Degustacene da Burde

Serate da Burde in compagnia di buoni vini e buon cibo…o così speriamo!

Terre alte di Pietramala Pinot Nero Malapietra 2023

Simone Menichetti trova con questa annata la quadratura del cerchio del suo pinot nero appennico (siamo quasi a 1000 metri…) ngrazie a una doppia vendemmia: una anticipata per preservare l’acidità e una più tardiva per avere un pochino più di corpo e struttura, e un preciso affinamento in legno che lo esalta alla maniera borgognona senza appesantirlo alla maniera, diciamo, toscana finora utilizzata.

Naso di frutta di bosco, mirtillo, ribes rosso, more di rovo, gelso nero, lampone di montagna, muschio e anche tanta speziatura un po’ orientaleggiante: bergamotto, china, pepe rosa, liquirizia. Tutto giocato in chiave fresca, aromatica e briosa. Ciò che veramente lo rende indimenticabile è il sorso, dove si alternano una bellissima freschezza di montagna appenninica e un corpo, una struttura dove il dente affonda volentieri, ma l’eleganza è sempre l’aspetto principale. Ottimo sulla faraona di Paolo Gori con le patate di Firenzuola. Grande anche sui pizzoccheri del Mugello fatti da Paolo utilizzando i formaggi di Bacciotti.

Rosso di Montalcino 2022 Molino della Suga

Bellissimo il colore di questo Rosso dal Molino della Suga, casa madre Bonacchi: fresco, fragrante, classico sangiovese di zona un po’ più calda e con un naso invitante, macchia mediterranea, lamponi e fragole e una bella nota anche di lavanda mista a qualche erba balsamica. Sorso scattante, fresco, immediato e con una salinità agrumata che fa salivare e lo rende ottimo su un cacciucco di ceci, ma anche su qualsiasi piatto di carne bianca mi venga in mente. Ivan Misuri enologo premio Gambelli dimostra che anche su scala ampia si può lavorare benissimo esaltando il territorio


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Gabriele Mazzeschi Commendatore 2023 IGT Toscana

Il Commendatore 2023 di Gabriele Mazzeschi è un vino che nasce da un’annata tutt’altro che semplice. La 2023, infatti, non è stata una vendemmia di grande intensità o concentrazione. È stata un’annata più leggera, con sfide importanti in vigna: l’andamento climatico ha richiesto attenzione, misura, capacità di ascolto. E Gabriele, con il suo tocco sempre più misurato e maturo, ha saputo trarne un’espressione originale e decisamente interessante.
Già al naso si percepisce una direzione nuova: meno muscoli, più cervello. È un vino che si muove con eleganza, con note nordiche, quasi atlantiche, che ricordano il pepe nero croccante, una sottile sfumatura di peperone arrostito (ma solo accennato, come se passasse sul fondo), e poi quel classico tocco di cassis, di ribes nero e succo di mora, che ci riporta alla tradizione del Syrah di collina, più agile che potente.
Un dettaglio non da poco: il legno è usato con intelligenza e discrezione. Non c’è sovrastruttura, non c’è trucco. Si sente che Mazzeschi ha raggiunto un equilibrio molto più fine e consapevole nel suo uso della barrique: accompagna, non copre.
In bocca il vino conferma l’impressione: è fresco, scattante, quasi nervoso nel suo slancio giovanile. Meno denso rispetto ad altre versioni del Commendatore, ma per questo forse ancora più interessante: si muove rapido, snello, con una tensione dinamica che lo rende stimolante e vivo. Ha bisogno di un po’ di tempo in bottiglia per distendersi, certo, ma già ora regala un’idea chiara della sua natura: un figlio diretto, schietto e immediato del 2023, senza compromessi, senza maquillage. Curiosamente, si è rivelato sorprendente anche con piatti dalla spalla gustativa più ampia, come la pasta asciutta Fabbri con i “dentri” di Paolo Gori con note amarmognole quelle sfumature più ferrose, amaricanti, come fegato, radicchio o frattaglie delicate. È proprio in questi abbinamenti più audaci che la leggerezza del vino gioca di contrasto e pulizia, regalando un’esperienza meno convenzionale.

Mistikos Poggio dell’Occhione Syrah 2021 Scansano (GR)

Questa prima vera annata del Syrah di Stefano Colloca a Scansano ha profumi intensi di macchia mediterranea con evidenti note di violetta e ribes nero. Emergono ricordi di sottobosco con sfumature di liquirizia, olive, mirto, alloro e timo. Accenni agrumati che impreziosiscono il quadro olfattivo.
Grande complessità e sensazioni autentiche al palato in cui ritornano le note di sottobosco e liquirizia, con un carattere che rivela anche una componente più fresca e “nordica” – eleganti sentori di verbena e bergamotto che conferiscono raffinatezza al sorsso.
Un vino che esprime una doppia anima: da un lato l’eleganza e la verticalità tipica della Syrah del nord Rodano , dall’altro la solarità e la mediterraneità della Maremma e del territorio di Scansano. Un equilibrio affascinante tra freschezza e calore, tra Nord e Sud, che si aggiunge alla naturale spina dorsale verticale del vitigno.

Stefano presenta così la sua idea iniziale di Poggio dell’Occhione

Chianti Classico Poggio ai Mori San Donatino 1996


Al termine della serata dedicata a Giulio Gambelli abbiamo aperto questo 1996, un Chianti Classico che mostra quanto Giulio Gambelli fosse eccezionale nell’assemblare i vini dell’annata e che non fosse particolarmente interessato a puntare su riserve, selezioni o super tuscan si voglia. La sua bravura, e qui si sente benissimo, era quella di permettere ogni anno di avere un’espressione artigianale perfetta, efficace, e a distanza di trent’anni questo vino sta qui a dimostrarlo. Il vino nasce da una vigna di cui, racconta Mathieu Ferrè che l’ha avuto come enologo, si era innamorato guardandola da lontano. Oggi ha note di sottobosco, di ciliegie sotto spirito, amarene, cipria, cuoio e una sensazione di juta di cantina, di una certa polverosità, cenere spenta e ancora una bella sensazione però di frutta in abbondanza in tutto. A sorprendere soprattutto il sorso dove il vino si mostra misurato con un tannino elegante, fine, distinto, ma con ancora una dolce dolcezza finale, un pezzo di frutto che impressionano. Un vino dotato di una sapidità pazzesca e della capacità di abbinarsi praticamente a qualsiasi cosa, ma anche di farsi apprezzare per la sua semplice eleganza e carattere inconfondibile

Brunello di Montalcino 2020 Molino della Suga

Ivan Giuliani in questo vino trova la giusta misura appunto per il 2020 con un Brunello che sa di confettura di frutti di bosco, di potpourri floreale, di fiori di campo, di rosa e di sacrestia, ovvero incenso e toni legnosi di grande eleganza. Al sorso ha un tannino grintoso come si richiede a un Brunello, ma dotato di quella grazia speciale che ha il 2020 con le sue punte di ariosità fruttata e quel potere floreale che li rende molto più lievi e sottili rispetto alla media delle ultime annate di Brunello.


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Terre alte di Pietramala Rosa Via Le Pangarine 2023

Pinot Grigio ramato delle terre alte di Pietramala 2023. Un bellissimo colore ambrato-grigio-ramato – chiamatelo come volete – ma effettivamente è il classico del Pinot Grigio ramato. Naso sfaccettato e variegato con note di melograno, tabacco, frutta di bosco, foglie secche, erbe aromatiche di montagna, ginepro e una speziatura particolare che è tipica del Pinot Grigio, qui elevata a un’intensità notevole grazie alla grande freschezza. Sorso di intensità, spessore e anche un discreto corpo ne fanno un vino davvero da tutto pasto. Da noi ottimo anche sui pizzoccheri alle castagne del Mugello con il formaggio del caseificio Bacciotti e i marroni di Simone Menichetti.

Pietramala Bianco Via Le Pangarine 2023

Il grande bianco italiano probabilmente nascerà da Trebbiano e Pinot Bianco, così come sta accadendo ad altissimi livelli in Alto Adige, e come dimostra anche questa bellissima prova di Simone Menichetti nelle terre alte di Pietramala. Qui siamo a Firenzuola, quasi a 1000 metri, e il Pinot Bianco si esprime con grazia ed eleganza, ma soprattutto con una forza impressionante. Vinificato in damigiana

Naso di lime, agrumi sfaccettati e yuzu, erba di montagna, fiori di sambuco, camomilla selvatica, mela verde, una bellissima nota floreale di glicine, prunus, biancospino e resina di abete. Fresco, acido, ma anche minerale. Un sorso davvero shockante che ti colpisce e ti asfalta quasi il palato, tanto è acido e travolgente. Ottimo sul pane di cinghiale dell’Artusi che Paolo Gori realizza in base al ricettario storico, ma in generale un vino capace di attraversare tanti momenti e tanti piatti grazie alla sua freschezza e sapidità travolgente ma mai aggressiva.

Venerdì 24 Ottobre Che Syrah sarà: Rodano vs Toscana

Torna il prossimo venerdì 24 ottobre l’appuntamento annuale dedicata alla syrah! Il nostro Gabriele Mazzeschi presenta il suo nuovo metodo classico e mette il suo “Commendatore” insieme al nuovissimo Mistikos di Stefano Colloca in quel di Capalbio contro tre brillanti produttori del Rodano ovvero Noel Bouchard e il suo Le Roquette Cornas , Domaine de La Sarbeche con il Saint Peray blanc e Cave del’Iserand Les Sabots de Coppi con il loro Saint Joseph..

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Pan lavato e olio nuovo

La prima ribollita
Pasta coi dentri
Peposo di cinghiale e pure alle castagne
Gattó


Vini in abbinamento
Gabriele Mazzeschi Metodo Classico
Domaine de la Sarbéche Saint Peray 2023 blanc
Gabriele Mazzeschi Commendatore IGT 2023
Poggio dell’Occhione Mytikos Syrah Capalbio 2021
Joël Bouchard Le Roquette Cornas AOC 2022
Cave de L’Iserand Les Sabots de Coppi Saint Joseph AOC 2022

Prezzo cena completa con tutti i vini in abbinamento e libro  65€

Info e prenotazioni info@daburde.it  oppure via telefono allo 055317206.