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Château les Croisille Le Croizillon Cahors AOC Malbec 2018

Torniamo nella Francia continentale, e precisamente in Cahors, la regione del Malbec, origine del mito dei vini “neri” di questa zona. L’avventura della famiglia Croisille comincia nel 1979 quando Cécile e Bernard affittano una proprietà abbandonata nel terroir dei Causses de Luzech. Ristrutturano e ridanno vita a queste terre che diventano poco a poco delle particelle dove il Malbec è Re.

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Corso sul vino a Firenze a settembre

Vi abbiamo appena finito di presentare il nostro calendario di degustazioni per il prossimo autunno ma oltre a dove bere e degustare vi segnaliamo anche che a settembre inizieranno i corsi sul vino WSET a cura della nostra amica Bianca Mazzinghi che forse avete conosciuto nella recente serata dedicata alla Francia in trattoria. Si tratta di corsi dedicati ai professionisti ma aperti agli appassionati che vogliano imparare a degustare e conoscere il vino in maniera internazionale e non per forza legati alle dinamiche nazionali della nostra sommellerie.

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Domaine Antoine Arena Morta Maio 2017 Patrimonio AOC Nielluccio

Uno dei più grandi se non il più grande e celebrato vino di Corsica che nasce dal vitigno rosso tipico ovvero il nielluccio. In particolare questo Niellucciu di Antoine Arena, vignaiolo naturale emblematico della AOC Patrimonio proviene dalla vigna più antica della tenuta, di nome Morta Maio che sorse su terreno calcareo-argilloso e scistoso che ricorda il sottosuolo di Modigliana in Romagna, Montecucco in Toscana e il versante sud est di Montalcino.

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Domaine Nicolas Mariotti Bindi Mursaglia bianco 2018 Vin de France Vermentino

La Corsica è un territorio poco conosciuto ma che dà grandi vini. Per la cena in trattoria con BWine school l’abbiamo eletta protagonista! La storia di Nicolas Mariotti è iniziata da un sogno. Nicolas Mariotti Bindi non era destinato a diventare vignaiolo. Dopo gli studi in giurisprudenza, a Parigi, decise di cambiare orientamento e di tornare in Corsica e vivere la sua passione per la vigna.

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Domaine Bonnet-Huteau Les Bonnets Blancs Muscadet Sèvre et Maine 2018

Un vino classicamente destinato ad essere consumato con le ostriche ma che rispetto al clichèe in voga nel mondo qui viene portato ad alti livelli con la pratica biodinamica e l’attenzione in cantina e non svilirlo. Con il Domaine Bonnet-Huteau siamo in Loira, nella denominazione di Muscadet Sèvre et Maine. La famiglia Bonnet-Huteau gestisce i vigneti di 40 ettari da 4 generazioni. Si applica per sviluppare tutta la gamma di sapori dell’alta espressione del Muscadet Sèvre et Maine e ad esprimere la mineralità di ogni terroir : gneiss, micascisti, amfibolita e granito.

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Champagne Domaine de Bichery Les Fontaines Rosè Neuville sur Seine (Aube)

Siamo nell’Aube a Meurville , lui francese lei tedesca, piccolissima produzione e molto curata soprattutto con il pinot nero al centro delle attenzioni con la sua vinosità con coltivazioni in conversione biodinamica. Molto attenti al packaging e l’immagine ovviamente non da meno la cura posta nei vini. Questo rosè d’assemblaggio sfutta bene il pinot nero della zona per il suo colore corallo molto ricco che lo rende quasi un chiaretto di altre zone, oltretutto base 2015, annata straordinaria per i vini rossi in Champagne.

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Champagne Eliane Delalot Les Dionysiaques Nogent l’Artaud (Vallée de la Marne)

Eliane Delalot  ha sempre lavorato la terra a mano e sempre venduto le uve in questo paesino in fondo alla Valle della Marne quasi vicino a Parigi. La produzione in proprio parte pochi anni fa con il figlio professore di storia dell’arte che ha come linea guida proprio l’idea di produrre poco ma fare di ogni vino un’opera d’arte a cominciare dall’etichetta. Biodinamica per vigne che non hanno mai visto un trattore in vita loro, lavoro completamente a mano dal remuage al degorgement per solo 8mila bottiglie che valgono lo sforzo per cercarle e provarle.

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Champagne Etienne Sandrin A Travérs Célles Extra Brut – Aube

Delicatezza biodinamica ed eleganza da scoprire per uno champagne che si muove in punta di piedi ma sa farsi apprezzare e rispettare. Nella piccola produzione familiare a Cèlles nella Aube Anne e Étienne Sandrin, ingegnere agronomo lei, avvocato giurista lui, questo vino rappresenta per ora  la porta di ingresso e mostra il loro stile ovvero senza legno, dosaggio bassissimo e la voglia di trasmettere il territorio in maniera quasi sfacciata e diretta.

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Champagne Pertois Lebrun Le Fond du Bateau N. 10, base 2010 Choully (Côte des Blancs)

Di ritorno dalla Provenza, una famiglia di origini champenoise che decide di lavorare solo chardonnay e solo grand cru , vinificazione in cemento senza acciaio, barrique usate e foudre molto grandi e uova in grès con la fermentazione separata delle varie parcelle suddivise in vari villages della Cotes de Blancs. Per ora producono solo 20mila bottiglie vendendo gran parte delle uve che coltivano e l’attenzione che mettono è enorme.

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Champagne Domaine Dehours – Grande Réserve Mareuil-le-Port (Vallée de la Marne)

Un vino che dichiara subito di che pasta siano fatti gli champagne di Jerome Dehours con la predilezione per il meunier e la voglia di farlo apprezzare ad un pubblico sempre meno diffidente. L’assemblaggio di questo champagne è complesso e raffinato perchè partendo da una formula 60% Meunier 30%Chardonnay e 10%Pinot Noir si sceglie un lungo tempo sui lieviti, fino a 27 mesi a seconda dell’annata di partenza, ma soprattutto l’utilizzo di una solera (per almeno un 25% del totale) come vin de reserve, una solera nata 25 anni fa.

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