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La vera storia del Pugnitello

Finalmente tutta la verità sul perchè questo vitigno è stato abbandonato e altre storie sul Pugnitello raccontate da chi lo custodisce ovvero la comunità Slow Food del Pugnitello rappresentata da Simona Bellanova. Nel 2003 la Regione Toscana ha inserito il Pugnitello tra i vitigni che possono essere coltivati all’interno della nostra regione. Da quel momento c’è stata una progressiva diffusione e oggi lo zoccolo duro della comunità dei produttori si trova nella Maremma grossetana – parliamo infatti di “Pugnitello di Maremma” – perché è proprio in questa zona che è stato ritrovato il primo vitigno.
Perché il Pugnitello era stato abbandonato?
Questo vitigno ha caratteristiche molto particolari, sia positive che negative.
Dal lato positivo, dà luogo a vini estremamente corposi, concentrati, carichi di polifenoli e tannini. Tant’è vero che molti produttori della comunità producono vino senza solfiti proprio grazie a questa carica polifenolica e tannica, che permette pochissimo intervento in cantina. Il Pugnitello si adatta benissimo alla vinificazione e all’affinamento in legno – che resta il sistema prediletto – anche se alcuni produttori lo affinano in anfora o addirittura in cemento.
Il motivo dell’abbandono, però, è legato ad alcune difficoltà oggettive:
Resa bassissima: produce solo 40 quintali per ettaro, pochissimi rispetto ad altri vitigni. Anche in vinificazione la resa in termini di mosto – e quindi di vino – è molto bassa.
Grappolo piccolissimo: il grappolo di Pugnitello è “a pugno”, molto compatto, e misura appena 10-12 cm (contro i 20-22 cm del Sangiovese, per dare un’idea). Ha una buccia molto spessa che dà luogo a poco vino, ma molto concentrato.
Difficoltà di coltivazione: richiede una potatura a guyot, non può essere coltivato a cordone speronato perché non produce dalle prime gemme basali. Negli anni ’70, con l’abbandono delle campagne e la perdita di manodopera specializzata, tutto veniva convertito a cordone speronato per semplificare il lavoro. Nel cordone speronato, però, il Pugnitello non produce – o produce pochissimo – per cui è stato totalmente abbandonato.
Il recupero casuale
Fortunatamente questo vitigno è stato ritrovato casualmente all’interno di un vecchio vigneto. Da quel momento è stato rivalorizzato e oggi la comunità del Pugnitello dà la possibilità di tutelare la biodiversità e di dare spazio a un vitigno che ha caratteristiche molto particolari.
Viticoltori eroici
I produttori che coltivano il Pugnitello affrontano difficoltà non indifferenti. Io li definisco viticoltori eroici: date tutte queste caratteristiche – difficoltà di vinificazione, bassa resa, costi elevati – spesso altri viticoltori gli chiedono: “Ma perché non le tirate via queste viti? Danno una produzione così bassa, perché lo coltivate?”
Lo coltivano perché sono innamorati di questo vitigno e credono nel suo valore. Insieme a loro ci crediamo anche noi. Io non sono una produttrice: sono una sommelier, un’appassionata di vino. E siamo molto contenti di presentarvi questo vino, di darne diffusione e di regalarvi un momento di piacere.

Cosa fa la comunità Slow Food del Pugnitello?

Simona Bellanova è la la portavoce della **Comunità Slow Food del Pugnitello di Maremma**. Questa comunità è nata ancora prima di diventare ufficialmente una comunità Slow Food: è nata proprio come **comunità di idee**. Ci siamo conosciuti, incontrati, abbiamo scambiato idee tutti accomunati dall’essere **innamorati di questo vitigno**, dal riconoscerne il valore e dal voler dare luce e corso a questo progetto. Abbiamo trovato nel progetto Slow Food il modo di riunirci e quindi di dare comunicazione e diffusione al nostro lavoro. La comunità è stata costituita a **febbraio 2023**, è stata presentata a **Slow Wine** e attualmente conta **12 produttori** suddivisi fra le province di **Grosseto, Siena, Firenze e Livorno**.

Di questi 12 produttori, non tutti sono ancora in produzione: ci sono tre produttori che hanno il Pugnitello soltanto in vigna, non sono ancora usciti con il loro vino in bottiglia. E sono tutte **piccolissime produzioni**: si parla di appezzamenti di vigneto – come avete visto anche prima – da 1 a 2 ettari, tranne un’azienda un pochino più importante che fa parte della comunità, che ha un’estensione maggiore ed è collegata alla storia stessa della comunità.

Il Pugnitello è un vitigno che è stato ritrovato nel **1987** in un vigneto a **Poggi del Sasso**, nel comune di **Cinigiano** (zona Montecucco, per chi conosce la Maremma). Non essendo stato riconosciuto dal viticoltore, è stata chiamata in causa l’**Università di Firenze**, nella persona del **professor Scienza**, che in quel momento si stava proprio occupando del **recupero del patrimonio vitivinicolo toscano**. Il Pugnitello non è stato riconosciuto come vitigno già noto ed è stato inserito in questo progetto di recupero.

Il progetto ha portato alla creazione di un **vigneto sperimentale** su un terreno messo a disposizione dall’**Azienda Agricola San Felice**, che si trova nella zona del Chianti Classico e che fa parte anche della nostra comunità. Qui sono stati messi a dimora **oltre 270 vitigni a rischio scomparsa**, tra vitigni a bacca bianca e vitigni a bacca rossa. Tra i vitigni a bacca rossa ne sono stati scelti **30**, di cui fa parte il nostro Pugnitello. L’Azienda Agricola San Felice è stata la prima a credere in questo progetto, ha vinificato questo vitigno e a seguire c’è stata la diffusione in tutta la Toscana.

Nel **2002** il **MIPAAF** (Ministero delle Politiche Agricole) ha inserito il Pugnitello nel **Registro Nazionale delle Varietà di Vite da Vino**. Nel **2003** la **Regione Toscana** lo ha inserito tra i vitigni autorizzati alla coltivazione sul territorio regionale. Da quel momento è iniziata la diffusione e oggi la comunità del Pugnitello di Maremma riunisce produttori che, con passione e dedizione, danno voce a questo vitigno straordinario e a rischio di estinzione.

Venerdì 28 novembre Slow Wine con Pugnitello e Slow Food Firenze!

La serata di presentazione della guida dei vini più attenta al mondo e alla sostenibilità della produzione torna in trattoria a presentarsi in una serata in collaborazione con Slow Food Firenze.
Menu con presidi del territorio e ospite d’onore nei bicchiere la Comunità Slow Food del Pugnitello di Maremma con Sequerciani, Enoforia, Le Stadere e Poggiolella.

Menu
Crostino di cinghiale
Acqua cotta
Cianfagnoni alla bottarga di Orbetello (*)
Spezzatino di razza maremmana (*) e polenta biancoperla (*)
Necci alla farina dei Tecci di Calizzano e Muriandolo (*)

(*) presidio Slow Food

Enoforia
-Pugnitello 2020 Maremma Toscana DOC Pugnitello
-Pugnitello rosé 2023 IGT Toscana Rosato
Le Stadere
-Anaini 2021 Maremma Toscana DOC Pugnitello
-HEVA 2024 Toscana IGT Bianco BIOLOGICO, vinificato in bianco da uve rosse 100% Grenache noir
Poggio Lella
-Pugnitello Collezione 2021 Maremma Toscana DOC
-Vermentino 2022 IGT Toscana
Sequerciani
-Pugnitello 2022 Maremma Toscana DOC
-Vermentino 2024 Maremma Toscana DOC

55€ tutti i vini e menu completo, info e prenotazioni 055317206 o via mail info@daburde.it

Venerdì 21 Marzo La Primavera del Maiale con Slow food Firenze

Salutiamo la nuova stagione con la primavera del maiale con Slow Food Firenze e la Macelleria Mannori! Le specialità slow pratesi in tavola per il secondo dei nostri appunti con Slow Food Firenze. Abbinamenti enoici gustosissimi di territorio, Carmignano ma non solo..

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Venerdì 28 febbraio Carnevale con Slow Wine!

Come ogni anno, siamo ben lieti di ospitare in trattoria una delle presentazioni della guida Slow Wine! E siccome è Carnevale, ecco che la cena è dedicata al menu di questi giorni! Ovvero le mitiche Polpette di carnevale , la Minestra di pane , la grassa Pappardelle al cinghiale e lo spettacolare Lucio in umido di Paolo Gori. Non possono mancare i Biscotti di Prato fritti, perchè poi si sa, viene la quaresima con i suoi buoni propositi di rinunce…

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Giovedì 6 dicembre La Condotta Slow Food Firenze e il Terra Madre Day da Burde! Polpette e pecorino, Cecina e Azul e vini di La Querce dall’Impruneta

In tutto il mondo, in 160 Paesi, si festeggia la grande rete di produttori virtuosi creata da Slow Food nel 2004, quella che ogni due anni si riunisce a Torino ma che quotidianamente porta avanti un lavoro insostituibile per il futuro del pianeta: coltivare, allevare, trasformare, cucinare in modo “buono, pulito e giusto”.   Mentre milioni di persone cominciano a pensare ai menu delle feste natalizie e alle grandi abbuffate, a pochi giorni da Natale, Slow Food dedica, appunto, una giornata a “celebrare il cibo locale e a promuovere sistemi di produzione e consumi sostenibili”. Per Firenze la serata si svolgerà il prossimo giovedi 6 dicembre in trattoria da Burde!

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CentoCene Slowine De Bartoli, Occhipinti, Feudi, Bellavista e Conterno per una cena Slow con i fiocchi venerdi 23 gennaio

Come ogni anno presentiamo da Burde la guida Slowine di Slowfood con una pregiatissima selezione dei vini premiati. Stavolta Fabio Pracchia si è superato e dal Piemonte alla Sicilia saremo in grado di farvi assaggiare delle perle enoiche che “valgono il viaggio”. Sarà lui stesso insieme ad altri pregiatissimi ospiti a presentarvi i vini in una serata che si avvarrà anche di un menu tradizionale ma creativo a cura di Paolo Gori in cui non ci faremo mancare nulla…promesso! (altro…)

Giovinbacco anche in Toscana! Sangiovese di Romagna da Burde, offriamo noi e Costa Archi

Con piacere e legame storico forte (sapete vero che “Burde” deriva dal “Burdél” romagnolo?) partecipiamo quest’anno al GiovinBacco, annuale manifestazione che aiuta a conoscere uno dei nostri grandi tesori colpevolmente, soprattutto in Toscana, poco considerato ovvero il Sangiovese di Romagna ! In particolare da Burde potrete degustare gratis durante i vostri pasti il Sangiovese di Costa Archi. Vi aspettiamo! (altro…)

Cena Raccolta fondi per Terra Madre da Burde venerdì 28 settembre in collaborazione con Slow Food Firenze

In collaborazione con Slow Food Firenze una serata speciale in vista del Salone del Gusto per discutere e raccogliere fondi per una nuova agricoltura portata avanti dal movimento Slow in tutto il mondo, una serata insieme riflettendo sulle scelte di oggi di ogni giorno e dei nostri governanti. Mangiare e pensare, anche se non troppo, promesso! (altro…)