vino

La ricetta del cassoulet alla Toscana con Paolo Gori

La ricetta è originaria della Languedoc dove sono addirittura tre le città che ne rivendicano la paternità ha una cottura complessa e sfaccettata che mette insieme una lavorazione lunga e ricca di passaggi dalla cottura delle verdure fino all’unione delle varie carni e fagioli nel forno. Secondo la tradizione francese infatti il padre della ricetta sarebbe Castelnaudary con la madre Tolosa da cui deriva l’uso della salsiccia e infine Carcassone come Spirito Santo , di certo la città dove questo piatto viene assaggiato per la prima volta da milioni di persone ogni anno vista l’affluenza turistica. Paolo Gori ne ha ideato una versione toscana per accompagnare i vini della serata bordolese  con i vini della famiglia Albada Jelgersma omaggiando il giovane direttore tecnico di Caiarossa a Riparbella ovvero Julian Reneaud, originario proprio di Carcassone.

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Mezzavia IGP Toscana Bianco 2016 Malvasia e Trebbiano Gabriele Mazzeschi

Gabriele Mazzeschi ci racconta la storia della sua azienda e ci introduce il suo bianco della casa. Un classico vino bianco da contadino ma con la sensibilità e la bravura di una ragazzo preparato umile ma ambizioso come Gabriele Mazzeschi. Malvasia e Trebbiano come la ricetta classica del bianco toscano con lieve passaggio sulle fecce a dare corpo e struttura oltre ad un bel frutto e gradevolezza. Naso semplice e floreale, tiglio e biancospino, pera e tocco di agrumi.

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Vernaccia di San Gimignano 2017, tutti i miei assaggi all’anteprima

Mercoledi scorso una bellissima giornata a San Gimignano (con un preludio la sera prima con una bellissima cena a cura di Luciano Zazzeri) per assaggiare le nuove uscite 2017 della Vernaccia di San Gimignano. Un’annata difficile ma in cui sono spuntati ottimi esempi di vini di questa DOCG. Su Intravino trovate tutti i miei assaggi sulla Vernaccia 2017 e anche belle selezioni 2016 e riserva.

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Roche Bellene Bourgogne Pinot Nero Vieilles Vignes 2015

Nicolas Potel mette a frutto la sua esperienza in rosso e ci regala una bella e piccante interpretazione della bella 2015 in Borgogna. Intrigante il mix classico di fiori e frutta rossa e nera classiche del pinot nero in Borgogna con un’aggiunta di pepe, cannella e spezie piccante ben mescolate al bel frutto prevalente.

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Un Commendatore in verticale, il Syrah di Gabriele Mazzeschi da Burde venerdi 23 febbraio

Finalmente un Commendatore in Verticale! Il nuovo ma già apprezzatissimo Syrah di Gabriele Mazzeschi nella sua prima verticale ufficiale 2010-2015 più olio nuovo e gli altri vini del suo agriturismo dal bianco fino al sangiovese e il vin santo. In abbinamento Paolo Gori si cimenta con lo sfilettato di Toro Chianino per la prima volta in trattoria!

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Champagne Nicolas Feuillatte Cuvée 225 2008

La cuvée più corposa e ricca della grandecantina sociale di Chouilly è senza dubbio questa Cuvée 225 che prende il nome dal fatto che svolge una parte dell’affinamento in barrique e la sua vinosità e ricchezza sono ancora più evidenti nei grandi millesimi come il 2008. Con un vino di partenza 50% chardonnay e 50% pinot nero ha tutti gli ingredienti per una cuvèe gastronomica adattissima alla tavola con pietanza intriganti e anche di un certo peso.

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Il formidabile Durello: come sapere tutto sul prossimo fenomeno delle bollicine made in Italy

I suoli vulcanici rappresentano soltanto l’1% della superficie mondiale ma bastano a fornire il 10% di quanto serve al mondo per il suo sostentamento: non deve meravigliare che da suoli vulcanici nascano alcuni dei vini più sorprendenti della nostra penisola ma nessuno è come il Durello, lo spumante da uve durella che sta sempre più facendo parlare di sè con un successo a tratti travolgente che cerchiamo di analizzare su Business People di Gennaio/Febbraio in edicola con un numero doppio speciale di inizio anno.

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Champagne Nicolas Feuillatte Grand Cru Blanc de Blancs 2008

Il grande millesimo 2008 in casa Nicolas Feuillatte  ha portato dei vini davvero straordinari per equilibrio e complessità. Questo 2008 da uve esclusivamente grand cru e bianche (100% chardonnay) lo conferma appieno. Presenti nel blend oltre Le-Mesnil, Cramant Avize e, la sede aziendale Chouilly, abbiamo anche Aÿ e Ambonnay dove lo chardonnay assume spesso carattere più da pinot nero. Il risultato divide l’esperienza in un naso perfettamente bdb con note di agrumi, lime, gesso e sale, affilatissimo e con pochi appigli alla dolcezza che invece si mostra, insieme a frutta rossa e note di pasticceria, al palato dove le uve dei villaggi fuori dalla Cotes de Blancs si fanno sentire maggiormente.

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Champagne Hurè Freres Mémoire Extra Brut

La grande montagne de Reims partorisce sempre prodotti unici riconoscibili e e territoriali con una forte prevalenza di pinot nero e uve scure che contagiano anche lo chardonnay che qui assume altre note e carattere. In questo caso poi Francois Hurè alla terza generazione e suo fratello Raoul ci aggiungono il pizzico di follia e ardire di realizzare un cuvèe solare con vini dal 1982 ad oggi, una serie di botti da cui ogni anno viene prelevata una parte per la spumantizzazione e rimpiazzata con il vino dell’ultima vendemmia.

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Arneis Langhe Doc 2016 Damilano

Un vitigno che sta diventando il riferimento per il bianco piemontese nonostante la storia di Gavi e la tradizione recente dello chardonnay in questa regione. L’Arneis di Damilano è agrumato sapido scattante e con tracce di note balsamiche davvero incantevoli con una vinificazione in acciaio molto attenta a lasciare vive le caratteristiche del vitigno.

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