Anteprima mondiale per i vini di Sebastian Nasello e Ugo Fabbri sull’Amiata, un crogiuolo di sensazioni terremotanti e suadenti come pochi ne abbiamo visto in Toscana di recente. Assaggeremo tutti i vini appena usciti sul mercato e qualche scorcio del prossimo futuro.
toscana
Chianti Classico “Monticello” 2019 Il Colombaio di Cencio
Il vino d’annata del Colombaio è un bel prototipo di Gallo Nero moderno fine e accattivante e che dell’agilità e della freschezza fa le sue note più importanti. Non lesina in struttura e intensità di beva perché il suolo arenario e calcareo dona profumi importanti ma anche tannino splendido per la tavola.
Barolo Paiagallo 2015 Mirafiore
Un cru di Barolo del comune di Barolo che proviene dalla vigna detta La Villa. Ci troviamo su una collina media (320-370 m slm) con esposizione est, e rappresenta uno dei migliori cru della DOCG per carattere fruttato e intensità aromatica. Questo 2015 riflette la grande e potente annata fatta di chiaroscuri aromatici intensi e potenti tra rosa, incenso, lavanda , frutta di bosco freschissima e definita e poi un bellissimo ventaglio di aromaticità suadente tra rimandi speziati pepe nero, cardamomo e un tocco di anguria.
Chianti Classico Riserva “Massi di Colombaio” 2016 Il Colombaio di Cencio
Un’annata straordinaria mette in bella evidenza le caratteristiche di Gaiole di questa azienda che si riflettono in un vino elegantissimo e avvolgente la cui nota principale eè la dolcezza e piacevolezza. Note di ciliegia, prugna e viola candita si mescolano a sottobosco, pepe, liquirizia e speziatura dal pepe al vetiver. Tannino piacevolmente fine e sottile al palato duetta con una sostenuta acidità mentre corpo e alcol ne smussano le note più ficcanti. Ottimo a tavola ma anche da bere per conto suo in questa fase evolutiva.
Venerdi 26 novembre Piemonte vs Toscana , Barolo vs Chianti Classico!
Torna la sfida tra il rosso toscano e quello piemontese, tra sangiovese e nebbiolo (e dolcetto…) in una lotta all’ultimo bicchiere che appassiona, ogni anno con vini più particolari. Stavolta di scena un celebrato cru di Barolo come il Paiagallo nella versione succulenta di Mirafiore e i Chianti Classico di Colombaio di Cencio che da Gaiole anno dopo anno stanno scalando le classifiche di gradimento del gallo nero. Ad aprire le danze un grande Vermouth di Torino al suo debutto. E in tavola ci sarà un menu a tutto classici…
Trattoria in vaso: Crostini ai fegatini
Cominciamo con questo articolo a presentarvi la nostra cucina in vaso con la salsa per i crostini ai fegatini, un grandissimo classico che vi abbiamo proposto in tante video ricette nel corso degli anni ma niente di così bello di questo video realizzato con Oscar Covini per TuscanyStory. Acciughe di quelle buone, fegatini di pollo, un poco di burro, capperi: fossero solo gli ingredienti a fare una ricetta non sarebbe così difficile rifarli a casa…
Baron’Ugo Igt 2016 Toscana Monteraponi
Il sangiovese di razza raddese mostra i muscoli e la piacevolezza in un connubio entusiasmante con questa 2016, forse la migliore delle edizioni tutte comunque maiuscole del Baron’Ugo di Michele Braganti. Quasi completamente 100% sangiovese tranne qualche grappolo di cannolo e colorino, ha un colore ricco ma sempre netto e trasparente con riverberi violacei e lampi azzurri di freschezza. Al naso è grintoso, agrumato e con un frutto rosso in confettura e di frutta di bosco fresca.
Brunello di Montalcino 2016 Baricci
Un vino entusiasmante che sfrutta a pieno le meraviglie della 2016 per un vino profondamente identificato con il versante nord di Montalcino dove giaccione le vigne da cui nasce. Naso mentolato e scolpito nella pietra, ribes rosso e pepe nero, grande succo di mirtillo e visciole, sorso che incalza e dispiega il suo ritmo in maniera convincente, finale sontuoso e denso, materico ma sempre arieggiato dalla freschezza giusta.
Brunello di Montalcino 2016 Le Ragnaie
Questo 2016 de Le Ragnaie è un compendio tra versante nord e sud con il passo del Lume Spento a dividere le vigne di Riccardo Campinoti ed è perfetto per esemplificare la bellezza di lavorare unendo più vigne a Montalcino. Il 2016 etichetta bianca di Riccardo è stiloso dolce ma piccante, pepe nero, mirtillo e ribes.
Brunello di Montalcino 2016 Le Chiuse
Davide Bonucci introduce il Brunello di Lorenzo Magnelli, sempre più protagonista della denominazione dopo che per anni ha fornito le uve per la riserva della famiglia Biondi Santi (con cui è imparentato da parte della madre). Ma non c’è traccia del legame ormai perché Lorenzo grazie all’età delle sue vigne e la posizione baciata dal nuovo clima ogni anno produce da almeno un decennio i Brunello più intriganti del panorama ilcinesi. Questa 2016 è la migliore finora e detta nuovi standard per la cantina.