Quando qualche anno fa son cominciati a spuntare come funghi in Italia centrale un sacco di vini a base, spesso solamente, Petit Verdot (Casale del Giglio ma anche il Campo alla Sughera presentato allo scorso Vinitaly) mi sono domandato subito cosa mai un vitigno presente sempre come 1 o massimo 5% a Bordeaux potesse avere di tanto speciale.
Sottoponendo i miei assemblaggi di Petit Verdoti, Merlot e Cabernet Sauvignon per My Feudo alla platea degli avventori di Burde ho avuto qualche parziale risposta. (altro…)
Anche se sembra piuttosto strano in realtà Giampiero me lo ha dovuto chiedere per settimane, finchè non sono riuscito a trovare una serata da passare 
Strano blend di 20% Sangiovese e poi 40% e 40% di Cabernet e Merlto, il classico “traditore della patria”.. al naso in effetti è il tipico supertuscana merlottizzato piacevole, carino, dal colore e naso pieno, dolce e speziato quanto basta. In bocca invece anche solo il 20% di sangiovese unito al terroir della Rufina ne fanno un vino da bere e ribere senza problemi con una bella acidità e una persistenza davvero appagante.
8 anni di caratello con malvasia e trebbiano, dopo quasi 5 mesi di appassimento (fino a febbraio!). Il risultato è uno dei Vin SAnto più tipici e personali del Chianti con un naso incantevole di albicocche disidratate e marmellata di pesche rifinite con fico secco e mandorle e una bocca quasi secca, nitida e un finale ammandorlato.
Lo sappiamo che non è quasi più stagione di mojiyo ma
Davvero una serata partecipata, oltrechè “mangiata” da parte di tutti venerdì scorso. Trovate