
LA macerazione post fermentativa evolve il sangiovese e ne pregiudica un pò la pulizia. Però estrae gusto e sostanza, austero naso di smalto e fiori rossi con punte di amarena, note salmastre. Bocca più giovane del naso con acidità e tannino ben equilibrati nell’alcol, finale giovane e scalciante con chiusura nella spezia e cuoio. Grande notorietà recente per questa azienda nei dintorni di Firenze.
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Una etichetta non in commercio che racchiude l’unico sangiovese in purezza per Querciabell, tutto da uve biodinamiche. Dolce e fresco naso di viola e lampone, ciliegia matura e leggera liquirizia . Bocca sapidissima e serrata, tannino vivace ma domato, freschezza impressionante, un vivace destriero che restituisce il gusto di bere toscano.
Inizio piuttosto spumeggiate per un vino che fa molto parlare di sè e che mantiene ciò che mostra in etichetta ovvero cielo, mare, terra. Naso ricco e intenso, raro per un pigato con succo di pesca, fiori gialli carichi, ginestra calda, erika,sambuco. in bocca sa di mare, di roccia, di mela, di ananas e papaya, caleidoscopico davvero, persistenze e divertente come un riesling, profondo e dinamico come la liguria del vino bianco. Di seguito il video.
Ieri grande affluenza di pubblico, ben oltre le aspettative per questo
Sala incredibile stracolma (
Pevach è “birra” in etrusco, nobile civiltà stanziatasi sul Monte Falterona millenni fa e già civiltà brassicola come dimostrano molti ritrovamenti. Su quello spirito la Conte di Campiglia (che sabato 1 1 e domenica 12 luglio
Il rosato italiano più spiazzante che ci sia…da Cortona. Baracchi è sempre un pioniere , specie nel trovare prodotti intriganti e che suscitono curiosità (nella foto la bottiglia da 15 litri aperta allo scorso Meran Wein Festival). E cosa rara, è anche bravo nel trasformare questi prodotti in splendide realtà produttive capaci di piacere a palati anche esigenti. La crescita del Rosè brut in soli 3 anni è già molto evidente con un vino che sta diventando grande.
Mai facile avvicinare un vino di Anselme Selosse, vuoi per il personaggio, vuoi per il mito, vuoi per tutto quanto se ne dice in giro. Però è indubbio che ogni volta che se ne apre una bottiglia è un piccolo evento capace di radunare esperti e conoscitori (del resto non si dice sempre che ogni bottiglia è diversa dall’altra?) e neofiti incuriositi dall’averne letto il nome nei posti più disparati.
Da molti sono considerato un paladino dei vini moderni ed industriali ma per Google e qualcun altro invece sono tra quelli che si occupa di più di vini biodinamici, biologici, veri o naturali che dir si voglia…Qualunque sia la verità, sabato 11 Luglio a Cerreto Guidi presso la
Non capita tutti i giorni e nemmeno tutti i decenni che una grandissima Maison (che produce ogni anno da sola più di tutti i produttori di Barolo per dire) debba reinventarsi un futuro e una reputazione in un mercato ahimè o per fortuna diventato strategico come l’Italia. E fu così che