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I video girati durante le degustacene e non solo!

Brunello di Montalcino 2020 Molino della Suga

Ivan Giuliani in questo vino trova la giusta misura appunto per il 2020 con un Brunello che sa di confettura di frutti di bosco, di potpourri floreale, di fiori di campo, di rosa e di sacrestia, ovvero incenso e toni legnosi di grande eleganza. Al sorso ha un tannino grintoso come si richiede a un Brunello, ma dotato di quella grazia speciale che ha il 2020 con le sue punte di ariosità fruttata e quel potere floreale che li rende molto più lievi e sottili rispetto alla media delle ultime annate di Brunello.


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Terre alte di Pietramala Rosa Via Le Pangarine 2023

Pinot Grigio ramato delle terre alte di Pietramala 2023. Un bellissimo colore ambrato-grigio-ramato – chiamatelo come volete – ma effettivamente è il classico del Pinot Grigio ramato. Naso sfaccettato e variegato con note di melograno, tabacco, frutta di bosco, foglie secche, erbe aromatiche di montagna, ginepro e una speziatura particolare che è tipica del Pinot Grigio, qui elevata a un’intensità notevole grazie alla grande freschezza. Sorso di intensità, spessore e anche un discreto corpo ne fanno un vino davvero da tutto pasto. Da noi ottimo anche sui pizzoccheri alle castagne del Mugello con il formaggio del caseificio Bacciotti e i marroni di Simone Menichetti.

Pietramala Bianco Via Le Pangarine 2023

Il grande bianco italiano probabilmente nascerà da Trebbiano e Pinot Bianco, così come sta accadendo ad altissimi livelli in Alto Adige, e come dimostra anche questa bellissima prova di Simone Menichetti nelle terre alte di Pietramala. Qui siamo a Firenzuola, quasi a 1000 metri, e il Pinot Bianco si esprime con grazia ed eleganza, ma soprattutto con una forza impressionante. Vinificato in damigiana

Naso di lime, agrumi sfaccettati e yuzu, erba di montagna, fiori di sambuco, camomilla selvatica, mela verde, una bellissima nota floreale di glicine, prunus, biancospino e resina di abete. Fresco, acido, ma anche minerale. Un sorso davvero shockante che ti colpisce e ti asfalta quasi il palato, tanto è acido e travolgente. Ottimo sul pane di cinghiale dell’Artusi che Paolo Gori realizza in base al ricettario storico, ma in generale un vino capace di attraversare tanti momenti e tanti piatti grazie alla sua freschezza e sapidità travolgente ma mai aggressiva.

Istine Chianti Classico Gran Selezione CasaNuova dell’Aia 2021


Angela Fronti sa il fatto suo e con questa Gran Selezione di Radda dimostra che quando gioca in casa ha veramente pochi paragoni. Colore limpido e intenso, naso cangiante di viola e di frutta scura di bosco tra mora, gelso, ribes nero e tante spezie un po’ esotiche un po’ no, tra tabacco, liquirizia e olive. Al sorso è piccante, dinamico, intenso, con una soavità che gli deriva dall’annata e una profonda lunghezza sapida e rocciosa che deriva dalla sua giacitura e dalle caratteristiche classiche di Radda ovvero freschezza, acidità, trasparenza.

Bakkanali Rosa 2023 IGT Toscana Amiata

Colore fresco e vivace, color e profumo di succo di lamponi e una freschezza invitante che lo dipingono subito come il vino che tutti oggi vorrebbero fare. Un vino davvero di montagna, vulcanico addirittura: siamo sull’Amiata e Bakkanali Rosso 2023 è veramente un vino irresistibile, fresco, fragrante, con un sorso per niente banale che si abbina benissimo alla cicoria alla griglia e ai fichi, abbinamento goloso per un vino straordinariamente piacevole e dotato di spessore non banale.

Champagne Millesimè 2016 Collet

L’annata 2016 in Champagne è stata preceduta da un inverno e una primavera piovosi che hanno rallentato la crescita delle viti, seguiti da un’estate calda e soleggiata che ha favorito una maturazione completa delle uve. Un bel contrasto climatico che ha portato a vini ricchi, maturi e con una notevole profondità aromatica come si riflette in questo 2016 di Champagne Collet, a leggera maggioranza di pinot nero. Ancora in fase giovanile ma già di bel carattere. Note belle e intriganti da confettura di frutta quasi tropicale, lamponi, rabarbaro, pepe bianco, muschiato, soavità floreale di zagara e biancospino in una bella spinta dello chardonnay. Sorso di intensità e succulenza già belle definite, componente umami sapidità iodio e salsedine davvero percepibili con anche frutta secca e arachidi. Finale che spinge disseta e stuzzica, un grande vino e un grande champagne da bistecca alla fiorentina.

60% PINOT NOIR – 40% CHARDONNAY
L’espressione di un’annata eccezionale nei terroir della Maison COLLET.
INVECCHIAMENTO (ANNI) 7
DOSAGE 7gL
ASSEMBLAGGIO DI 9 PREMIERS E GRANDS CRU :
Mailly-Champagne, Verzy, Villers-Marmery, Ambonnay, Aÿ, Chouilly, Cramant, Avize e Oger.

Autograf Gitana 1953 eteasca regala & chardonnay 2022

Un piccolo tocco di chardonnay (20%) non inficia la splendida resa di questo bianco dallo stile nord europa con fresche note di rafano, menta, timo e poi dolcezza di sambuco , pompelmo rosa e agrumi ben dosati. La bravura di Gitana si mostra molto bene al palato dove non ci sono concessioni alla dolcezza e il ritmo rimane serrato e ricco con un finale in crescendo su sapidità e aromaticità balsamica.

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Pinot Nero 2019 Grazioli

La 2019 per adesso rappresenta per Mattia Grazioli il concetto più completo per il suo vitigno preferito e nei bicchieri rappresenta un bell’omaggio alla regione dove questo vitigno è diventato re indiscusso dei rossi mondiali. Naso con bellissima florealtà di rosa e anche gelsomino, un bellissimo agrumato, tabacco, tocchi di oliva e tapenade, ciliegia e mirtillo.

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Lupi de Gitana 2018

Un blend raffinato e importante di cabernet, merlot, saperavi mette a confronto lo storico e ricchissimo di aromi e rimandi balsamici saperavi con la regale aristocratici del cabernet con il merlot a fare da tappeto aromatico dolce, questo l’obbiettivo di Gitana 1953 con questo vino. Il risultato è un vino importante e ricco con una componente aromatica piccante e raffinata con frutta di bosco, tamarindo, tostature dolci di legno e caffè, note pepate, alloro ed eucalipto, un filo di caramello. Al sorso ha forza e struttura che nel piatto richiedono intensità e succulenta e la faraona alla ciliegie di Paolo Gori ha retto benissimo!

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