La ricetta è originaria della Languedoc dove sono addirittura tre le città che ne rivendicano la paternità ha una cottura complessa e sfaccettata che mette insieme una lavorazione lunga e ricca di passaggi dalla cottura delle verdure fino all’unione delle varie carni e fagioli nel forno. Secondo la tradizione francese infatti il padre della ricetta sarebbe Castelnaudary con la madre Tolosa da cui deriva l’uso della salsiccia e infine Carcassone come Spirito Santo , di certo la città dove questo piatto viene assaggiato per la prima volta da milioni di persone ogni anno vista l’affluenza turistica. Paolo Gori ne ha ideato una versione toscana per accompagnare i vini della serata bordolese con i vini della famiglia Albada Jelgersma omaggiando il giovane direttore tecnico di Caiarossa a Riparbella ovvero Julian Reneaud, originario proprio di Carcassone.
Degustacene da Burde
Venerdi 9 marzo da Burde 120 mesi stagionatura e 84 sui lieviti, Parmigiano Malandrone e Lambrusco di Sorbara Cantina della Volta a confronto!
Mezzavia IGP Toscana Bianco 2016 Malvasia e Trebbiano Gabriele Mazzeschi
Gabriele Mazzeschi ci racconta la storia della sua azienda e ci introduce il suo bianco della casa. Un classico vino bianco da contadino ma con la sensibilità e la bravura di una ragazzo preparato umile ma ambizioso come Gabriele Mazzeschi. Malvasia e Trebbiano come la ricetta classica del bianco toscano con lieve passaggio sulle fecce a dare corpo e struttura oltre ad un bel frutto e gradevolezza. Naso semplice e floreale, tiglio e biancospino, pera e tocco di agrumi.
Fuori di Cinta! Renieri e Frescobaldi per il Fuori di Taste giovedi 8 marzo da Burde
Venerdi 2 marzo Bordeaux e Riparbella da Burde! Caiarossa, Chateau Giscours e Chateau du Tertre in trattoria a Firenze
Ci siamo finalmente! Il prossimo venerdi 2 marzo ci troveremo per una serata in trattoria a Firenze in cui uniremo idealmente e nei bicchieri Bordeaux e Riparbella. Sarà l’incontro di Chateau Giscours, Château du Tertre da Bordeaux con Caiarossa da Riparbella in una serata che vede accanto i vini della famiglia Albada Jelgersma, l’incontro di due grandi territori e interpretazioni emozionanti di cabernet, merlot e petit verdot. Una serata per capire analogie differenze e il valore del terroir in Toscana e nella zona vinicola più importante e storica del mondo.
Roche Bellene Bourgogne Pinot Nero Vieilles Vignes 2015
Nicolas Potel mette a frutto la sua esperienza in rosso e ci regala una bella e piccante interpretazione della bella 2015 in Borgogna. Intrigante il mix classico di fiori e frutta rossa e nera classiche del pinot nero in Borgogna con un’aggiunta di pepe, cannella e spezie piccante ben mescolate al bel frutto prevalente.
Voltumna RiservaQ IGT toscana 2012
Il sangiovese “Querciolo” affinato una anno di più in legno e bottiglia in purezza rappresenta la sfida più importante di Voltumna su questa varietà fondamentale. Per trovare la massima espressione territoriale si porta maturazione del sangiovese fino alla prima settimana di ottobre, è sangiovese che cresce in luogo particolare umido in zona detta “buca” con molte nebbie e muffe nobili che spesso crescono sugli acini. Per questo vino non viene fatta selezione lieviti interni ma si cerca di far partire fermentazione del Querciolo con lieviti di buccia, molto più variegati di quelli in cantina i quali lieviti vengono fermati con zolfini e solforosa somministrata prima che parta fermentazione spontanea.
Un Commendatore in verticale, il Syrah di Gabriele Mazzeschi da Burde venerdi 23 febbraio
Champagne Nicolas Feuillatte Cuvée 225 2008
La cuvée più corposa e ricca della grandecantina sociale di Chouilly è senza dubbio questa Cuvée 225 che prende il nome dal fatto che svolge una parte dell’affinamento in barrique e la sua vinosità e ricchezza sono ancora più evidenti nei grandi millesimi come il 2008. Con un vino di partenza 50% chardonnay e 50% pinot nero ha tutti gli ingredienti per una cuvèe gastronomica adattissima alla tavola con pietanza intriganti e anche di un certo peso.
Voltumna Pinot Nero IGT Toscana 2013
La voglia di pinot nero è sempre stata grande a Voltumna e infatti le vigne sono del 2005. L’idea per questa etichetta, che è il pinot nero più importante sopra il Silene, espressione più semplice, è di realizzare un pinot nero gastronomico e di struttura usando vinificazione in acciaio e poi passaggio in legno. Inizialmente l’idea era di rimanere più leggeri ma un provvidenziale incidente di vinificazione ha fatto finire dei raspi nella fermentazione che hanno prodotto una bella struttura senza pesantezza e tannini legnosi, soprattutto perché rispetto alla Borgogna qui il raspo significa e matura in maniera completa.


