L’espressione schietta e diretta nonostante un discreto uso del legno per il sangiovese della Valdichiana dove c’è eleganza ma anche forza e una certa ruvidezza che affascina. Questo Foramacchie nel bicchiere è trasparente ed elegantemente toscano nonostante il saldo di 5% di cabernet sauvignon ma le note sono viola e lamponi poi ciliegie con un tocco di sottobosco mediterraneo. Al palato è ficcante e piacevole con una dinamica acido sapida di tutto rispetto e una salinità che contrasta bene con il bel frutto dolce.
Andrea Gori
Venerdi 18 maggio Tris di Champagne e Reale di Calvana con la macelleria Mannori
La tradizione è il nostro futuro, parola di Andrea Aprea del VUN Milano
A Milano parte la Food Week e noi cerchiamo di stare sul pezzo intervistando una delle stelle che ne ha fatto la capitale del mangiare bene in Italia ovvero Andrea Aprea. Il suo “VUN Andrea Aprea” è il ristorante con due stelle Michelin appena conquistate dove la tradizione italiana ha trovato un interprete capace di comunicare la nostra cucina ad un pubblico grandissimo e preparato all’interno di uno degli hotel più fascinosi di Milano. Merito delle sue origini partenopee e della sua esperienza inglese che gli ha concesso una visione profonda e affascinante della cucina italiana di oggi e che gli permette anche di intravederne il futuro…Su Business People di Maggio 2018 in edicola trovare l’intervista completa!
Brandini Barolo DOCG 2012 La Morra Biologico
Un classico e intramontabile Barolo de La Morra, tradizionale assemblaggio che riesce a mettere in evidenza il carattere fruttato rotondo e saporito dei Barolo di questo comune. La famiglia Brandini è tra le poche e tra le prime a proporre un Barolo biologico e la fragranza e la piacevolezza del frutto sembrano in effetti avere una marcia in più con una continua sottolineatura del bel fruttato di bosco, confettura di fragole e lamponi e le note balsamiche di incenso rose e lavanda a rincorrersi nel naso.
Domaine Chevillon – Nuits St. Georges 1er Cru Les Cailles 2014
Un première cru di notevole importanza per Domaine Chevillon tra i tanti vinificati separatamente nel Domaine a Nuit St Georges. In particolare Les Cailles (il cui nome deriva dalla radice di “sasso” e non di quaglia come si potrebbe pensare) e si trova a metà strada tra Corton e St Georges. Denis e Bertrand al comando del Domaine da qualche anno vinificano uve per più di 13 ettari nel comune e sono capaci di dar voce alle diverse sfumature nella AOC. Non fa eccezione questo Les Cailles, tra i tre vigneti migliori della denominazione, che con i suoi terreni ricchi di argille rosse, su rocce calcaree di età antica, dona ai vini che qui nascono potenza ed estrazione ma sempre e soprattutto finezza .
Nipozzano Chianti Rufina Riserva DOC 2014 Frescobaldi
Il best seller della Rùfina è anche uno dei vini toscani più conosciuti in Italia e nel mondo, un vino che non ha mai paura di giocare il suo ruolo di ambasciatore del Chianti nel mondo. Il Nipozzano Riserva 2014 Lo fa con una ricchezza di naso sempre piacevolissima e impressionante per come trae dalla frutta di bosco nera e rossa le componenti fruttate e di speziatura più ricche e penetranti per sedurre il naso e poi il palato.
Lunedi 7 Maggio God Save The Durello! La bollicina più vulcanica invade Firenze al Westin Excelsior
Un God Save The Wine speciale dedicato ai Monti Lessini e all’uva durella, il prossimo fenomeno-bollicina nell’effervescente panorama italico prodotta con l’uva autoctona bianca più antica del nostro paese bevuta già da Cesare Augusto e apprezzata nel corso dei secoli proprio per la sua leggendaria freschezza. In un pomeriggio di metà primavera affacciati sulla terrazza più spettacolare di Firenze i 33 produttori della denominazione vi aspettano lunedi 7 maggio di persona per incontrarvi e raccontarvi le loro storie che intrecciano viticoltura di montagna, la Monti Lessini DOC è appena entrata nel Cervim (il centro che tutela vitigni originali, manualità, tradizioni, piccole aziende, pendenze estreme) e ha al suo interno tanta tradizione popolare e la voglia di stupire delle nuove generazioni, a cominciare dal cambio epocale della DOC con più spazio al grande metodo classico…
Oro di Caiarossa Igt Toscana 2014
Ecco un passito che nasce con la voglia in realtà di essere un muffato quando le circostanze lo permettono…e in questa 2014 con una vendemmia condotta a metà novembre su uve sane, ben passite c’erano anche tracce importanti di muffa nobile. Protette da una comunità di poiane che tengono lontani i volatili e recenti che le nascondono a cinghiali e caprioli le uve di petit manseng biodinamiche di Caiarossa portano ad un vino ambrato con note invitanti di frutta secca come albicocche e agrumi ma sempre punteggiate da pepe bianco, iodio e note ferrose classiche dei muffati a riecheggiare sauternes e vini simili.
David Moreau – Santenay rouge Cuvee “S” 2015
Un giovane di belle speranze che sta diventando una grande realtà borgognotta degno erede della tradizione di famiglia, ecco chi è oggi David Moreau diplomatosi solo nel 2009 ma già in grado di muoversi alla grande tra i filari di pinot nero e chardonnay per le proficue esperienze fatte in giro per famosi domaine della Borgogna e del Rodano, Romanèe Conti compreso. Grande rispetto per la vigna e l’uomo e l’ambiente, grappoli perfetti e selezionati che arrivano in cantina e macerazioni controllate continuamente per una estrazione sempre millimetrica. Questo Santenay “S” è dedicato ai nonni nasce dalla parcella storica al centro del villaggio ovvero Les Cornières, in pratica un premiere cru.
Brandini Barbera d’Alba DOC Superiore Rocche del Santo 2016
Tra i vigneti di proprietà della famiglia Brandini c’è anche un ettaro scarso a Barbera che viene dedicato a questa Barbara d’Alba Superiore che prende il nome dal toponimo Rocca del Santo. Il vino è ricco e intenso come si confa alla tipologia e il profumo fruttato di bosco è intenso e cangiante con una bella nota ricca di spezzatura naturale che va dalla vaniglia al pepe passando per note mediterranee di macchia e tocchi balsamici.