Bevute

Assaggi di vino distillati con punteggio, spesso con video degustazione

Roche Bellene Bourgogne Chardonnay Vieilles Vignes 2015

Un’annata genorosa ben interpretata in tutta la Borgogna che si riflette in tutti i vini a partire da quelli di ingresso che purtroppo a livello di prezzo stanno prendendo il volo come tutto il resto della produzione borgognotta. Questo Chardonnay nasce dalle mani esperte di Nicolas Potel che con il suo domaine ed è tutto quanto ci si aspetta da un vino del genere oggi ovvero note di agrumi, fiori bianchi, burro, sapido e croccante già al naso per poi proseguire in maniera piacevolmente diretta e saporita al gusto.

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Brunello di Montalcino Riserva Le Due Sorelle 2010 Tenute Ambrogio e Giovanni Folonari

La grande annata fa sempre il suo dovere a Montalcino e la famiglia Ambrogio e Giovanni Folonari con il gioiello della loro corona dimostrano di avere un sangiovese ricco potente ma anche elegantissimo nei loro vigneti. Questa riserva 2010 ha una polpa e un frutto vividissimo e pulito che balza fuori dal bicchiere con una gioventù inaspettata tra ciliegia, more, fragole e poi un corredo speziato di tutto rispetto tra ginepro, anice, pepe, liquirizia, mirto e toni solari di macchia mediterranea.

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Pagus Camilla Selezione Vermentino 2015 Poggio al Tesoro

Un coraggioso tentativo di spostare in alto l’asticella sul vermentino e non solo quello toscano che qui la sfida dichiarata è alla Gallura e i suoi piccoli grandi tesori di freschezza, acidità, aromaticità e finezza. Vendemmia particolare da un cru di viti particolarmente vocate, nove mesi di macerazione sulle bucce fini in acciaio, niente passaggio in legno e una complessità inusitata per il vitigno ne fanno un piccolo tesoro da assaporare già da giovanissimo ma soprattutto da invecchiare come un grande riesling.

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ColleMassari Rosso Riserva Montecucco Doc 2014

Una dimostrazione di come il sangiovese e i suoi compagni di strada in maremma possano far del bene ai nostri bicchieri e le nostre tavole. Un vino che dimostra che il Montecucco anche su numeri alti può permettersi in un’annata minore come la 2014 (fredda e piovosa) di dar luce a vini scattanti vibranti con tannino profondo e perfetto per accompagnare piatti di carne anche impegnativi e saper sfoggiare anche un grande piglio di aromaticità e balsamicità.

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Dr. Lippold Urziger Würzgarten 2013 Spätlese Mosel Riesling con Polenta, cipolla e salacchini

Il principio del residuo zuccherino nel vino e l’abbinamento piatto cibo è saldo e fondato con questo vino che raggiunge gli 8% di alcol lasciando in soluzione più di 5gr/lt di zuccheri. Lo abbiamo provato con un morso di mela renetta e la dolcezza spariva come per magia nell’abbinamento così come a tavola con la Polenta al salacchino e agrumi dove grasso del maiale, agrumi e cipolle marinate del piatto offrivano un contraltare dolce dove il vino tesseva agile la sua tela di richiami sapidi e freschi.

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I Fabbri Chianti Classico Riserva 2010

Annata fresca e non esplosiva nel Chianti Classico e soprattutto a Lamole al contrario della vulgata che vuole la 2010 eccellente ovunque in Toscana. Ma il vino forse riesce ancora più sottile, acido piccante e originale con note balsamiche e gessose più in evidenza del solito.

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Edda Salento IGT Cantine San Marzano e cucina ebraica del mondo

Un vino più unico che raro, un moscato chardonnay espressione di un vigneto particolare nel ventoso e assolato Salento capace di restituire freschezza e fragranza, impegnato su piatti della tradizione ebraica nel mondo preparati da Jean Michel Carasso. Lo abbiamo provato sulle huevos haminados di Salonicco (uova sode cotte per 8 ore con caffè), il Gehackteleiber, pâté di fegatini e cipolle degli ebrei polacchi e russi, il Babà ganush, mousse di melanzane affumicate mediorientale, l’hummus, purè di ceci e tahina mediorientale, i Borekitas, mezzelune turche farcite con patate e feta e infine il Muhammara, crema di peperoni siriana con noci e melassa di melagrana.  (altro…)

I Fabbri Chianti Classico Riserva DOCG 2013

Annata molto buona a Lamole con decorso molto regolare e infatti il vino risponde con una materia ricca ma sempre purissima e mai strabordante perché l’acidità e il tannino la mantengono nei binari del rigore e della sapidità. Scorre su questi binari il naso di questa Riserva fatta con le migliori uve dei vigneti più alti di Lamole e quindi siamo tra viole, lavanda, bergamotto, tabacco e frutti rossi di bosco e anche il sorso è molto coerente, piacevolissimo ma energico dritto, materico e profondo con una continuo ravvivarsi di freschezza e tono tannico.

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