La questione del bio sì bio no e dei legittimi dubbi che una simile diatriba suscita, cadono d’un tratto quando i vini sono di qualità indiscutibile, quando affascinano e rapiscono. Sabato a Vinitaly preparatevi ad assaggiare tra i migliori esempi di questo tipo di viticoltura e filosofia produttiva, Syrah, Sangiovese, Merlot: poco importa il vitigno quando il terroir si esprime a questi livelli ve l’assicuro!
Ecco la lista: (altro…)

Forza ed eleganza insieme, naso con tracce di legno (vaniglia, cannella, noce moscata) ma frutto esuberante e carnoso di fragola in confettura, lamponi .
Di una sontuosità e di una eleganza poco immaginabili! Naso profondo ma delicato di poutpourri floreale, liquirizia, cardamomo, bellissimo tabacco, frutta sotto spirito, un Brunello classicissimo e che ti conquista immediatamente.
Azienda sempre volentieri tirata in ballo per ogni problema di Montalcino, spesso ci si dimentica di quanto abbia fatto per il Brunello e di quanto in genere il vino toscano debba a questa realtà “monstre” piombata nella sonnolenta campagna ilcinese nella seconda metà degli anni 70. Ascoltiamo Tommaso Bucci, direttore tecnico, che ci racconta i primi anni di storia e soprattutto cosa successe nel 1995 quando si cominciò a pensare al Brunello del terzo millennio… 
Vino d’ingresso a San Guido, cabernet in prevalenza su sangiovese, un supertuscan al contrario d’altri tempi. NAso quasi esclusivo “cab” con cassis, mora, mirtillo, pepe leggero, floreale rosso.
Una di quelle annate che ti riconciliano con il Sass (se mai uno se ne era allontanato) e che speri di trovare per farne capire la grandezza mediterraniea.
Cena biodinamica alla scoperta di miti e realtà della viticoltura biodinamica con il dott. Michele Lorenzetti. Avremo due temi, in apertura una (didattica): orizzontale Cesanese del Piglio annata 2009 (tre cru Mozzata,
Giornata intensa a Taste ma dopo una girandola di assaggi