firenze

Borgogno Barolo Riserva DOCG 2003

Una freschezza e un fruttato sorprendenti per un’annata così calda e bistrattata come la 2003 che sa oggi dimostrarsi in stato di grazia. Giocoso, pieno, deciso ma già con la straordinaria nebbioleggiante eleganza del tempo che passa. Bocca morbido, senza eccessi alcolici che lascia un minimo di tannino che punte appena e che stempera il quadro di un vino molto vicino al proprio punto massimo di realizzazione, per tanto da bersi, ora nella sua ora più alta e comprensiva. (altro…)

Il Ponte tra Toscana e Lazio a Capalbio | La legge del Brigante e del Tempo

Maremma molto particolare quella dei dintorni di Capalbio con gusti mediterranei che risentono della leggerezza del mare per i bianchi ma soprattutto della ricchezza del clima e del terreno sui rossi. Il Ponte si fa conoscere a God Save The Wine con una sorprendente Ansonica e due rossi che scommettono su un gusto ricco e speziato che ancora sa sedurre. (altro…)

Cabernet in Toscana | Meglio di Bordeaux? Scopriamolo venerdì 17 febbraio a cena…

Cabernet in Toscana, sfida alla cieca per il taglio bordolese toscano che tanto piace nonostante tutto e ovviamente un intruso di Bordeaux e ammerigano a rovinare la festa…Tra i contendenti, Maestro Raro Felsina, Agripeccioli, Oro della Cercatoia di Moreno Sonatori, Valle del Sogno Brancatelli, Biondi Santi Montepaone, Bolgheri Terre del Marchesato…) e per concludere Grappa Alexander di Cabernet monovitigno tanto per gradire. (altro…)

Il Gran Bollito Piemontese e il Barolo, com’è andata

Sarà stato il freddo o l’eterno revival delle “buone cose semplici” ma venerdì scorso la serata Bollito-Barolo ha superato ogni aspettativa di affluenza (oltre 90 partecipanti) con quasi 100 kg di carne cucinata (tra i canonici 14 pezzi diversi), i quasi 10 litri di salse e oltre 60 bottiglie consumate tra Dolcetto (solo 10) e Barolo (tutto il resto). Un modo semplice per dimostrare che il Barolo può e deve essere bevuto più spesso? Di sicuro non si trattava di una cena normale nè di tre bottiglie normali. (altro…)

Barolo-Bollito | Il gran Bollito Piemontese alla prova del grande Nebbiolo di Borgogno venerdì 3 febbraio

Gran Bollito Piemontese e il Barolo di Barolo, ovvero Borgogno in una grande serata da ricordare! Avremo in tavola i famosi 7 tagli di carne, 7 ammenicoli e 7 bagne cui accosteremo 5 grandi vini ovvero il  Dolcetto d’Alba 2010, lo “scandalo” No Name 2005, il Barolo Riserva 2003 (spettacolare in questa fase evolutiva) lo storico Barolo Riserva  1998 e il classicissimo Barolo Chinato. (altro…)

Il vino che verrà è Maremma con Il Ponte da Capalbio il 26 Gennaio al God Save The Wine

A Capalbio, nel cuore della Maremma, nasce nel 1988 una piccola azienda agricola a gestione familiare che sceglie come nome “Il Ponte” inizialmente come fuga vacanziera al casale del podere maremmano e successivamente alla suggestione dell’elemento di unione tra uomo e paesaggio. Una piccola realtà fatta di attenzione amorevole ai prodotti interpretando il vino con vicinanza alla propria idea di familiarità e all’influsso benefico dell’assolata campagna toscana che potrete assaggiare all’Helvetia Bristol nel primo appuntamento del 2012 per GSTW. (altro…)

Bistecca e Champagne: si può fare? Ecco il responso…

La risposta, da libro di testo sommelier, sarebbe ovviamente no…troppa la succulenza della carne perchè la sola componente alcolica (peraltro sempre bassa) dello Champagne possa asciugarla in mancanza di tannino e troppa la differenza di corpo. Però… come spesso accade ci sono diverse considerazioni da fare per esempio il fatto che ci si possa accontentare ed essere felici di un abbinemento in cui la carne abbia il sopravvento e il vino si limiti ad assecondare e accompagnare il boccone senza poter aggiungere molto. Oppure si può considerare il fatto che quanto il boccone di carne comprende una buona percentuale di grasso allora la bollicina e le sensazioni agrumate di alcuni Champagne possano essere esaltate e giungere molto piacevoli. Nel nostro caso, il pubblico si è diviso in maniera quasi omogenea tra la Classe M, etichetta portabandiera dei vigneti di proprietà di Montaudon, e il 2002 deciso forte, di buon corpo e struttura (e anche alcol) che a livello di gusto accompagnava benissimo la carne anche se la sua forte acidità da 2002 risultata in contrasto con note della cottura della carne stessa.

La Classe M invece ha bollicina più lieve e soprattutto più corpo con un’acidità meno marcata e una gamma di sensazioni più morbide.

Buoni anche se molto inferiori, i risultati del Rosè di casa che per un 20% degli avventori era il vero Champagne da Bistecca della situazione… Serata stimolante e piacevole, ovviamente da ripetere finchè non troveremo un abbinamento azzeccato al 100%

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Il vino che verrà nel 2012 è Puglia con Cantele al God Save The Wine del 26 Gennaio a Firenze

Lu suli, lu mare e lu ientu” – il sole, il mare e il vento. E’ così che in una canzone viene descritta la magica terra del Salento, da dove proviene Paolo Cantele e la sua famiglia, terra  in cui negli ultimi anni la viticultura ha fatto grandi passi in avanti in termini di qualità e raffinatezza delle proposte che si trovano sul mercato come potrete rendervi conto il prossimo giovedì 26 gennaio all’Helvetia Bristol per il prossimo God Save The Wine. (altro…)

Il vino che verrà nel 2012 è Umbria con Arnaldo Caprai al God Save The Wine all’Helvetia Bristol

Nel cuore dell’Umbria, in un territorio unico quale quello del Montefalco, si trova la storica azienda della famiglia Caprai, che proprio sulla peculiarità della terra e dei luoghi fonda la propria identità, lavorando al meglio per valorizzarne le potenzialità ancora inespresse trasformandole in innovazione di metodo e di prodotto come potrete assaggiare con calma nel sontuoso Helvetia Bristol il prossimo giovedì 26 gennaio. (altro…)

Il vino che verrà è Irpinia con Feudi di San Gregorio il 26 gennaio a Firenze per God Save The Wine

Feudi di San Gregorio è l’azienda del sud non isolano che ha rigenerato la visione del vino mediterraneo, con un impegno quasi trentennale nella comunicazione della passione per l’uva delle terre campane e per l’identità di queste splendide terre. Animati dalla missione di salvaguardia delle radici dell’enologia di questi luoghi, senza trascurarne le potenzialità, l’azienda ha saputo donare nuova linfa alla ricerca delle modalità per valorizzare il potenziale di vitigni del Sud Italia come l’Aglianico, il Fiano di Avellino e il Greco di Tufo, investendo nella terra e nella tradizione secolare della viticultura irpina, e restituendo un futuro ad un patrimonio ambientale unico come potrete verificare il 26 gennaio di persona all’Helvetia Bristol. (altro…)