
Le porte si aprono e si chiudono alle tue spalle, una guardia ti accompagna per corridoi freddi e austeri di una fortezza che ne ha vista passare di gente. La porta della cucina si apre e trovi più freddo che in una cella frigorifero. Poi ti fanno corona tanti volti di ogni età che ti guardano, questa sarà la mia brigata di cucina per un giorno e una notte. Presentazioni di rito, illustrazione del menù, i fuochi si accendono e tutto si scalda. (altro…)
Effetto strano trovarsi a scrivere e distribuire un comunicato stampa…però l’evento è di quelli importanti quindi quando ci va ci vuole! Lunedì prossimo su questo blog e su quello di
Even if we are talkin about Tuscan wines, It would be a pleasure to me to be guest of
Non solo il Picchi ne ha l’esclusiva a Firenze! Da Burde capita raramente di trovarlo è vero, ma su richiesta o in serate particolari…chiedetelo!
Siamo stati da Enrico la scorsa estate ed è stata una serata da non scordare, lo ritroviamo qui a Merano e ripropone con scioltezza impressionante molti dei piatti che lo hanno reso famoso e che valgono il viaggio a Montescano (PV) ovvero il “marchesiano” risotto di rapa rossa e gorgonzola dolce, la guancia di maiale con purea di rafano e la crema con crumble inglese e spuma di meringa. Nelle foto vedete la preparazione ma a noi interessano più due chiacchere con Enrico nel backstage e fare previsione se questa maledetta stella Michelin arriverà a fine mese oppure no…
Italo Bassi dall’
Comincia il liveblogging su Dissapore e Intravino, e noi andiamo dal PERSONAL chef
Ieri sera non solo grandi vini ma soprattutto grande apprezzamento da tutti i numerosi partecipanti alla serata “teatrale” (ci scusiamo se qualcuno è rimasto fuori!) Qui sopra vedete una inedita ma storica Ginestrata (brodo, burro, vin santo, una vellutata con uovo con spolverata di zucchero a velo e non solo, qui una
24 ristoranti rappresentati per un totale di 47 stelle Michelin, nonostante io abbassassi la media il parterre ieri da Pinchiorri era di quelli davvero memorabili, ma ancora più bella era l’atmosfera di famiglia che regnava con Giorgio, sua figlia, Annie, i cuochi i maitre e i sommelier giunti da ogni parte d’Italia per l’evento, ovvero la “prova su strada”, e che strada!, del gioiello di famiglia Cecchi, ovvero il Coevo, un ambizioso tentativo di riassumere la storia della Toscana del vino e di lanciare una sfida al futuro. Ieri per lo meno, vinta in pieno.
“Entri prego la stavamo aspettando“, detto così pare una frase da film horror Universal anni ’50, specie sulla porta di una ex-limonaia che illuminata ad arte pare proprio un castello con tanto di giardino bellissimo apparecchiato. Dentro sei subito davanti al forno e soprattutto, nonostante le