sangiovese

Il Marroneto Brunello di Montalcino DOCG 2016

Il Marroneto ormai non ha bisogno di presentazioni anche dopo il nuovo recentissimo 100 punti ricevuto da Monica Larner per Wine Advocate. Ma insomma, quando ne parlavamo io e Bonucci… Il Mori era lì ancora che si arrabbiava perché nessuno lo considerava i primi anni… Però diciamo che è la dimostrazione che, sì, in primis tutto: devi avere le vigne nel posto giusto. Ma la perspicacia, l’iper-perfezionismo e la combinazione anche di quello che è un po’ il gusto oggi, no? Che è cambiato.

E Alessandro è arrivato nel momento in cui già era chiaro quello che sarebbe stato lo stile dei vini di Montalcino nel futuro. Lui se la gioca sempre un po’ pericolosa: lui gioca sempre con un po’ di volatile, con queste note un pochino selvatiche. Ora lo dico, mi sente, mi ammazza… ma insomma, mi denuncia l’avvocato, quindi sicuramente mi arriva il mandato di comparizione!

Il Marroneto ha alcuni lievissimi difetti che sono proprio le cose che te lo fanno amare. Cioè quando ci metti il naso dentro, senti questa nota… questa viscera, questa nota ferrosa, ematica, rugginosa, questa nota appena un po’ d’acciuga, un tocco di liquirizia. Ti senti ovviamente la nota pepata, ovviamente anche qui una bella nota di incenso. Anche qui la componente fresca si sente, ma si sente anche una grande massa che proprio ha bisogno di questo leggero tocco di volatile per spingerlo verso l’alto.

Quindi un naso particolare, bello, che però deve piacere. E questo è la bellezza: Alessandro è riuscito a trovare una sua personalità che oggi sembra una cosa che si dice nei corsi, si dice ai master, ma è quello che vende: la personalità, la personalità, l’originalità. È ancora più difficile avere la propria originale personalità in un territorio che sembra aver detto tutto e che se sei troppo originale, in realtà non ti premia ma ti castiga.
Quindi, ecco, a Montalcino non pensate sia facile far vino, perché ti guardano tutti intorno col cannocchiale: ogni passo che fai, occhio a quello che fai!
Ma andiamo ad assaggiarlo. E così… in bocca è un vino con una dinamica per certi versi simile a quello classico versante nord come quello di Francesco Buffi Baricci, per altri è un pochino più magro, più asciutto, più fine, un po’ più esile. Se la gioca proprio in un’eleganza diversa. Un vino che forse anche a livello di longevità, forse, può pensare a una longevità un po’ inferiore. Però sicuramente un vino che… una di una larghezza, di una bevevolezza, di una capacità di stare a tavola veramente grande.
Un vino che ha un’impalcatura rocciosa, robusta, ma che poi nel bicchiere ha una dinamica di beva piacevolissima, freschissima, quasi da vino da tutti i giorni – a poterselo permettere, lo so: tutti noi apriremmo una bottiglia al giorno!
Però la bellezza dei grandi vini – e chi di voi ha bevuto grandi, grandissimi vini lo sa – non sono concentrazione, non sono importanza, non sono opulenza: sono piacevolezza di beva. Sono i vini che la bottiglia finisce in un attimo se sei in due, sono quei vini che proprio se ne vanno nel bicchiere.
E questo secondo me ha proprio questa grinta, però questa piacevolezza, questa dinamica, questa agilità. E questo finale veramente trascinante.

Podere Torcicoda Mario IGT Toscana Sangiovese 2024

Questo vino esprime il carattere giovanile del Sangiovese della Rufina e di Podere Torcicoda e rappresenta la versione giovane dell’Argomenna da vecchie vigne. Qui il Sangiovese si esprime con una bellissima nota di viola, tocco di lavanda, arancio sanguinello, ciliegia, fragola di bosco e petali freschi. Il sorso è la cosa più particolare perché sembrerebbe questo vino bianco, tanto è leggero, fresco e capace di abbinarsi benissimo agli antipasti, ma sa dire la sua anche sulla bella carne alla griglia, perché ha tanta acidità ma il tannino è veramente delicato e gentile.

Martedì 2 Settembre Cinemadivino in Romagna da Noelia Ricci con la nostra trattoria!

Inizia Settembre e se avete voglia di godere un poco del fresco dell’Appennino vi proponiamo una serata diversa dal solito con il cinema in cantina! il prossimo martedì 2 settembre saremo infatti per la rassegna Cinemadivino a cucinare presso la bellissima Tenuta Noelia Ricci in quel di Predappio (FC) prima della proiezione del film Challengers di Luca Guadagnino, tra i film visivamente più emozionanti degli ultimi anni con una tensione erotica palpabile e potente tra i rimbalzi del tennis. Cucineremo alcune delle nostre specialità più note e avrete anche una piccola grande anteprima della Schiacciata con l’uva, il dolce di stagione più buono che ci sia! In abbinamento i grandi vini di Noelia Ricci, la solida certezza del Predappio Godenza, la freschezza del sangiovese e l’astro nascente bianco da trebbiano “Bro“.

Ecco tutti i dettagli della nostra serata:

Cinemadivino torna in collina presso Noelia Ricci (Via Pandolfa, 35, 47016 Fiumana FC), in una villa ricca di storia all’interno di una tenuta che si estende per 140 ettari a Predappio, ai piedi dell’appenino Tosco-Romagnolo.



🎥il Film in Proiezione sarà Challengers (2024) di Luca Guadagnino. La trama segue la rivalità e la complessità dei rapporti tra due amici giocatori di tennis e la donna che li lega entrambi, esplorando il desiderio, la competizione e le relazioni affettive nel mondo dello sport professionistico.

🍷In degustazione saranno presentati tutti i vini della Tenuta Noelia Ricci

Godenza Sangiovese Predappio DOC 2022

Sangiovese Predappio DOC 2023

Bro Trebbiano Romagna DOC 2024

Il cibo sarà a cura della Trattoria da Burde

Pappa al Pomodoro (vincitrice Foodish) 8€
Cacciucco di Ceci 9€
Peposo alla fornacina e fagioli 12€
Lampredotto inzimino 10€
Schiacciata con l’uva (con crema all’anice) 6€


Programma:
ore 19:30 accoglienza e avvio degustazione
ore 21:30 proiezione film

🎟️Biglietti d’ingresso:

INTERO (con degustazione di tre calici di vino) 16€
SOLO FILM 8€

Riduzioni per chi viene con mezzi sostenibili, under 18, tesserati e soci di numerose associazioni convenzionate.
Info e prenotazioni: preferibilmente via WhatsApp +39 366 5925251 o anche presso la nostra mail info@daburde.it

Solo1 Davinum Toscana Igt 2021

Sangiovese e l’argilla, un rapporto complicato? Durante una serata dedicata ai vini di Davinum a Castelfiorentino, Mirko Niccolai ci ha raccontato l’eleganza possibile del sangiovese su questi suoli assaggiando il Solo1. Frutta rossa, menta, speziature balsamiche e pepate, basilico, tocchi di ebanisteria che grazie ad un bel legno ci innestano su un frutto potente e scuro.  

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d’Assolo 2018 IGT Toscana Tenuta l’Apparita

L’annata fresca, forse l’ultima di sempre, porta il sangiovese di Paolo Tronci verso eleganza e finezza notevoli. Il 100% di sangiovese di San Casciano in “assolo” mostra doti di frutto splendido e raffinato che dopo qualche anno in bottiglia mostra una bella evoluzione di spezia , pepe agrumato, sottobosco e balsamicità affiorante.

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Opal Igt Toscana 2024 Davinum sangiovese rosa

Opal è un Sangiovese in rosa di Davinum dotato di gentilezza e armonia dolce eppur sottilmente salato , un piccolo grande prodigio di tempismo che Mirko racconta nei dettagli in questo video. Siamo a Castelfiorentino terra di argille potenti per cui non basta certo anticipare la vendemmia per avere un grande vino rosa! Profumi di melograno, pesca, fragolina di bosco si mescolano ad arancio, viola e ciliegie classiche del sangiovese più altre note quasi piraziniche e tioliche di pesca e pomodoro. (altro…)

L’Or Già 2020 Igt Toscana Tenuta l’Apparita

Siamo a San Cascino, zona d’elezione per il sangiovese e Paolo Tronci fa nascere qui il suo progetto d’Assolo per un grande vino 100% sangiovese con affinamento in legno. Ma nella creazione del grand vin Paolo si accorge che il vino usato per ricolmare le botti, tenuto in acciaio, ha delle potenzialità notevoli come vino a se’ stante ed ecco che nasce L’or Già che nel nome vuole opporsi all’idea dell’assolo del sangiovese rappresentandone l’opposto…

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d’Assolo 2019 IGT Toscana Tenuta l’Apparita

L’annata grandiosa 2019 in Toscana ma non solo ha regalato vini straordinari e pulsanti di una vitalità impressionante. Questo 2019 di Paolo Tronci in quel di San Casciano ha frutto rosso e nero di notevole definizione, una solarità floreale e fruttata di marasca, melograno, ribes nero, viola, rosa e una componente agrumata felicissima.

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d’Assolo 2020 IGT Toscana Tenuta l’Apparita

La 2020 è l’annata in cui tutti siamo stati chiusi in casa o all’aperto in campagna a contemplare la natura che si prendeva una pausa dall’uomo e nel vino si è sentito tanto. Una sorta di pacifica setosità e tranquilla sostanza fruttata nitida e pulsante caratterizza i sangiovese del 2020 e a Tenuta l’Apparita Paolo Tronci. ha saputo trasmetterla al vino.

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Venerdì 28 Marzo Tenuta l’Apparita, D’assolo in verticale

Inizia la primavera e torniamo ad approfondire il discorso sulla Tenuta L’Apparita, con il d’Assolo in verticale. La piccola grande chicca di Paolo Tronci da 43 filari 100% sangiovese a San Casciano nella sua prima verticale di tre annate 2018-2019-2020 accompagnato dal nuovo vino d’ingresso L’Or Già della tenuta e un Cremant de Bourgogne Carte noire d’eccezione.

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