liguria

Vermentino 2022 Riviera Ligure di Ponente doc Rocche del Gatto

Al naso il primo movimento va verso i passiti: agrume candito, scorza, una dolcezza di frutta che non è zucchero. Sopra arriva il ventaglio di erbe aromatiche essiccate, menta, timo, mentuccia, un ricordo di basilico secco.

In bocca sta il lavoro vero. Vino quasi masticabile, estratto alto, ma a comandare è la sapidità: iodio, ostrica, una scia marina che si allunga fino a una chiusura salina con direzione, non un semplice picco.

Abbinamento: regge il piatto ligure classico, panissa compresa, anche se la logica chiederebbe qualcosa di più affilato. Qui la concentrazione sottolinea il piatto invece di accompagnarlo, con il rischio di prendere il sopravvento. Di fatto è un vino che sta in piedi da solo.

Pigato 2017 Rocche del Gatto Riviera Ligure di Ponente.

Colore evoluto, con un’ossidazione voluta che nasce dall’annata e dal metodo. Macerazione di tre settimane, cinque anni di bottiglia in più rispetto al Vermentino appena bevuto.

Il nome viene dai puntini sulla buccia dell’acino. La distanza dal Vermentino si sente subito: qui manca l’agrume maturo e la freschezza semiaromatica, al loro posto c’è la macchia. Salvia, rosmarino, camomilla, ginestra, fiori bianchi. Sotto, la parte salmastra, con il mare a 8 km in linea d’aria.

In bocca arriva tutta la fascia costiera ligure in una volta sola: terra, funghi, macchia, sale, fiori, pesca. Concentrazione alta con acidità intatta, che dopo tre settimane di macerazione è il risultato meno scontato. Tenuta straordinaria: bottiglie aperte da venti giorni ancora in forma.

In assaggio anche un Pigato 2008 fuori carta, dove l’evoluzione porta note di Armagnac.

Macajolo 2022 e 2006 Vini Liberi Ormeasco Rocche del Gatto

L’Ormeasco è il dolcetto in versione ligure, arrivato dal Piemonte. Dalla stessa uva nasce anche lo Sciac-trà, rosato da non confondere con lo Sciacchetrà delle Cinque Terre. Il nome del vino viene dalla macaia, lo scirocco umido che appesantisce le giornate liguri.

  1. Frutto centrale semplice, ciliegia e frutti di bosco, la complessità sta altrove. Ingresso quasi dolce, poi a centro bocca la frutta incontra la componente salina. Chiusura su iodio ed erbe aromatiche, timo e lentisco. Acidità sopra la media del vitigno, tannino stringente ma cordiale. Vino da tavola nel senso pieno: salumi, cacciucco, piatti di mare con il pomodoro. In questa versione niente rossese in uvaggio.
  2. Sedici anni dopo, altro registro. Naso etereo, eleganza fine più che potenza. Tutto si è ridotto e concentrato senza perdere niente: mare, balsamico, iodio, fiori secchi. La frutta è diventata confettura di fragola e frutti di bosco. Sotto, la resina di larice. In bocca non invade, sfiora appena il palato, e l’astringenza residua promette altri tre o quattro anni di bottiglia.

Il punto del confronto: un vino che arriva vivo a questa età senza correzioni, e resta esattamente quello che è.

Pigato Senza Tempo vino Bianco Rocche del Gatto 2011

Senza Tempo. Il nome da solo dice tutto, soprattutto a chi col tempo litiga ogni giorno. Nel 2011 Fausto vinifica questo Pigato, capisce che l’annata è fuori scala, fa le sue tre settimane di macerazione e lo mette in vasca per tenere insieme il frutto e la parte più fragile del vino. Poi non lo imbottiglia. Lo assaggia l’anno dopo, e quello dopo ancora, e ogni volta arriva alla stessa conclusione: questo vino ha un futuro davanti, chiuderlo adesso sarebbe sbagliato. Col vino ci parlava, letteralmente.

Arrivavo da lui alle dieci del mattino, un’ora e mezza dalle Langhe. Mi aspettava con i trabocchetti già pronti. Volevo gli evoluti e lui partiva dalle vasche che stavano ancora fermentando, ne apriva una, me la faceva assaggiare senza dire cosa fosse. Io mi entusiasmavo, e lui rideva: sei venuto per il Pigato e ti frego col Vermentino. Nel 2019 ha deciso. Lo ha imbottigliato sicuro che non sarebbe mai scaduto, e questo è il vino nel bicchiere stasera. Giallo dorato brillante, riflessi di topazio. La prima volta che l’ho fatto assaggiare ad Andrea gli ho detto che mi sembrava un anziano radioso, uno che arriva a ottantacinque anni luminoso e gioioso e porta luce in giro. Lui ha voluto farci un video, e il video ha fatto quattromila visualizzazioni. Il regista è sempre lui.

Venerdì 18 settembre Il tempo della Liguria

Una serata molto particolare per voi il prossimo venerdì 19 giugno… La dedicheremo insieme a Fabrizio Caneschi a Fausto De Andreis l’alchimista amorevole che ha creato vini liberi e indimenticabili per 35 anni a Rocche del Gatto ad Albenga dopo una vita dedicata alla meccanica: Vermentino, pigato , rossese e ormeasco nella sua visione sfidano il tempo e le stagioni carpendone la parte essenziale.

La assaggeremo insieme in una cena con menù tosco ligure e 6 grandi vini .

Menu

Panissa
Minestrone genovese al pesto
Testaroli alle noci
Scottiglia di carni bianche
Focaccia e caffè latte

Vini
Vermentino 2021 Riviera Ligure di Ponente doc
Pigato 2017 Riviera Ligure di ponente doc
Macajolo vdt 2022 Ormeasco
Pigato Senza Tempo Igt Liguria
Macajolo Vdt 2006 Rossese
Pigato 2004 Riviera Ligure di Piemonte doc

Menu completo e tutti i vini 55€ Info e prenotazioni 055317206 oppure via mail info@daburde.it

Un nuovo bicchiere Riedel per Krug Rosé Champagne

A Portofino per Krugxfish spazio non solo a musica e cibo ma anche per un approfondimento intrigante sulla degustazione dello Champagne Rose di Krug che in pochi conoscono davvero a fondo. Oggi non ci sono più scuse perchè Krug in collaborazione con Riedel ha prodotto un calice che affianca lo Joseph per la Grande Cuvèe e millesimati. Un calice con ampio bevante e ampie scanalature longitudinali per esaltare il lato fruttato e floreale e al contempo permettere di trasmettere quel particolare mix di complessità e leggerezza che rende questa cuvèe molto diversa da tutti gli altri Champagne Rosè.

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Krug X Fish e Swingrowers, musica e abbinamenti per la Grande Cuvée 166eme e Rosé 21éme edition

Indimenticabile e bellissima esperienza in quel di Portofino tra la Langosteria di Paraggi e il Castello Brown appositamente allestito per l’occasione con Olivier Krug e i Krug Lovers. “Racconti del Mare” è il titolo del libro appositamente pubblicato per raccontare le storie del mare e degli chef coinvolti nel progetto di abbinamento enogastronomico KrugxFish. Ma Krug da qualche anno è anche abbinamento musicale di qualità e per l’occasione abbiamo avuto il piacere di pranzare con la musica dei siciliani Swingrowers in sottofondo, davvero una bellissima scoperta.  (altro…)

Rucantù Tenuta Selvadolce Pigato 2007 Riviera Ligure di Ponente

Dolce e delicato, floreale tiglio e sambuco, leggero agrumato iodato salino in sottofondo, mare ed erbe aromatiche, bocca delicata esplosiva di aromaticità basilico, macchia mediterranea ginepro salvia, pesca bianca e ribes bianco, bocca che esalta e rimanda ai profumi del naso con maggfgior consistenza, pulito e finale croccante. (altro…)