Il vino toscano nasce intorno alla tavola. Il vino “da tavola” infatti, non è la categoria più bassa, proprio perché trova la sua collocazione di eccellenza abbinato a un piatto. Scopri come abbinare il vino toscano ai tuoi piatti.
Burde Web TV!
FB Metodo Ancestrale Lambrusco dell’Emilia Albinea Canali
Pietro Simone di Albinea Canali ci racconta questo nuovo prodotto innovativo ma al contempo storico ovvero un Lambrusco torbido da uve sorbara, storica tipologia sparita per anni e oggi tornata alla ribalta. A metà strada esatta tra martinotti e metodo classico quindi ottenuto attraverso una lunga rifermentazione in bottiglia senza sboccatura con i lieviti che restano in sospensione.
Anas-cëtta DOC 2018 Elvio Cogno
Una antica uva piemontese propria del comune di Novello che grazie ad Elvio Cogno è rinata e dal 1994 rappresenta il bianco più intrigante della casa. Se risaliamo indietro nel tempo si parla appunto di “Nascetta” dalla seconda metà dell’Ottocento e non ci sono dati precisi sulla sua ampelografica e filogenetica ma di certo è un vitigno bianco di origine mediterranea vicina al vermentino.
Chardonnay Sermine Langhe Ca’ del Baio 2016
Valentina Grasso ha fatto l’ultima vendemmia (2019) in Borgogna e si è confrontata con il grande chardonnay di riferimento mondiale ma in Piemonte, e questo vino o lo dimostra alla grande, questo vitigno si esprime sempre con grazia e finezza. Vinificazione in legno e malolattica, il giusto tempo in legno e bottiglia ed ecco un bel mix di note di agrumi e fiori tra gelsomino e zagara poi tocco di vaniglia e boisèe e tanto frutto giallo e bianco.
La forza del territorio: la filiera corta e l’oste della tradizione emiliana e toscana
Giorgio Melandri con Francesco Dammicco del Gambero Rosso hanno presentato la tappa toscana del tour La Forza del Territorio raccontando come si è evoluto nel corso del tempo il rapporto tra chi gestisce un ristorante e la materia prima senza trascurare il cliente. Dalla sfida dell’oste che si poneva in maniera quasi conflittuale al cliente fino al mondo di TripAdvisor oggi pare passata una eternità ma i valori sono sempre gli stessi. (altro…)
Drappier Champagne Millèsime Exception 2013
Annata strana e particolare non millesimata certo da tutti in Champagne ma nel microclima della Aube e con l’aiuto dello chardonnay il risultato di questo Millesime è di piacevolezza e intensità notevolissime ed eccezionale per accompagnare la nostra bistecca alla fiorentina. Naso floreale di ginestra e fiore di pesco, nota di frutta di bosco, fragole in confettura, nota di cedro e anche candito,agrume molto ricco. Bocca in cui dosaggio basso si avverte ma l’equilibrio è pregevole dopo questi anni di bottiglia, chardonnay esce bene con note tropicali e calde quasi mentre pinot nero tiene la barra dritta della struttura e della piacevolezza, finale lungo pepato e con la giusta spezia ma anche corpo necessario a non sfigurare sulla carne rossa.
Barbera d’Alba DOC Bricco dei Merli 2017 Elvio Cogno
Il vino ideale per la nostra occasione annuale in trattoria con il bollito misto! Questa Barbera è prodotta in purissimo stile tradizionale piemontese senza fronzoli e orpelli e ha il candore delle cose buone davvero con intensità di frutto di sottobosco more mirtilli ribes nero, cassis e tocchi speziati tra ginepro, liquirizia e dolcezze solo suggerite.
Tuscan Wine for Beginners: #10 Tuscan food and wine pairings
Tuscan wine takes shape around the table, in fact “table wine” is not the lowest category but rather the highest among Italian wines. Discover the best Tuscan food and wine pairings.
Vino toscano per principianti: #9 Vini toscani da dessert
La Toscana è anche una terra di grandi vini dolci. Avete mai assaggiato il Vin Santo, il Moscadello o l’Aleatico? Direttamente dalla vinsantaia di Torre a Cona, scopri i vini toscani da dessert più famosi, da quali uve nascono e quali sono i loro abbinamenti migliori a tavola.
Barbaresco Vallegrandre Ca’ del Baio 2016
Dai vigneti più vicini all’azienda Ca’ del Baio a Treiso ecco il campione della classicità per la famiglia Grasso, un nebbiolo di razza che esalta il lato femminile del nebbiolo con la raffinatezza eccellente di una grande annata come la 2016. La particolarità è che la maggior parte del nebbiolo è della varietà Michet, caso molto raro e insolito e si tratta di un biotipo nebbiolesco più dolce e floreale degli altri. Il risultato non può che essere straordinario per intensità floreale rosa canina e rosa the subito corredata da piccantezza speziata, alloro, mirto e frutto di bosco molto giovane e rosso. Bocca bellissima per energia e grinta tannica ma già piacevole ed abbordabile per effetto della vigna e dell’annata, sinuoso delicato eppure dotato di forza ruggente in sottofondo pronta a regalare grandi emozioni anche in allungo.