatta a tante situazioni che si possono presentare nella vostra Estate. Una Vernaccia “annata” 2012 per un aperitivo al bar, una selezione 2011 per un pranzo leggero con abbinamenti di mare e crostacei e una Riserva con qualche anno alle spalle (2009 o 2010) per una cena più importane ed elaborata o una serata a chiacchera…

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