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I video girati durante le degustacene e non solo!

Drappier Champagne Blanc de Blancs Vrai

Ecco un blanc de blancs vero e proprio con un tocco di Pinot Bianco detto « Blanc Vrai (bianco vero) » in Champagne, che storicamente è sempre stato presente nella ragione ma abbondanto per via della sua scarsa acidità e piccantezza. Ma se si tratta di aggiungere alla cuvée un ingrediente per aumentarne complessità e rotondità è perfetto… come in questo Champagne Drappier Blanc de Blancs Signature. La composizione 95 % Chardonnay, e 5 % Blanc Vrai ha un naso dove il pinot bianco sfodera e accentua le note floreali bianche dolci dello chardonnay tra gelsomino, tiglio e acacia. Da par suo lo chardonnay emerge con note eleganti di arancio, lime, pera e mela più note biscottate piacevoli e piccante. Zenzero e canditi corredano la bocca dove si avverte anche un piacevolissimo tocco tropicale tra maracuja e papaya, freschezza stupenda ma soprattutto una cremosità incantevole che accarezza il palato. Ottimo da noi sulla minestra di orzo bietola e porri con la ricotta fresca del Bacciotti in Mugello (FI).

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Istine Chianti Classico Vigna Cavarchione 2016

Dalle mani attente di Angela Fronti di Istine un’excursus a Gaiole e nel suo lato più “alberese” e roccioso speziato. Il suo cru più accattivante e moderno è vino rubino ricco e fresco con il  sangiovese 100% proveniente da Gaiole in località Vertine, da vigne relativamente giovani piantante tra il 2009 e il 2010. Sono in totale 6 ettari ad una altitudine media di 400 mt sl su terreno ricco di scheletro e galestro di alberese, esposizion est con densità 5000 ceppi per ettaro.

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Vino toscano per principianti: #11 Le migliori annate del vino toscano

Il piacere di gustare di un grande vino toscano dipende anche dall’annata. Le stagioni cambiano e oggi vendemmia è diversa da quella precedente. Se sei alla ricerca di una buona bottiglia di vino toscano da conservare, troverai qui le migliori annate!

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Prosecco Superiore Valdobbiadene Rive di Colbertaldo 2018 DOCG Maschio dei Cavalieri

Nel mondo del Prosecco si stanno cominciando a distinguere punte di diamante e prodotti di qualità superiore e la tipologia Rive sta cominciando ad essere ricercata e conosciuta dal pubblico. Questo Prosecco di Maschio dei Cavalieri (cantina del gruppo Cantine Riunite) deriva da uve della Valdobbiadene nelle colline UNESCO più belle del Veneto. Le Rive di Colbertaldo regalano note dolci di gelsomino, mandarino e arancio, cannella e cenno tropicale. Bella la sensazione di ariosità tropicale e di mela golden più sul finale ritorno di pesca, corbezzolo e acacia, sapido e croccante.

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Dolcetto Lodoli Ca’ del Baio 2017

Paola Grasso di Ca’ del Baio ci racconta in trattoria durante la serata del bollito misto di questo vino di casa dei piemontesi ovvero il dolcetto che per eccellenza sottolinea i momenti conviviali e famigliari in questa regione. NEgli ultimi anni è forse il vitigno che ha più sofferto in regione per via del riscaldamento climatico e della gradazione media sempre più elevata ma oggi molti produttori hanno imparato a gestirlo come dimostra questo campione di freschezza e agilità con frutto molto bello, tannino lievissimo (lo si può servire anche leggermente fresco senza rovinarlo, anzi) e una danza quasi al palato tra frutta di bosco e sensazioni appena speziate e piccanti.

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Saverio Basagni, Monterotondo, Chianti Classico Vaggiolata 2016 e Riserva Seretina 2015 e l’altitudine

Cambiamento climatico , attenzione al territorio e artigianalità vera senza filtri: Saverio Basagni ci racconta il suo lavoro a Gaiole in Chianti sul confine tra Firenze e Arezzo in poderi appartenuti a Badia a Coltibuono da secoli e assaggiamo uno dei suoi vini più riusciti, ovvero la Riserva Seretina 2015 sul menu di Paolo GOri con Guancia di Toro al Vermouth e purè di sedano rapa.

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Vino e comunicazione social: intervista per i Giovani del Vino di Movimento Turismo del Vino Toscana

Fa sempre piacere quando ti inseriscono tra i “giovani” del vino toscano ma ancora di più perchè ne puoi approfittare per raccontare la tua esperienza nel mondo della comunicazione del vino, cosa è cambiato e cosa continua a cambiare in questo settore del vino e del suo racconto. Quindi molto appropriata l’idea di Movimento Turismo del Vino Toscana che sottolinea come ai tempi dello storytelling di massa parlare di vino può essere più semplice perchè non mancano gli spunti e le storie da raccontare ma le modalità cambiano eccome…

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Barbaresco Asili Ca’ del Baio 2010 in magnum

Asili è il vigneto più famoso e importante del Barbaresco DOCG e la famiglia Grasso ha sempre vinificato separatamente queste uve a dare il loro vino più pregiato e raro. Un cru di potenza ed energia con esposizione perfetta e marne che esaltano tannino ed energia del nebbiolo senza incrinare la sua tendenza all’eleganza. La 2010 è annata classica ed eccellente con frutto ricco pieno e maturo e corredo tannico intricato e di soddisfazione. Questa magnum mostra un vino in stato di grazia con naso di rosa passita, poutpourry floreale, incenso, lavanda, noce di cola, cenni di goudron ma anche tantissimo frutto come fragole e mirtilli in confettura e poi ginepro, alloro, menta.

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Il Marroneto Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2011

Il millesimo successivo alla straordinaria consacrazione della 2010 al Marroneto è stato baciato da un sole bellissimo che altrove ha portato note molto marcate e mature ma qui invece si è convertito in eleganza e sottigliezza. Assaggiato oggi in chiusura di un bel confronto del miglior sangiovese degli anni ’10 è splendido, sottile appunto e balsamico, con note di timo e mentuccia, lavanda, amarena, ciliegie e cannella, fragole e rabarbaro, buccia di peperone, bocca ammantata di grazia e levità senza la profondità della 2010 nè la sua lungimiranza ma che da bersi oggi è una festa per il palato.

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