Appena uscito sul mercato, questo Carmignano si mostra subito pieno e deciso al naso con un mix di frutta di bosco davvero irresistibile dal mirtillo al ribes nero passando per more di rovo cui si aggiungono tocchi di caramello da merlot e refoli balsamici da cabernet. (altro…)
vino
Gabriele Mazzeschi Syrah “Commendatore” 2013 Igt Toscana
La sorpresa del verdetto da “Il Gusto dei Guidi”, che lo ha visto degustato alla cieca finire al secondo posto tra tanti supertuscans ben più blasonati, non coglie impreparati chi lo assaggia perché vino davvero irresistibile fin dal naso con quelle sue note così tipicamente syrah che viene da morderlo. Ribes nero, pepe ed in più una nota ferrosa che lo avvicina molto a Cortona, la zona aretina del resto più nota per questo vitigno. (altro…)
Fabrizio Pratesi Carmignano 2005 DOCG
Uno dei primi Carmignano con l’idea di riserva nell’aria ma non ancora in etichetta ma nella testa di Fabrizio Pratesi e nella scelta delle uve. All’epoca in azienda era ben più importante il “Super” Carmione… Ma riassaggiando oggi questo 2005 è piacevolissimo e illuminante. Ottima la definizione del frutto che al palato è morbido di ciliegia amarena e mora di rovo contornata da una delicata spaziatura e pepe. (altro…)
Tunia Cantomoro 2009 IGt TOscana
La Val di Chiana regala un piccolo angolo adatto anche all’ubiquitario cabernet sauvignon vinificato con una lunga macerazione sulle sue bucce. Prima annata per un vigneto impiantato nel 2005 ma già bella la concentrazione e sbalorditivo il colore che svela ancora note di porpora. (altro…)
Fabrizio Pratesi Carmignano IL Circo Rosso Riserva 2012
Territorio impervio quello della riserva per il Carmignano ma con colleghi di denominazione che sono riusciti a realizzare dei classici senza tempo. Promettentissimo anche questo 2012 di Fabrizio Pratesi che avvolge il naso in un incantevole bosco di spaziature finissime e rimandi balsamici appena in via di evoluzione ma che restano sempre di rincalzo ad un frutto fresco e ben scolpito tra amarena, arancia sanguinella, liquirizia, bergamotto. (altro…)
Gabriele Mazzeschi Foramacchie 2013 Igt Toscana
Il sangiovese di Gabriele è un sangiovese di carattere rustico sapido e coinvolgente già dal naso strepitosamente floreale di viola e fruttato di ciliegie e fragole. Bello anche il palato con sapidità e tannino ben dosati che rinnovano le sensazioni aromatiche di continuo accompagnato il sorso davvero compulsivo. (altro…)
Chiassobuio 2010 Tunia IGT Toscana
Un vino che da Arezzo dove viene prodotto strizza l’occhio alla Toscana più classica centrale e che restituisce un’idea di sangiovese a metà tra il Chianti e Montalcino. Vinificato in acciaio e in parte in rovere e con un saldo di canaiolo e colorino che lo completano in colore e in speziatura, è un vino molto pacato ed equilibrato con un tannino ancora acceso che lo rende ben abbinabile a molti piatti della tradizione. (altro…)
Tunia Chiarofiore 2012 Igt Toscana
Uno degli orange wine più famosi d’Italia ha casa proprio in Val di Chiana grazie a Francesca e Chiara Di Benedetto che a partire da Vermentino e Trebbiano compiono una delle poche magie di questa tipologia ovvero coniugare naso ossidativo da sherry vin santo con note di mallo di noce, castagne, agrumi canditi con una bocca pulsante e viva. Morbido ed equilibrato eppure fresco, un vino che scorre veloce ma sempre nuovo ad ogni sorso sopratutto se gustato a temperatura da rosato o chiaretto in modo che possa allargarsi su tutto lo spettro olfattivo di cui è capace. (altro…)
Gabriele Mazzeschi Mezzavia 2014 Igt Toscana
Gabriele ci racconta la sua avventura nel vino a partire dall’agriturismo di famiglia a Castiglion Fiorentino Le Capanne. Il vino d’ingresso alla tenuta è questo bianco trebbiano malvasia erede della tradizione del vino bianco toscano da tutti i giorni ma in chiave molto più attuale, pulita e saporita. (altro…)
Le mie cinque stelle per il vino sulla Guida di Repubblica ai Ristoranti di Firenze Toscana, da domani in edicola!
So benissimo che non sentivate bisogno di un’altra guida sui vini della Toscana ma nonostante tutto quest’anno ho deciso di accettare l’invito a scriverne una che fosse esclusivamente centrata sui miei assaggi e sui miei gusti ma che soprattutto potesse essere letta e usata da tutti i curiosi di questo enomondo, non soltanto sommelier e appassionati già esperti. Ecco perchè quando Repubblica mi ha chiamato lo scorso inverno non ho faticato molto ad accettare, l’idea di parlare ad un pubblico più ampio ti costringe ad usare un linguaggio diverso e ad essere più aperto di mentalità con un taglio che abbracci sia i vini icona che i vini da tutti i giorni. (altro…)