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Chianti Classico Gran Selezione Panzano DOCG 2012 Castelli del Grevepesa

Ecco un altro grande territorio del Chianti Classico con il famoso anfiteatro esposto al sud e il suo sole ma anche per l’estensione totalizzante dei vigneti in regime biologico. Altre caratteristiche che puntualmente ritroviamo in questa Gran Selezione sono la solarità del frutto e l’intensità di ciliegia, lampone fragola che esplodono al palato insieme a pepe nero, liquirizia tabacco sorretti sempre da un tannino abbondante ma non aggressivo.

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Chianti Classico Gran Selezione Lamole DOCG 2011 Castelli del Grevepesa

La più territoriale e particolare delle Gran Selezione di Grevepesa è da sempre quella “Lamole” frutto di uve provenienti da una delle zone più impervie ripide e rocciose del Chianti Classico. Sentori gessosi e floreali molto tipici con note di lavanda, viola mammola, petricore che arrivano un attimo prima del bel frutto rosso vivace e delle note di liquirizia e agrumi.

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Chianti Classico Gran Selezione Castello di Bibbione DOCG 2011 Castelli del Grevepesa

L’unica gran selezione di Grevepesa che paga un tributo ai vitigni internazionali con un saldo di Merlot a completare la ricchezza e la freschezza del sangiovese del Castello di Bibbione dei Marchesi Rangoni Machiavelli. Un pezzo di storia del Chianti Classico che è finezza eleganza  delicatezza con la barrique ad aiutare morbidezza e grazia.

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L’annata 2016 sul banco di prova! #ChiantiLovers domenica 12 febbraio a Firenze porta in assaggio i primi vini

Non capita spesso che il pubblico possa accedere alle anteprime solitamente riservate alla stampa…ecco perchè il pomeriggio di domenica prossima 12 febbraio è particolarmente importante e intrigante e come se non bastasse nei bicchieri avremo un’annata celebrata come grandissima già da agosto, decisamente molto in anticipo sui verdetti tradizionali. Ma domenica i primissimi responsi li avremo eccome e sarà ancora più interessante perchè avremo fianco a fianco produttori, appassionati e giornalisti professionisti del settore in questa impresa…

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Chianti Classico Clemente VII 2012 Castelli del Grevepesa

Un vino aggraziato potente ma sempre elegante fin dal 1988, anno in cui in piena epoca supertuscan si affacciò al mercato del Chianti Classico. Oggi è l’espressione dei vigneti attorno alla pieve di Campòli, da sempre terroir di elezione per un sangiovese corposo e ricco che ben si sposa con l’uso della barrique per una parte lasciando la freschezza e l’intensità del sangiovese esprimersi al meglio.

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Piccione, Cinghiale, Cibreo e … Gran Selezione Chianti Classico, come abbinarli

Nel corso della nostra serata dedicata alle Gran Selezione di Grevepesa del Chianti Classico Paolo Gori si è impegnato in una cena in cui sono andati in tavola alcune delle ricette toscane con più sfumature e alternanze dolce amaro sapido e acido, piatti complessi e molto particolari per gli abbinamenti che rendono possibili con vini un po’ speciali come sono le Gran SElezione.

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Perlato del Bosco Rosso IGT 2014 sangiovese 100% Tua Rita

Un sangiovese sorprendente tipico per vitigno ma anche capace di riflettere il territorio dove nasce. Colore e sensazioni aromatiche che richiamano Montalcino più che il Montecucco ma che lo inquadrano perfettamente nel vitigno. Viola, lavanda, fragole e lamponi con tocchi di tabacco anche se in versione più calda e mediterranea rispetto al suolo ilcinese.

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Redigaffi IGT Toscana Merlot 2014 Tua Rita

Da una costola del Giusto di Notri lasciato a parte e non assemblato con il resto, faceva parte delle sperimentazioni che erano in atto a Tua Rita all’epoca. Nel 1994 assaggiò Pinchiorri queste due barrique e lo volle in esclusiva per se’ e ci fece capire che valeva la pena pensare ad un vino autonomo. Ma non gli demmo l’esclusiva bensì solo una barrique mentre la seconda venne imbottigliata da noi come Redigaffi. (altro…)

Il Dolcetto gioca in casa domani 17 Novembre da Eataly Torino con Clavesana al God Save the Wine

Al ritorno del nostro Scudetto del vino i piemontesi giocano in casa e quindi all’attacco! Ecco perchè la mezz’ala destra della formazione che scenderà in campo a Torino per il Piemonte sarà un ruolo fondamentale che solo il Dolcetto potrebbe ricoprire…

Ci sono pochi territori di così abbacinante bellezza come quello in cui nasce il Dogliani, uno dei territori di eccellenza del Dolcetto, di certo una delle uve con il potenziale meno sfruttato d’Italia. In lontananza la vista delle Alpi innevate tutto l’anno e l’inizio delle colline che poi diventeranno Langhe per un territorio che ha visto nascere tanti protagonisti della storia del nostro paese. In mezzo a questo la fatica e il lavoro della coltivazione di quest’uva che richiede all’anno il numero più alto di ore lavoro per i contadini e che dona vini beverini fruttati e piacevolissimi ma anche qualche idea ancora da esplorare di longevità complessità e struttura. Clavesana è una cantina cooperativa dove confluisce il lavoro di 350 famiglie di “coviticoltori” che mettono insieme la loro esperienza e passione a dare una gamma di prodotti molto ampia che coprono ogni sfumatura della viticoltura fortemente autoctona di questa parte di Piemonte che copre ben 10 comuni: Belvedere, Clavesana, Cigliè, Dogliani, Farigliano, Marsaglia, Monchiero, Murazzano, Piozzo, Rocca Cigliè.

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Parliamo del ruolo in campo del Dolcetto con Anna Bracco, direttore.

 

1- E il Vostro Vino in che ruolo gioca? Raccontaci come giocherebbe un tuo vino sul campo da calcio dell’italia e a quale giocatore assomiglia...

Il Dolcetto (e quindi il vino che oggi ne deriva, il Dogliani docg) ha sempre svolto un ruolo fondamentale nella nazionale piemontese dell’enocalcio. Il Dolcetto non è un mediano, ruolo che casomai potrebbe spettare al Barbera, né un terzino fluidificante, posizione eventualmente adatta a vitigni come il Grignolino. Non è neppure un trequartista come il Barbaresco, né un’ala come certi Nebbioli del Nord.

Il Dolcetto è un 8, una mezz’ala destra, di quelle che Brera avrebbe chiamato “euclidea” per la sua capacità di tessere geometrie, di coagulare il gioco unendo tecnica e fosforo, visione e invenzione. Una mezz’ala che non vuole fare il 10, ma senza la quale il 10 non potrebbe giocare, né la squadra vincere. Un giocatore sapiente e affidabile, capace di fare gol ma anche di unire lo spogliatoio con il suo carisma sobrio e piacevole.

Il Dogliani ricorda Fabio Capello, piedi buoni e tempra d’acciaio, grinta, ottima visione di gioco e senso tattico. Quel Fabio Capello che con la maglia azzurra conquista un posto d’onore nella storia del calcio: il 14 novembre 1973 sigla il gol della prima storica vittoria dell’Italia a a Wembley contro l’Inghilterra. Ed è poi divenuto uno degli allenatori italiani più vincenti di sempre.

 

Avremo grandi ingredienti di stagione, funghi e tartufi, raccontaci il piatto con questi ingredienti dove il tuo vino ha dato il meglio di sè o la tua ricetta preferita!

Tajarin al burro e tartufo e Tajarin ai funghi, splendidi con il dolcetto!  I tajarin sono la pasta all’uovo dell’antica tradizione piemontese. Il termine “tajarin” significa tagliolini, un formato di pasta fresca all’uovo simile alle tagliatelle ma più fini, con una larghezza inferiore: le tagliatelle infatti sono larghe circa 1/2 cm mentre i tajarin sono larghi circa 3 mm. La ricetta tradizionale dei tajarin prevede l’utilizzo del solo tuorlo dell’uovo (e non delle uova intere) in proporzione variabile a seconda di chi li cucina, di 1 tuorlo ogni 100 g di farina fino ad arrivare a 40 tuorli per chilo di farina! I tajarin piemontesi vengono tipicamente conditi con sugo d’arrosto, ragù di frattaglie ma sono insuperabili da gustare con burro e scaglie di tartufo bianco o con un semplice sugo di funghi.

 

Vini in degustazione:

  • Clavesana Dogliani docg 2015
  • Il Clou Dogliani Superiore docg 2012
  • Allagiornata 110 (Dogliani Superiore) docg 2013
  • Olo Barolo docg 2011
  • Allagiornata 1053 (Langhe Pinot nero) doc 2014

 

Cantina Clavesana S.c.a.

Frazione Madonna della Neve, 19

12060 Clavesana (CN)

Piemonte

Italia

Rosso dei Notri IGT Toscana 2014 Tua Rita

Il manifesto programmatico di Tua Rita ancora più che il Giusto dei Notri perché incarna la piacevolezza e la pulizia estrema dei vini con una immediatezza e levità da vino da tutti i giorni. Naso accattivante e quasi imponente di frutto di bosco piacevolissimo nero e rosso ribes, prugna, pesca, con spezie lavanda macchia mediterranea, balsamico e tabacco.

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