vino

Langhe Nebbiolo 2016 L’Astemia Pentita

Un’annata straordinaria la 2016 che anche nei vini di ingresso più semplici risuona squillante e finissima. Questo nebbiolo preconizza i capolavori di Barolo che arriveranno con note di rosa e ribes nero, liquirizia bergamotto e incenso ma soprattutto un tellurico sorso di tannino dalla bella grana che si sposa alla perfezione con tanti piatti della nostra cucina come da tradizione nebbiolesca.

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Rosato di Bolgheri 2017 Tenuta Meraviglia

I rosati sono la moda del momento ma a Bolgheri sono anche storia…Se qualche decennio fa era il sangiovese l’uva utilizzata oggi lo sono i vitigni del Rodano e bordolesi con una guadagno in termini di tenuta e succulenza. Tenuta Meraviglia ne fa una versione intrigante dal rosa intenso e deciso che ricorda i rosati di Lirac e Tavel a partire da syrah con saldo di merlot.

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Bolgheri Superiore Tenuta le Colonne 2015

Scuro imperioso e ricchissimo anche nel naso, il primo nato “superiore” in casa Le Colonne a Bolgheri mette subito le cose in chiaro con note pepate spezzate e un tappeto di frutta di bosco tra more di rovo, ribes nero, cassis, cardamomo e tostature eleganti da grande cabernet fran (in prevalenza nell’uvaggio che vede anche cabernet sauvignon e petit verdot).

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Solare 2006 Igt Toscana Capannelle

Un vino ideato con in mente un supertuscan originale da presentare sul mercato dei rutilanti anni 90 ma che al contempo mantenesse il contatto con la realtà toscana più originale. Ecco che a Capannelle per il Solare si sceglie l’oscuro autoctono quasi dimenticato della malvasia nera, ricco pieno deciso e naturalmente speziato ma molto delicato da coltivare e tardivo nella sua maturazione. La malvasia nera inoltre è capace di sovrastare anche in piccole percentuali i vitigni che vengono assemblati con lei quindi ci vuole il sangiovese più ricco e intenso per realizzare un vino come questo che a distanza di anni si mostra ricchissimo dolce speziato sinuoso e intricatissimo.

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Tenuta San Guido Le Difese Igt Toscana 2016

L’annata lieve ed elegante porta una scossa in tutta Bolgheri e anche l’Igt di ingresso di Tenuta San Guido perde qualche cupezza solita per acquistare un carattere più sbarazzino e gioioso. Il risultato è un naso dove il sangiovese esce benissimo con la sua viola e amarena a sommarsi al fruttato di cabernet e note balsamiche appena accennate.

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Capannelle Chianti Classico Gran Selezione 2013 DOCG

L’ultimo nato in casa Capannelle è questo vino importante ma delicato e freschissimo che incarna la massima espressione di Chianti Classico in azienda. Rispetto alla celebre riserva qui le note sono più piene decise ma anche squillanti e intense. Note di lavanda, mirto, amarena, fragole in confettura e note di tabacco e alloro che ne esaltano i tratti freschi e sapidi. Bocca carnosa e intensa con rimandi sapidi e di frutto materici e balsamici.

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Il Vermouth è tornato per restare?

Su Business People di Marzo in edicola parliamo di Vermouth, un fenomeno che non accenna a diminuire per portata e interesse con molti indizi che fanno credere che stavolta si tratti non solo di una moda ma di un cambiamento dei modi di consumo diverso rispetto a quello dei primi del 900. Oggi si fa vermouth in Maremma, in Sardegna, a Radda in Chianti, in Sicilia, a Prato, a Grosseto, Cagliari…

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Vermentino Bolgheri 2017 Tenuta Meraviglia

Una ventata di freschezza intensità e rigore mediterraneo per un vitigno che ama il mare e a Bolgheri si è sempre trovato benissimo. Questa prima uscita per l’ambizioso vermentino di casa Tenuta Meraviglia mostra già la stoffa del fuoriclasse perché note sgrumate e piccanti più muschio bianco, timo menta e robinia sono solo l’inizio di un concerto di frutta estiva benissimo tratteggiata.

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Barbera d’Alba 2016 L’Astemia Pentita

Svetlana Melninchenko ci racconta la sfida del L’Astemia Pentita, cantina irriverente nelle forme e nei modi ma profondamente classica nei vini che ha accompagnato con i suoi vini la serata del gran bollito misto in Trattoria da Burde appena trascorsa. Una Barbera che esemplifica il vitigno dell’anno, il vero vino rivelazione dell’Italia a questi livelli di qualità. Dopo anni in cui la Barbera è stata prima soltanto acidità ai limiti dell’asprezza e poi noiosa fruit bomb intrisa di legno ecco che siamo ad un equilibrio molto interessante tra le sue componenti.

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